Centrale a turbogas: posa della prima pietra
ma non è detta l'ultima parola.......
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Messaggero Veneto
VENERDÌ, 21 NOVEMBRE 2003
Pagina 11 - Udine



Commento
a cura di ecologiasociale.org.

Gravi falsificazioni da parte di Caffaro/Edison sullo studio di Armaroli e Po. Questa la riposta che abbiamo ottenuto da Armaroli dopo la lettura dell'articolo.

<<Molto divertente.
mi sembra di tornare indietro di qualche mese qui in emilia, quando qualcun altro provò a screditarci, ma gli andò parecchio male>>

i links di documentazione

Messaggero Veneto
VENERDÌ, 21 NOVEMBRE 2003
Pagina 11 - Udine

Il presidente di Caffaro energia Roberto Potì: utilizziamo la migliore tecnologia disponibile
La Edison: meno inquinamento nell'aria grazie alla riduzione delle polveri sottili

LA RICERCA

TORVISCOSA. «Siamo molto dispiaciuti che un uso improprio di dati di una ricerca abbia potuto creare allarmismo e preoccupazione nella popolazione
che vive vicino al futuro impianto di Torviscosa. Il progetto della centrale è stato esaminato ed approvato da decine di esperti dei Ministeri dell' Ambiente, della Provincia, del Comune, dall'Arpa, dall'Asl
e dai Wwf. Questo dovrebbe dare definitivamente tranquillità ai cittadini di Torviscosa». Ad affermalo è Roberto Potì, direttore del settore Sviluppo nuove iniziative di Edison e presidente di Caffaro energia, che intende portare chiarezza sul
dibattito innescatosi recentemente sulla nocività delle polveri di emissione: le cosidette "polveri fini". «Il dibattito, che è stato riportato in queste settimane sui giornali - afferma Potì -, nasce da un equivoco: lo studio non è uno studio del Cnr, è frutto di ricerca bibliografica e non di analisi di dati sperimentali. Nell'elaborazione dei numeri c'è un grossolano errore di calcolo di un'unità di misura (si dice 100 quando si intende 10), i dati a cui fa riferimento sono stati misurati su centrali di vecchia generazione che non utilizzavano il sistema di combustione a bassa emissione di ossido di azoto che oggi sono montati su tutte le centrali nuove e in costruzione».Il presidente di Caffaro Energia sottolinea come Edison, in virtù di una esperienza ormai quindicennale nella costruzione e nella gestione di centrali turbogas, è in grado di affermare che questa è la migliore tecnologia disponibile per produrre energia elettrica da combustibili
fossili in quanto ha alta efficenza e basso impatto ambientale. Potì ricorda che questo è riconosciuto a livello mondiale ed è stato ribadito in questi giorni dall'Arpa dell'Emilia Romagna che ha a disposizione i dati delle emissioni dai camini delle centrali a ciclo
combinato a gas; dal professon Ivo Allegrini, direttore dell'Istituto inquinamento atmosferico del Cnr e da altri esperti ambientali che hanno esaminato il problema. «Per altro - sostiene -,i dati misurati dalla qualità dell'aria prima e dopo la messa in funzione delle centrali portano gli stessi risultati. Non ultima la European Environmental Agency (Agenzia europea per l'ambiente) ha registrato in Europa dal 1990 al 1998 un miglioramento del 30% nell'emissione di "particolato fine" e attribuisce ciò sostanzialmente alla sostituzione di combustibili solidi con il gas nella produzione di energia elettrica. Nel caso della centrale turbogas di Torviscosa, inoltre, la nuova centrale andrà a sostituire qualla a carbone migliorando così nettamente le emissioni in generale e riducendo quelle delle polveri da 44 tn/anno a 3tn/anno. «Se paragonassimo - conclude Potì - il turbogas con centrali ad olio e carbone, l'efficenza media è del 55% rispetto al 39% e le emissioni si riducono del 50% per quanto riguarda l'anidride carbonica, e del 45% per l'ossido di azoto e arrivano a livelli trascurabili(significa che gli effetti della ricaduta al suolo non sono misurabili e quindi non comportano conseguenze per la qualità dell'aria) per quanto riguarda l'ossido di zolfo e le polveri. Le polveri che escono da una centrale da 800 MW sono dell' ordine da 0,5-0,7 milligrammi al metrocubo e prima di arrivare al suolo si diluiscono in atmosfera e la ricaduta è di 0,005 microgrammi con un limite di legge a 40 microgrammi». (f.a.)

Messaggero Veneto
DOMENICA, 23 NOVEMBRE 2003
Pagina 17 - Udine


Commento
a cura di ecologiasociale.org

Ecco il vero scopo dell'intervento della solita imperturbabilmente collusa Elena Gobbi. Presidente di Legambiente Regionale
La sostanza dell'intervento della Gobbi non è l'attacco alla centrale ma la delegittimazione dell studio di Armaroli e Po

Nota. Legambiente nazionale era sponsorizzata dalla Sondel ora assorbita dalla Edison. Peraltro va rilevato che neanche il wwf ha dato alcuna smentita dei rapporti vantati dalla Edison.

Messaggero Veneto
DOMENICA, 23 NOVEMBRE 2003
Pagina 17 - Udine

Torviscosa. Intervento dell’associazione ambientalista alla vigilia dell’inizio dei lavori di realizzazione dell’impianto a turbogas della Edison

Legambiente: centrale pericolosa per il territorio

TORVISCOSA. Domani sarà posta la prima pietra per la realizzazione della centrale Caffaro e intanto continuano le prese di posizione critiche sull’impianto da parte delle associazioni ambientaliste. È la volta di Legambiente che interviene sul delicato tema con il presidente regionale, Elena Gobbi. «L’avvio dei lavori della centrale ex-Caffaro, ora Edison, riporta l’attenzione su un’opera che avrà ricadute ambientali pesanti su un’area già in gravissima sofferenza per uno sviluppo industriale che, da sempre non è capace di scelte di qualità e sostenibilità ed è a rischio per le evidenti condizioni di degrado del territorio stesso».

«Questa centrale - continua Legambiente - si realizza soprattutto per l’incondizionato sostegno degli amministratori locali, con un’uniformità d’area che, al momento dell’espressione dei pareri cancellò ogni dissonanza pur presente. Le preoccupazioni recenti di alcuni amministratori, su una discutibile comunicazione del Cnr in merito alle polveri sottili di cui sarebbero responsabili le centrali a turbogas, sono davvero poca cosa rispetto alle problematiche, ambientali e sociali, che questo impianto porta con sé e che solo in parte possono essere assegnate alla proprietà».

«L’approvazione dell’impianto - attacca ancora Elena Gobbi – è avvenuta in assenza di un qualunque strumento regionale di programmazione, sia di settore che di pianificazione territoriale, a tutt’oggi non conosciamo il bilancio energetico regionale, che non può essere certamente sostituito dai molti numeri, tra loro contradditori, che hanno accompagnato le fasi di crisi, ma non hanno permesso di comprenderne l’origine, mal distinguendo fra produzione e distribuzione».

«La grave sofferenza ambientale in cui si trova la Bassa friulana è tra l’altro evidenziata nei recenti progetti di rinnovamento: dai pesantissimi livelli di inquinamento del suolo, acqua ed aria esistenti ed evidenziati dalla documentazione per il nuovo ciclo del soda-cloro della Caffaro al grave degrado della falda superficiale rilevato dal Piano di caratterizzazione del suolo su cui poggerà la centrale. Il progetto della centrale era stato presentato come l’avvio di un’azione di riqualificazione che arginasse la devastazione ambientale, mai fermata negli anni e ampiamente documentata che porta a delle evidenti responsabilità, dirette e indirette».

«La più che opportuna riduzione del consumo di acqua, richiesta in sede di Via - conclude la Gobbi – lascia comunque un utilizzo, di acqua di falda, equivalente al fabbisogno di oltre 500 mila abitanti, poco meno della metà degli abitanti della nostra regione. Pur apprezzando il metodo del dialogo che Edison intenderebbe instaurare, è evidente che mancano alcune assicurazioni in merito ad aspetti primari del progetto originario. Innanzi tutto, va ricordato che la centrale è stata presentata in sostituzione dell’esistente, ma come abbiamo scritto nelle osservazione alla Via: “Contestiamo che per risanare una centrale da 100 MWt se ne debba costruire una da 1400, con gasdotto ed elettrodotto annessi”. In più, è necessario che il cambio di proprietà non ostacoli in alcun modo la sostituzione e, quindi, la chiusura dell’esistente centrale Caffaro».