SABATO, 05 GENNAIO 2002
Pagina 14 - Cronaca
DOSSIER
Un inverno da Polo Nord e con il gelo arriva la siccità
A marzo torna El Niño, sarà una primavera di incendi
In tutta Italia temperature polari da prima di Natale
E mentre il Sud è travolto dalle bufere di neve, le Alpi sono a secco
Dopo una estate ovunque troppo calda gli esperti lanciano un nuovo avvertimento: le stranezze saranno sempre più la regola
Anche gli animali danno il segno del cambiamento climatico Secondo il Cnr il merlo sta anticipando la stagione degli amori
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ROMA La meteo ha regalato un Capodanno con sorpresa: tempeste di neve in Calabria, molte piste da sci a secco sulle Alpi. Solo il freddo si è distribuito equamente: gelo a Taormina e meno 23 nei rifugi in Veneto. E' stato un tempo che ha spiazzato tutti: con il termometro a meno 19, sulla Sila hanno avuto il loro daffare per tenere aperte le strade e intanto nel Nord la siccità record ha mantenuto alto l'allarme incendi.
Una situazione analoga si registra in gran parte dell'Europa: Istanbul è stata paralizzata da una nevicata, in Russia si è arrivati a 285 morti per gelo da novembre, in Grecia migliaia di automobilisti sono rimasti intrappolati sull'autostrada AteneLamia. Anche negli Stati Uniti è un inverno alla rovescia: nevicate eccezionali a Sud, sulla «cotton belt», mentre i Grandi Laghi al confine con il Canada sono a secco e mettono a repentaglio le riserve idriche.
A completare il quadro delle stranezze si è aggiunta una segnalazione che viene dal Cnr di Firenze: nonostante il freddo polare, il merlo ha deciso di anticipare a gennaio il suo canto d'amore, un comportamento che viene considerato indizio di una primavera precoce e calda. «Finora abbiamo parlato di anomalie, ma nell'era climatica che si sta aprendo questi sbalzi diventeranno la regola», commenta Vincenzo Ferrara, l'esperto di clima dell'Enea. «Prendiamo il 2001: in Italia c'è stata praticamente solo una stagione: una primavera lunghissima che è durata da febbraio a novembre e che è stata interrotta da un picco di freddo a marzo e a settembre e da un moderato caldo estivo. In tutto l'anno abbiamo avuto solo due mesi freddi: gennaio e il dicembre che si è appena concluso».
Anche a livello globale il 2001 è stato un anno eccezionalmente caldo: il secondo (dopo il 1998) nella serie che inizia dal 1880. Il freddo che si è prolungato nelle ultime settimane (causato da un gioco di pressione atmosferica che ha pompato aria fredda dal Nord) non è bastato a cancellare questo poco invidiabile primato.
In Siberia, ricorda Ferrara, l'estate scorsa si sono registrate punte di 44 45 gradi mentre ora il termometro è allo stesso livello ma sotto lo zero. E, a partire da marzo, la situazione potrebbe peggiorare: farà sentire i suoi effetti anche El Niño, la corrente oceanica di acqua calda che parte dalla costa di fronte al Perù. Questo fenomeno crea una serie di ripercussioni a catena che toccano metà del globo, in particolare l'America latina, sconvolta da uragani, e Sud Est asiatico e Australia, divorati dalla siccità.
L'ultima volta che El Niño si è fatto sentire, nel 1997 '98, il suo abbraccio è stato devastante: si sono contati oltre 2 mila morti e il disastro ha investito 41 Paesi. Anche El Niño, del resto, appare influenzato dal cambiamento climatico: fino agli anni Cinquanta ha avuto un ritmo lento (ogni 6 7 anni) poi è apparso con frequenza più alta e intensità crescente. Uno dei segni, secondo molti climatologi, della maggiore energia disponibile in atmosfera a causa del calore che accelera il ciclo dell'acqua.
(a.cian.)