Inceneritore Story
News 2 giugno 2004
Commento a cura di ecologiasociale.org

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Messaggero Veneto
MERCOLEDÌ, 02 GIUGNO 2004 Pagina 19 - Udine

San Vito al Torre. Il sindaco aveva firmato il decreto di annullamento del documento

La minoranza: noi avevamo invece proposto che fosse ritirata tutta la variante e stralciato il progetto

Inceneritore, la ditta ricorre al Tar contro lo stop alla concessione edilizia

SAN VITO AL TORRE. Sembrava definitivamente chiusa la questione del termovalorizzatore di San Vito al Torre e invece l'ipotesi riemerge dopo il ricorso al Tar presentato dalla ditta che avrebbe dovuto eseguire i lavori nella zona industriale di Nogaredo. «La Kometa – spiega il capogruppo di minoranza, Vinicio Gregorat – ha fatto ricorso contro il decreto, firmato dal sindaco, con il quale si annullava la concessione edilizia relativa al capannone industriale per la produzione di energia elettrica e teleriscaldamento per usi civili e piscina terapeutica». La ditta contesta gli aspetti tecnici del provvedimento entrando nel merito dei motivi che hanno indotto il sindaco ad annullare la concessione, ma critica con forza anche il metodo.
La Kometa infatti lamenta come la decisione sia stata presa a otto mesi di distanza dalla concessione risalente al luglio 2003 e senza passare attraverso il parere della commissione edilizia che pure era stata chiamata ad esprimersi sulla concessione». Gregorat critica duramente l'operato del sindaco. «Noi avevamo detto sin dall'inizio - precisa - che il suo decreto si prestava a essere impugnato dalla ditta, ma non siamo stati ascoltati. Avevamo anche presentato una soluzione alternativa allo scopo di mettere una pietra sopra l'intera vicenda: ritirare tutta la variante contenente anche l'autorizzazione per la piscina terapeutica e ripresentarla successivamente dopo aver stralciato la parte relativa all'impianto. Ma tale ipotesi non è stata nemmeno esaminata».
«A complicare la situazione - prosegue il capogruppo di Nuovi Orizzonti - vi è pure la richiesta, per quanto non ancora quantificata, di danni».
A infastidire la minoranza è anche il comportamento del sindaco. Precisa Gregorat: «Per l'ennesima volta, si sono tenute le cose nascoste. Il ricorso al Tar è giunto in comune il 26 maggio, ma i consiglieri non sono stati informati. Noi l'abbiamo saputo per vie indirette e siamo entrati in possesso delle carte solo lunedì».
L'ipotesi che nel territorio si sarebbe costruito un inceneritore aveva, all'inizio dell'anno, sollevato le preoccupazioni e gli interrogativi della gente circa le possibili conseguenze di un simile impianto sulla salute e sull'ambiente. A preoccupare era il fatto che la struttura avrebbe bruciato non solo metano, ma anche materiali di vario tipo. Erano quindi intervenuti a chiedere chiarimenti sulla questione i cittadini, i sindaci della zona, la Provincia, la Regione, i Verdi. Fino a quel decreto del sindaco con il quale sembrava essere stata posta la parola fine su tutta la vicenda. Il ricorso al Tar riapre la questione.
Monica Del Mondo