Messaggero Veneto
GIOVEDÌ, 10 GIUGNO 2004 Pagina 2 - Udine
Il Gazzettino
Giovedì, 10 Giugno 2004
IL PROCESSO
Udine

Giudice ricusato. È accaduto ieri in tribunale nel corso di un processo per diffamazione. La mancata ammissione da parte del giudice Francesca Feruglio di alcune domande poste alla parte offesa dal legale dell'imputato avvocato Roberto Maniacco ha determinato l'istanza di ricusazione. Il giudice ne ha preso atto e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Trieste. Dopo aver completato l'escussione dei testi ha rinviato al 21 ottobre. Sotto accusa Paolo De Toni, 50 anni, San Giorgio di Nogaro noto per la sue battaglie ambientaliste.

È imputato di diffamazione via Internet per aver pubblicato sul sito «www.ecologiasociale.org» accanto al testo di un articolo in cui erano riportate le dichiarazioni del consigliere comunale leghista Luca Dordolo sullo sgombero del centro sociale di via Volturno di Udine, un commento ritenuto denigratorio. Dordolo si è costituito parte civile con l'avvocato Maurizio Conti. Dopo la parte offesa è stato ascoltato l'ispettore della polpost che aveva ricevuto l'atto di querela e che era risalito a Paolo De Toni quale gestore del sito.

Commento a cura di ecologiasociale.org

Incredibile.

L'Avvocato di Dordolo (Parte Civile) chiede al suo assistito se nel Centro Sociale si siano trovati morti per droga, Lui risponde di si e dice che il morto era il Salmè che lui conosceva. L'Avvocato della Difesa inizia a fare delle domande per individuare dove effettivamente è stato trovato il morto, al fine di dimostrare che il Dordolo mente. La Parte Civile si oppone e il Giudice respinge a ripetizione le domande così l'Avvocato della Difesa lo ricusa. L'udienza viene sospesa, l'avvocato scrive le motivazioni per la ricusazione e poi l'udienza riprende. L'imputato interviene riportando il contenuto dell'incontro avuto con il Dordolo il 12 aprile 2003 in cui il Dordolo ammetteva che aveva sbagliato a dire quelle cose sul morto per droga in quanto il ritrovamento è avvenuto in un locale abbandonato ad almeno 200 metri dal CSA. Il Giudice chiede al Dordolo se quanto dice l'imputato corrisponde al vero e lui nega.

Al processo, la difesa di Paolo De Toni non si vede ammettere alcune domande e presenta l’istanza

Ambientalista ricusa il giudice

È accusato d’aver diffamato il leghista Luca Dordolo su un sito web

L’ambientalista sangiorgino Paolo De Toni, 51 anni, conosciuto per le sue battaglie anche in favore dei centri sociali, ieri ha ricusato il giudice che lo sta processando per diffamazione ai danni del leghista Luca Dordolo.
I fatti oggetto del processo risalgono alla fine del 2002 quando Dordolo (attuale segretario cittadino del Carroccio) era consigliere comunale a Udine. De Toni risulta essere il webmaster (cioè il “gestore”) del sito www.ecologiasociale.org sul quale Dordolo aveva visto una pagina a lui “dedicata”. Secondo l’accusa di diffamazione semplice, De Toni ha offeso la reputazione del leghista definendolo «tordo» e «faccia da tordo» in friulano, ovvero «doordul» e «muse di doordul»; inoltre, l’ha accusato di essere «perfino riuscito a farsi licenziare da impiegato di Autovie Venete (posto dove ovviamente si entra per raccomandazione), perché si metteva disteso sulla scrivania degli uffici e la gente che passava per strada lo vedeva dalla finestra».
Ieri la difesa di De Toni, affidata all’avvocato Roberto Maniacco, ha presentato una istanza di ricusazione del giudice monocratico del tribunale di Udine Francesca Feruglio in seguito ad alcune domande che il magistrato non ha ammesso nel corso del controesame del testimone Dordolo. In sostanza, la difesa dell’imputato ha ritenuto che in questo modo esistessero le gravi ragioni di opportunità per chiedere la ricusazione del giudice.
La dottoressa Feruglio ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla Corte d’appello di Trieste (competente nei casi di ricusazione), ma ha ugualmente inteso procedere oltre nel processo, fino a esaurirlo senza emettere la sentenza prima del pronunciamento dei giudici dell’Appello.
Il rinvio del processo al 21 ottobre, quindi, è stato disposto perché la difesa ha chiesto sia sentito come testimone l’agente della Polizia postale che effettivamente confrontò – il giorno della querela di Dordolo – la corrispondenza fra il contenuto della stampata che lo stesso aveva fatto dal sito di De Toni e quello sul web.
Nel sito era riportato un articolo del Messaggero Veneto contenente le dichiarazioni di Dordolo sul centro sociale di via Volturno a Udine e quindi vi era un commento giudicato denugratorio sull’allora consigliere comunale e attribuito appunto a De Toni.
Luca Dordolo si è costituito parte civile al processo assistito dall’avvocato Maurizio Conti. Quest’ultimo intanto ha depositato la pagina del vocabolario di lingua friulana Pirona nella quale si spiega che il termine “dordul” significa anche sempliciotto, quindi da ritenersi spregiativo. (g.s.)