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"La Repubblica"
23 agosto 2001
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Adescate e sfruttate bimbe di dieci anni
Coinvolto operatore della Croce rossa italiana
Eritrea, violenze pedofile
sotto accusa militari Onu
La denuncia è stata presentata
da un ufficiale dei carabinieri
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PADOVA - Violenze di gruppo su bambine di dieci anni, "comprate" per pochi dollari nei sobborghi delle città eritree dai soldati della forza di pace dell'Onu di stanza in Eritrea. E, in questo nuovo scandalo che coinvolge i reparti militari schierati nei tanti punti caldi del pianeta, entra anche un italiano, un membro della Croce rossa accusato da un ufficiale dei carabinieri che ha presentato una denuncia alla procura militare di Padova.
Il quadro riferito dall'ufficiale è agghiacciante. Le ragazzine sarebbero state reclutate nei sobborghi più poveri di Asmara o Massaua, oppure nei villaggi di confine da militari delle forze Onu per pochi dollari, spesso con la compiacenza delle famiglie attratte dalla prospettiva di un sia pur misero guadagno. Le bambine venivano poi portate in alcuni hotel dove avvenivano le violenze che, in alcuni casi, venivano anche riprese in dei filmati. Il tutto senza che né le autorità militari né quelle locali, secondo la testimonianza al corrente della vicenda, facessero nulla per interrompere le pratiche aberranti.
Ma un ufficiale dei carabinieri tornato in Italia dopo aver terminato il periodo di servizio in Eritrea ha denunciato tutto al procuratore militare Maurizio Block che nello scorso giugno ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. Ma, terminata la fase istruttoria, il fascicolo passerà alla magistratura ordinaria competente in base alla residenza dell'operatore della Croce rossa finito sotto inchiesta.
(23 agosto 2001)
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