Le diciannove associazioni friulane chiedono di poter organizzare un treno per raggiungere la Liguria
Protesta in stazione contro il G8
Sit-in del comitato Udine social forum e venerdì un corteo per le vie del centro


Chiedono il diritto di poter manifestare, di poter sbarcare a Genova per opporsi alla globalizzazione. Ma le ferrovie non hanno dato ancora alcuna risposta al comitato friulano contro il G8 che vorrebbe organizzare un treno per raggiungere la città ligure.
Ieri, i componenti del neocostituito comitato Udine social forum si sono dati appuntamento davanti alla stazione ferroviaria per sottolineare il diritto di poter manifestare. Inoltre, l’Udine social forum sta organizzando un corteo per le vie della città, che si dovrebbe tenere venerdì prossimo. Ma si attendono ancora le autorizzazioni. Gli organizzatori hanno comunque annunciato l’intenzione di voler preparare la manifestazione che attraverserà la città e che sarà supportata da musica, danze e dalla distribuzione di materiale informativo.
Intanto ieri mattina i rappresentanti delle 19 associazioni che aderiscono al neocomitato friulano antiglobalizzazione si sono fermati davati alla stazione ferroviaria per ribadire i motivi delle iniziative, raccolti anche in un volantino distribuito con il marchio della Rete di Lilliput. «Se vogliamo evitare il tracollo ambientale e sociale dobbiamo cambiare rotta. Dobbiamo costruire una nuova economia che si concilii con il mantenimento degli equilibri naturali del pianeta, con l’equità, con la sostenibilità e con la qualità della vita», spiegano.
Tra i punti messi in evidenza si richiede, con urgenza, di ristabilire il primato della politica e delle istituzioni democratiche sul potere economico; di istituire un organismo internazionale in cui tutti i poli del mondo, democraticamente rappresentati, possano decidere circa il loro futuro; di annullare il debito con i Paesi poveri; di giungere nei tempi più brevi possibile a un accordo globale sul clima più efficace di quello di Kyoto; di eliminare gli strumenti finanziari eminentemente speculativi; di eliminare i paradisi fiscali e di introdurre la Tobin tax (sulle speculazioni finanziarie) con la quale finanziare politiche nazionali; di riscrivere i trattati commerciali. E ancora di impedire che si apra un nuovo negoziato all’interno dell’Organizzazione mondiale del commercio sui servizi e sugli investimenti e riaffermare che l’acqua, l’aria, la vita in quanto beni comuni non possono essere oggetto di alcun trattato commerciale, di attuare una moratoria sulla diffusione nell’ambiente degli organismi geneticamente modificati e di definire regole vincolanti per le multinazionali in campo ambientale, occupazionale, salariale e sindacale.
Nel pomeriggio i manifestanti, di area laica e cattolica, e comunque lontani da ogni tipo di violenza, sono andati a Osoppo per farsi conoscere nell’ambito della festa musicale Sunhsplash.
Il prossimo fine settimana, dunque, venerdì si terrà la manifestazione in città, poi sabato, a Pordenone, unica manifestazione che riunirà tutti i manifestanti della regione per «Faremo la festa al G8», «perché il G8 è uno dei simboli e dei pilastri di una globalizzazione tutta incentrata sulla massimizzazione del profitto, sulla competitività sfrenata, sulla mercificazione della natura».
Domenica 15 luglio, alle 10, al bar Caucigh di via Gemona 36, ci sarà un dibattito con Rubèn Rivera Alvarèz, del periodico messicano Militante, e con Alessandro Giardiello del comitato di studenti e lavoratori, per discutere sulla realtà messicana e sulla situazione del movimento zapatista.


Tratto da il Messaggero Veneto 8 luglio 2001-dedicato a quelli della
"lista della spesa"