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Articolo tratto da la Repubblica 6 0ttobre 2001
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La Sicilia all'asciutto
caccia ai ladri d'acqua Canali deviati, laghi prosciugati, "furti" per 600 miliardi l'emergenza --------------------------------------------------------------- PALERMO - Qui in Sicilia sta per cominciare la lotta ai "ladri d'acqua" . Ce ne sono molti, moltissimi. E ogni anno ne rubano così tanta che - se un giorno dovessero mai pagarla - la Regione incasserebbe qualcosa come 600 miliardi di lire. Ma i "ladri d'acqua" sembrano imprendibili. Prosciugano laghi e poi spariscono. Bucano le condotte, deviano i canali, pompano l'acqua di tutti per portarla nei loro campi o nelle loro case. In molti paesi e in alcune città dell'isola i contatori sono un optional, sopra e sotto terra ci sono solo allacci abusivi, reti volanti, un labirinto di tubi. Rubano l'acqua e quel poco che ne resta si disperde lungo gli acquedotti bucherellati che nessuno ormai ripara più: non ci sono soldi per la manutenzione. E intanto le grandi dighe sono vuote. E intanto non piove da mesi. «Spero che Dio si ricordi di noi perché se continua così saremo veramente nei guai» , avverte il generale Roberto Jucci, ex comandante generale dell'Arma dei carabinieri, ex direttore del Servizio segreto militare, ex capo del Controspionaggio e oggi Alto commissario per l'emergenza idrica in Sicilia. Il generale che è sceso a Palermo per fare la guerra agli sceicchi dell'acqua annuncia che - se continuerà questo gran caldo - tra pochi giorni sarà costretto a convocare tutti e nove i prefetti dell'isola «per studiare un regime di sopravvivenza fino a dicembre» . Situazione molto critica. Come sempre, d'altronde. E nonostante le idee e la buona volontà del generalecommissario (costretto a fronteggiare gli appetiti e le gelosie di 451 enti regionali, consorzi, piccole e grandi municipalizzate, associazioni di categoria e società miste e private che si spartiscono il business siciliano dell'acqua) anche il 2001 sarà probabilmente inverno di sete. Poi ci sono quei «ladri d'acqua» che sono sempre più numerosi. L'altro ieri - fatto strano - ne hanno presi due dalle parti di Gela. Sfortunati, quei ladri. Sono stati individuati e scoperti dai poliziotti che sull'elicottero sorvolavano le colline a sud di Caltanissetta: facevano la guardia all'acqua. I due - erano agricoltori - sono stati arrestati mentre manomettevano in un "pozzetto di manovra" le valvole dell'acquedotto. Volevamo irrigare gratis i loro carciofi. La lotta ai "ladri d'acqua" si comincia però a farla sul serio. Anche con gli elicotteri. E con i militari che sorvegliano i punti chiave delle grandi condotte idriche, con i funzionari dei vari enti "comandati" dal generale Jucci a controllare nei centri urbani le utenze abusive quartiere per quartiere. E' il pugno duro del generale sbarcato quaggiù per «dare l'acqua» . Qualcuno (alla Regione siciliana) gli rema contro apertamente e qualcun altro nell'ombra, certi suoi slanci si perdono nella palude amministrativaburocratica, certi suoi progetti finiscono contro il muro di gomma dei soliti ras di provincia. Quanto resisterà ancora il generale in Sicilia? Il ministro Pietro Lunardi ha annunciato proprio ieri sera a Palermo che sarà nominato un altro Commissario per le «Grandi opere» . Silureranno Jucci? Sarà affiancato da qualcun altro? Per fare "l'Alto commissario dell'emergenza idrica" in Sicilia l'ex comandante generale dei carabinieri (particolare significativo, di questi tempi) non ha voluto stipendio. E ha spiegato il perché: «Un uomo di una certa età come me, che mangia una volta al giorno e si compra un vestito l'anno, di quello stipendio non ne ha bisogno» . E così segue i «percorsi» siciliani dell'acqua. (a.bolz.) |
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