SABATO, 03 MAGGIO 2008 Pagina 14 - Udine
I No Tav manifestano nonostante il veto dei sindacati
De Toni: tentando di esluderci hanno commesso un errore politico. Lavoro e ambiente sono due temi inseparabili
CERVIGNANO. Hanno voluto esserci, nonostante il veto dei sindacati. E' stata una manifestazione di protesta visibile ma discreta, nonostante i timori della vigilia, quella dei comitati no Tav della Bassa friulana, intervenuti, a Cervignano del Friuli, in occasione della Festa del primo Maggio. Gli attivisti No Tav, dopo l'esperienza dello scorso anno, quando l'intervento sul palco del consigliere ambientalista di Torviscosa, Mareno Settimo, provocò numerosi malumori, nei giorni passati, avevano ricevuto il rifiuto, da parte della Cgil udinese, della concessione di uno spazio all'interno del comizio di Cervignano.
Costretti a fare soltanto da contorno all'appuntamento del Primo maggio in Piazza indipendenza, gli ambientalisti si sono detti soddisfatti di aver raggiunto il loro scopo cioè diffondere le loro informative che chiedono una valutazione molto attenta degli insediamenti industriali, delle infrastrutture, della produzione di energia, della gestione di acqua e dei rifiuti urbani e industriali. «Tentare di escluderci è stato un errore politico da parte dei sindacati - ha commentato l'ambientalista sangiorgino Paolo De Toni - Nel momento in cui un sindacalista viene a dire che il Primo Maggio non può essere contaminato da temi ambientali si fa un vero e proprio autogol. Questa giornata dovrebbe essere una festa di tutta la popolazione, lavoro e ambiente sono due temi inseparabili e abbiamo ritenuto doveroso riproporli». De Toni ha inoltre ribadito che nei prossimi mesi i comitati no Tav proseguiranno nella raccolta di firme per la petizione collettiva tramite la quale i cittadini della nostra regione chiederanno che le Commissioni apposite ed il Parlamento europeo non approvino e non finanzino il tratto transfrontaliero Trieste-Divaca della nuova linea ferroviaria». Si è detto soddisfatto dell'esito della manifestazione, ed in particolare dell'atteggiamento dei comitati No Tav, il primo cittadino di Cervignano Pietro Paviotti: «Per fortuna - ha commentato - tutto si è svolto regolarmente. E' importante che ogni manifestazione abbia la sua connotazione e non debba essere disturbata da altre questioni, seppur legittime. Le polemiche non devono togliere spazio a problematiche importanti come quella della sicurezza e del lavoro». (e.m.)
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SABATO, 03 MAGGIO 2008 Pagina 14 - Udine
Cervignano. «Nella Bassa sono troppe le aziende in difficoltà». La sfilata per il centro si è svolta per la prima volta senza i trattori, rimasti a casa per protesta
Primo maggio, in piazza tra sicurezza e crisi
In primo piano il tema degli infortuni sul lavoro. Lappello dei sindacati: fermiamo questa ecatombe
CERVIGNANO. Un'emergenza sociale: 1.550 infortuni sul lavoro e 3 morti bianche. E' il bilancio registrato soltanto nei primi tre mesi del 2008 in provincia di Udine dove, nel 2007, sono stati 9.016 gli infortuni sul posto di lavoro e 16 i lavoratori che hanno perso la vita. I dati sono stati resi noti dai rappresentanti della Cgl durante il comizio, organizzato a Cervignano, dalle principali organizzazioni sindacali in occasione della tradizionale festa del lavoro, cui hanno preso parte oltre seicento persone.
Un Primo Maggio per la prima volta senza trattori, quello festeggiato nella cittadina della Bassa friulana, in seguito alla decisione della Confederazione Italiana Agricoltori che, probabilmente anche a causa delle polemiche che hanno caratterizzato il comizio dell'anno scorso, quando in molti non avevano gradito l'intervento sul palco dell'esponente dei movimenti no Tav Mareno Settimo, ha scelto di dare un forte segnale di discontinuità rispetto al passato.
Polemiche a parte, è stata una manifestazione all'insegna della richiesta di maggior sicurezza sul lavoro e di redditi più alti per lavoratori e pensionati. Dopo l'inno dei lavoratori, scandito dalla banda di Cervignano, seguita, subito dietro, dai gonfaloni dei comuni friulani, dai sindaci con il garofano all'occhiello, dalle associazioni partigiane, dai coltivatori e dai pensionati, sul palco, l'intervento principale è stato quello di Paolo Carcassi della segreteria nazionale Uil. Due i problemi di scottante attualità affrontati dal sindacalista: sicurezza e valorizzazione dei salari, un tema sul quale verrà subito chiesto un confronto al nuovo governo. «Dobbiamo ridare valore al lavoro - ha detto Carcassi - e cambiare il meccanismo della contrattazione, questo sarà il primo tema su cui chiederemo risposte al governo. Non è possibile che su 4 mila morti bianche registrate in un anno in Europa, quasi 1300 si contino solo nel nostro Paese. E' giusto lavorare per vivere ma prima di tutto bisogna vivere, l'infortunio non deve essere fatto passare come una conseguenza ineluttabile del lavoro». Dopo i saluti del sindaco di Cervignano Pietro Paviotti, di Paolo Fantin, della confederazione italiana agricoltura e del rappresentante provinciale dell'Anpi, Luciano Rapotez, tanti sono stati i punti di crisi sottolineati da Glauco Pittilino, segretario della Cgl udinese, che ha menzionato la difficoltà di molte realtà aziendali della Bassa friulana, costrette a fare i conti con pesanti riorganizzazioni interne. «In Italia - ha spiegato - l'anno scorso hanno perso la vita 1.260 lavoratori, una media di tre al giorno. Dobbiamo risolvere al più presto quest'ecatombe. Si parla troppo poco delle condizioni di lavoro di milioni di persone che devono fare i conti con la scadenza del contratto o con paghe troppo basse».
Elisa Michellut
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CERVIGNANO I comitati No tav criticano l esclusione dal corteo e annunciano la prossima mobilitazione contro il traforo del Carso. La sicurezza sul lavoro tema principale
Primo maggio per mille sotto la pioggia, ma senza trattori è un'altra cosa
Cervignano
Primo maggio, la sicurezza dei lavoratori all'ordine del giorno. È stato questo tema a fungere da filo conduttore alla tradizionale festa, svoltasi in piazza Indipendenza a Cervignano, a due passi dal municipio. Un'edizione caratterizzata dalle polemiche della vigilia e dalla scelta, dichiarata e successivamente confermata da parte degli appartenenti alla Confederazione Italiana Agricoltori, di lasciare a casa i trattori che, da tradizione, rappresentano la spina dorsale del corteo. Niente trattori, dunque, e partecipazione assestatasi attorno alle settecento persone, anche a causa del maltempo che ha funestato la giornata con rapidi ma fragorosi acquazzoni.Come promesso, nonostante le critiche da parte dei sindacati al loro intervento l'anno scorso, i No Tav si sono presentati in piazza. Silenziosamente, passando quasi inosservati se non per il folto nugolo di bandiere, gli esponenti ambientalisti hanno assistito a tutta la cerimonia con una partecipazione discreta."Lavorà planc, lavorà ben, par jesi sigrs" ha affermato dal palco l'esponente Cgil Glauco Pittilino, prima di ricordare i 1260 lavoratori che hanno persa la vita nei cantieri, nelle fabbriche e nelle officine nel solo 2007. "Una media di tre morti al giorno". In provincia di Udine, sempre l'anno scorso, sono stati più di 9 mila gli infortuni sul lavoro, 16 i morti. «Un'emergenza sociale di cui tutti abbiamo l'obbligo di farci carico». Il sindaco di casa Pietro Paviotti è stata l'unica autorità a parlare, su un palco che oltre ai primi cittadini dei Comuni della Bassa vedeva presenti anche i neo rieletti consiglieri alla Provincia e alla Regione Renato Antonelli e Mauro Travanut. «Dispiace che manchino i trattori- ha spiegato Paviotti- ma speriamo tornino perché questa festa è di tutti».Paolo Carcassi, rappresentante della segreteria nazionale Uil, ha tenuto il discorso conclusivo: "Sta per salire il terzo governo Berlusconi: non useremo il sindacato per scardinare questo esecutivo, poiché non abbiamo posizioni pregiudiziali. Tuttavia non faremo sconti e non saremo né un'ancella né una stampella". Quindi, una stoccata all'esperienza del governo Prodi: "Ha ignorato l'impoverimento del lavoro e dei lavoratori". La festa si è quindi chiusa sulle note di "Eskimo" di Francesco Guccini. In piazza, i chioschi enogastronomici e i bar aperti hanno raccolto quanti non si sono fatti scoraggiare dal maltempo. O, come nel caso dei No Tav, dalla critiche ricevute. «Siamo stati discreti ma visibili: si è trattato di un errore politico da parte dei sindacati. Ci hanno fornito una cassa di risonanza in un momento inaspettato. L'anno scorso furono loro ad invitarci- ha raccontato Paolo De Toni, distribuendo volantini recanti il titolo "Per il lavoro e per l'ambiente" e preannunciando battaglia sul progetto di un tunnel esplorativo sul Carso per la Tav, anche alla luce della sconfitta di Illy.
Simone Bearzot
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