DOMENICA, 23 DICEMBRE 2001 la Repubblica


Pagina 24 - Cronaca


Arretrano verso Sud, e al loro posto avanza una specie che sopporta meglio temperature più alte


L'Antartide si riscalda troppo e i pinguini emigrano in massa

ELENA DUSI

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ROMA — I pinguini di Adelia non saltellano più tra i piedi dei ricercatori impegnati nelle missioni in Antartide. Tutto per colpa del riscaldamento globale, che in alcuni angoli del Polo sud si fa sentire in maniera amplificata e scombussola l'intero ecosistema del "pianeta dei ghiacci". I simpatici animali, che tanto facilmente familiarizzano con gli uomini, sono stati posti sotto stretta osservazione dagli scienziati britannici della base di Rothera, nella Penisola antartica. I risultati dei loro studi attestano in maniera inequivocabile che i pinguini di Adelia stanno abbandonando il loro habitat tradizionale per spostarsi sempre più verso il «fresco del sud». Questa migrazione li costringe però ad allontanarsi dal loro cibo preferito: il krill.

Contemporaneamente alla ricerca britannica, un altro studio condotto dagli scienziati italiani del Cnr e da quelli americani dell'università del North Carolina, sui resti fossili di alcuni pinguini di Adelia, dimostra che fra i tremila e i quattromila anni fa un analogo riscaldamento della Terra condusse questa specie quasi all'estinzione. Il pessimismo sulla sorte degli animali sembra giustificato dal fatto che, secondo le misurazioni effettuate dai britannici, la Penisola antartica si starebbe riscaldando a un ritmo che è cinque volte più alto rispetto al resto del pianeta. Il ricercatore David Vaughan, del British Antarctic Survey, ha dichiarato in una recente intervista alla Bbc che «la maggior parte dell'Antartide sta subendo un incremento della temperatura analogo al resto del mondo. Ma così non avviene per la Penisola antartica, la cui temperatura è aumentata in soli cinquant'anni di ben due gradi e mezzo. Nel secolo scorso la crescita era stata di soli due terzi di grado».

La conseguenza di queste mutazioni, secondo il professor Steve Emslie dell'università del North Carolina, è che «i pinguini di Adelia diminuiranno ancora nella Penisola, e presto la potrebbero abbandonare del tutto». Addio dunque alle divertenti fotografie dei pinguini che si rotolano al sole o saltellano da un iceberg all'altro accanto agli uomini infagottati. Questi animali, che sono alti in media 75 centimetri e pesano da tre a sei chili e mezzo, sono i pinguini più diffusi in tutto l'Antartide e si nutrono di fauna marina tuffandosi in acqua negli spazi lasciati liberi dai ghiacci.

La Penisola Antartica non è tuttavia destinata a rimanere disabitata. Per un pinguino che va, ce n'é anche uno che viene. Si tratta del «Pinguino delle rocce», chiamato così perché abituato a vivere dove la terra non è ricoperta di ghiaccio (ad esempio nelle isole Falkland) e perché è piuttosto agile (considerando la specie cui appartiene) ad arrampicarsi e a saltare da una roccia all'altra. La loro presenza viene segnalata sempre più spesso alle latitudini meridionali dell'Antartide ed è un'ulteriore conferma di come ogni mutamento ambientale abbia ripercussioni anche sugli angoli più remoti del globo.