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Le
differenze tra un ipertesto e un testo tradizionale non riguardano solo la struttura, ma
anche le caratteristiche della processazione (Gillingham,
Young, Kulikowicz 1994). Mentre
un testo lineare guida il lettore con le sue segnalazioni, in
un ipertesto il lettore deve individuare un percorso, come
un esploratore che cerca una destinazione. Perciò,
un testo non lineare richiede al lettore, non
solo le abilità necessarie alla processazione dei testi lineari
... ma anche la capacità di organizzare il focus dell'ipertesto e
di riorganizzarlo a mano a mano che il percorso procede e
i nodi vengono esplorati: spetta al lettore, più che all'autore, individuare nell'ambito
dei possibili percorsi quella
coerenza che di regola caratterizza un testo lineare (Rouet, Levonen,
1996).
Nota
: Nel sottolineare le innegabili differenze tra un testo lineare e un
ipertesto, non si deve dimenticare che un testo tradizionale viene
spesso letto in modo non lineare (Dillon 1996); non solo perchè
il testo può contenere note e materiale grafico che interrompono
la sequenza, ma soprattutto perchè leggere un testo di tipo
informativo implica, almeno per un lettore esperto, l'uso di strategie
quali lo sguardo complessivo e la focalizzazione su parti del testo
secondo un ordine diverso da quello dell'autore. Dal punto di vista
della processazione, dunque, la linearità del testo, sia
tradizionale che ipertesto, è vincolante essenzialmente a
livello del periodo e del paragrafo, più che a quello della
struttura complessiva (Esperet 1996). BOSCOLO P. Rappresentazione e comprensione del testo, in: Psicologia dell'apprendimento scolastico Utet, Torino 1997, cap.7, p. 214 |
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