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Abbiamo bisogno da un lato dello sviluppo di una "epistemologia anarchica" che mantenga in crisi l'autorità della Ragione e dall'altro lato di un periodo di transizione in cui, sia pure in un'ottica paradigmatica, si mettano al lavoro i ricercatori (gli scienziati normali) alla risoluzione dei problemi reali di cui è afflitta l'umanità. L'individuazione dei problemi da risolvere (i "rompicapo" secondo Kuhn) deriva da un lavoro politico-scientifico di massa e non dalle fisime carrieristiche dei ricercatori. Se la scienza, intesa nel senso migliore del termine, morirà, sarà proprio per colpa degli scienziati che non vogliono capire in che vicolo cieco si sono cacciati. |