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Il Manifesto 8 luglio 2004
Piccoli centri campioni del riciclaggio
Il rapporto di Legambiente sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Il Nord batte il sud, ma solo nei comuni minori
«Ricicloni» Palma d'oro a Villafranca d'Asti, comune leader con circa l'86% di raccolta differenziata. Milano ferma da sette anni al 30%. Al Sud affermazione a sorpresa della provincia di Salerno, protagonista della rivolta contro la discarica di Parapoti
ELENA VERONELLI
ROMA
Pagelle ai comuni italiani sulla raccolta differenziata. Buono per i piccoli centri del Nord, insufficiente, anzi male per le grandi città ed il Sud. A dare i voti è stata Legambiente nel rapporto sul sistema di smaltimento dei rifiuti nella penisola i cui risultati sono stati resi noti ieri nell'ambito della premiazione dei «Comuni ricicloni 2004». A salire sul podio è Villafranca d'Asti (Asti) che ha raggiunto la soglia dell' 85,38% di raccolta differenziata. Il comune piemontese ha realizzato un servizio di raccolta dei rifiuti organici utilizzando il sistema porta a porta e predisponendo 120 cassonetti stradali da 240 litri che vengono svuotati due volte alla settimana. Ma l'amministrazione ha pensato anche ad una raccolta speciale per i pannolini, dedicandogli un intero cassonetto. Un servizo che avrebbe consentito ai cittadini d tagliare del 30% le spese per la raccolta dei rifiuti, grazie anche agli introiti derivati dai contributi Conai e al contributo di 0,025 euro per ogni kg di rifiuto organico avviato ad impianti di compostaggio. Ma la novità di quest'anno è l'attenzione data alla qualità della raccolta e non solo alla quantità. «Non ci stancheremo mai di dire - spiega Roberto Della Seta, presidente di Legambiente - che una buona raccolta differenziata risolve in larga parte i problemi di smaltimento, riduce al minimo la necessità di inceneritori e discariche». Così, a dividere il primato di Villafranca d'Asti c'è Fumane (Verona), che ha realizzato la migliore performance per quanto riguarda la qualità. Già dal 1998, il comune si era mosso, organizzando un servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti umidi e secchi. Per capite quanto la cultura del riciclo faccia parte ormai del paese, basti pensare che l'arredo urbano, le giostre e le fioriere sono in plastica riciclata. Degno di nota è anche l'impegno di Roverè della Luna, in provincia di Trento, che in breve tempo ha portato dal 17% al 70% l'efficacia del sistema di raccolta differenziata. Avellino è invece segnalato per la migliore campagna di sensibilizzazione.
Tutto bene dunque? Quasi. Se nei piccoli comuni del Nord, infatti, non mancano i casi positivi, lo stesso non si può dire per le grandi città, dove invece i risultati sono pessimi: Milano è ferma sotto il 30% da almeno sette anni mentre tutte le altre metropoli sono ben lontane dalla soglia fissata dalla legge. L'unica che ha raggiunto una discreta prestazione è Firenze, con il suo 27,86%. I «ricicloni» del 2004 sono quindi per lo più i medi e piccoli comuni del Nord, che tra l'altro hanno migliorato di anno in anno i risultati della raccolta differenziata.
Al centro ma soprattutto a Sud la situazione si fa invece drammatica. Secondo il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, il problema è di origine culturale. «La raccolta differenziata ed il riciclo dei rifiuti sono un problema culturale e di sensibilità dei cittadini. Bisogna far arrivare ai cittadini convinzioni precise - ha aggiunto - Infatti, se in Italia le percentuali di raccolta differenziata sono del 30% al nord e del 10% al sud, vuol dire che la nostra campagna di sensibilizzazione è fallita. E come ministro mi assumo la mia parte di colpa per non essere riuscito a convincere la popolazione sull'efficacia della raccolta differenziata». Tuttavia nel Mezzogiorno non mancano sorprese: tra i 14 comuni meridionali premiati da Legambiente, 12 sono nella provincia di Salerno. Proprio qui, dove pochi giorni fa c'è stata la rivolta degli abitanti per la discarica di Parapoti, ci sono casi come Bellizzi, con 68,95% di rifiuti riciclati, e Giffoni Sei casali, con il 66,34%. E, ovviamente, il collegamento ai recenti fatti di Montecorvino è inevitabile. Quello che è accaduto a Parapoti «conferma una volta di più - ha detto Della Seta - che senza raccolta differenziata è impossibile qualunque gestione sostenibile, e socialmente condivisa, dei rifiuti». Altra eccezione del Sud è Giarratana, 3.500 abitanti nel ragusano, che è in buona posizione per le raccolte domiciliari dei singoli materiali. Ottimo risultato soprattutto se si tiene conto che, secondo il rapporto, in Sicilia la raccolta differenziata è quasi inesistente.
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Newsluglio2004
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Il Gazzettino
Giovedì, 15 Luglio 2004
AMBIENTE
Traffico rifiuti speciali, 35 indagati
Alessandria
Ammontano a decine di migliaia di tonnellate i rifiuti speciali che sono stati smaltiti irregolarmente dopo averne modificato il codice o miscelandoli tra loro per renderli non identificabili. È quanto hanno accertato i carabinieri per la Tutela dell'ambiente che hanno scoperto, in nove mesi di indagine, un vasto traffico in tutto il Nord Italia. Sedici le ordinanze (un'altra deve essere ancora eseguita) di custodia in carcere o agli arresti domiciliari scattate ieri: sequestrati dieci impianti di stoccaggio, smaltimento e recupero di rifiuti situati in Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna oltre a 35 autoarticolati. Il valore è di 30 milioni di euro. Le persone denunciate sono complessivamente 35 per traffico illecito, falso, gestione illecita e realizzazione di discarica abusiva.
L'inchiesta, coordinata dal procuratore di Alessandria Michele Di Lecce. I rifiuti speciali, pericolosi e non, erano costituiti da terre inquinate da idrocarburi prelevate da siti di bonifica, residui della triturazione di parti plastiche delle auto, fanghi di perforazione contenenti sostanze pericolose, traversine ferroviarie contaminate, materiali vari frammisti a lattice e ammoniaca.
Il gruppo operava modificando la classificazione dei rifiuti, che non avevano subito alcun trattamento o miscelandoli fra loro, in modo da renderli non identificabili e destinandoli a imprese autorizzate alla produzione di compost per l'agricoltura, in cave autorizzate per l'attività di ripristino ambientale o in discariche per rifiuti urbani.
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