La Repubblica 8 aprile 2002. Scienza alleata dell'ambiente
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La Repubblica
08-04-2002,
pagina 21, sezione CRONACA

Ancora tagli ai fondi, sulla ricerca solo promesse'

Gli scienziati: traditi dal governo

A un anno dalla protesta di San Macuto, quattrocento firme contro la politica del centrodestra Ha aderito anche la Montalcini Nasce l' alleanza con gli ambientalisti: 'Il fondamentalismo è pericoloso, lavoriamo insieme'

ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - «Contro ogni fondamentalismo, per una scienza alleata dell' ambiente». Sotto questo titolo c' è l' appello al rilancio della ricerca visto che «la quota del Pil destinata a questi usi è molto più bassa della media dei Paesi industrializzati e il governo Berlusconi nell' ultima Finanziaria ha ulteriormente tagliato i fondi». E sotto l' appello ci sono 400 firme che, secondo le previsioni, sono destinate a superare rapidamente quota mille. Tra i primi nomi di prestigio ad aderire alla proposta lanciata da Legambiente troviamo il Nobel Rita Levi Montalcini, il genetista Marcello Buiatti, i fisici Marcello Cini e Giorgio Parisi, il filosofo Umberto Galimberti, il presidente della conferenza dei rettori Luciano Modica, il geofisico Enzo Boschi, l' etologo Enrico Alleva. Il successo dell' iniziativa fotografa una svolta di 180 gradi negli umori profondi della comunità scientifica. Nel febbraio del 2001, anche in polemica con la superficialità di certi ecologisti, molti scienziati avevano guardato con speranza a Berlusconi fidando nel governo di centrodestra, che già si avvertiva nell' aria, per un rilancio del settore. A un anno di distanza la situazione appare rovesciata: i progetti di ampio respiro (dagli studi in Antartide dell' Enea all' abbinata solare - idrogeno proposta dal Nobel Carlo Rubbia) arrancano, i fondi sono stati tagliati, molti enti autorevoli appaiono in difficoltà. L' Italia fatica a destinare l' 1 per cento del Pil alla ricerca (è la metà dell' investimento medio nell' Unione europea, un terzo di quanto spendono i Paesi leader); i pochi sforzi sono concentrati sui progetti di breve periodo come se i ricercatori fossero chiamati a vincere un campionato anziché a gettare le basi per il futuro; produciamo 37 brevetti ogni 100 mila lavoratori contro gli 81 della Francia, i 104 della Gran Bretagna, i 180 della Germania. Da questa situazione insostenibile è nata la decisione di firmare un testo che suona come un manifesto politico: «Ci opponiamo al fondamentalismo di chi, nel mondo ambientalista, esprime posizioni antiscientifiche e vede negli scienziati dei nemici. Questo atteggiamento, che si manifesta il più delle volte nella tendenza a confondere scienza e tecnologia, fa leva su paure irrazionali e ancestrali e sul "mito del ricordo" che identifica il passato con un Eden immaginario. Su di esso, inoltre, influiscono negativamente i mezzi di comunicazione di massa, che utilizzano la paura e l' orrore come uno dei mezzi principali per catturare l' attenzione del pubblico, e anche l' approccio rigidamente rassicurante dei "tecnologi" che inevitabilmente aumenta la diffidenza verso la scienza e le sue applicazioni». «Al tempo stesso», continua l' appello, «ci opponiamo alle campagne strumentali o disinformate di quanti descrivono l' ambientalismo come una cultura nemica della scienza, del progresso, giungendo per questa via a negare l' evidenza scientifica di problemi globali come l' aumento dell' effetto serra e le sue origini antropiche, o di rischi ambientali come la produzione di energia attraverso la fissione nucleare». «Organizzeremo una grande conferenza per recuperare un ritardo storico assai pericoloso e lanciare la sfida per il diritto alla conoscenza», annuncia Ermete Realacci, presidente di Legambiente e promotore dell' appello. «L' alleanza tra scienza e ambiente serve a tutti. Aiuta gli ambientalisti ad evitare il rischio di derive irrazionalistiche e aiuta gli scienziati a mantenere la barra della ricerca indirizzata verso il bene comune e i grandi obiettivi utili all' intera collettività, anziché imprigionarla nella logica degli interessi di corto respiro».