Messaggero Veneto
DOMENICA, 23 NOVEMBRE 2003
Pagina 17 - Udine
Torviscosa. Intervento dell’associazione ambientalista alla vigilia dell’inizio dei lavori di realizzazione dell’impianto a turbogas della Edison
Legambiente: centrale pericolosa per il territorio
TORVISCOSA. Domani sarà posta la prima pietra per la realizzazione della centrale Caffaro e intanto continuano le prese di posizione critiche sull’impianto da parte delle associazioni ambientaliste. È la volta di Legambiente che interviene sul delicato tema con il presidente regionale, Elena Gobbi. «L’avvio dei lavori della centrale ex-Caffaro, ora Edison, riporta l’attenzione su un’opera che avrà ricadute ambientali pesanti su un’area già in gravissima sofferenza per uno sviluppo industriale che, da sempre non è capace di scelte di qualità e sostenibilità ed è a rischio per le evidenti condizioni di degrado del territorio stesso».
«Questa centrale - continua Legambiente - si realizza soprattutto per l’incondizionato sostegno degli amministratori locali, con un’uniformità d’area che, al momento dell’espressione dei pareri cancellò ogni dissonanza pur presente. Le preoccupazioni recenti di alcuni amministratori, su una discutibile comunicazione del Cnr in merito alle polveri sottili di cui sarebbero responsabili le centrali a turbogas, sono davvero poca cosa rispetto alle problematiche, ambientali e sociali, che questo impianto porta con sé e che solo in parte possono essere assegnate alla proprietà».
«L’approvazione dell’impianto - attacca ancora Elena Gobbi è avvenuta in assenza di un qualunque strumento regionale di programmazione, sia di settore che di pianificazione territoriale, a tutt’oggi non conosciamo il bilancio energetico regionale, che non può essere certamente sostituito dai molti numeri, tra loro contradditori, che hanno accompagnato le fasi di crisi, ma non hanno permesso di comprenderne l’origine, mal distinguendo fra produzione e distribuzione».
«La grave sofferenza ambientale in cui si trova la Bassa friulana è tra l’altro evidenziata nei recenti progetti di rinnovamento: dai pesantissimi livelli di inquinamento del suolo, acqua ed aria esistenti ed evidenziati dalla documentazione per il nuovo ciclo del soda-cloro della Caffaro al grave degrado della falda superficiale rilevato dal Piano di caratterizzazione del suolo su cui poggerà la centrale. Il progetto della centrale era stato presentato come l’avvio di un’azione di riqualificazione che arginasse la devastazione ambientale, mai fermata negli anni e ampiamente documentata che porta a delle evidenti responsabilità, dirette e indirette».
«La più che opportuna riduzione del consumo di acqua, richiesta in sede di Via - conclude la Gobbi lascia comunque un utilizzo, di acqua di falda, equivalente al fabbisogno di oltre 500 mila abitanti, poco meno della metà degli abitanti della nostra regione. Pur apprezzando il metodo del dialogo che Edison intenderebbe instaurare, è evidente che mancano alcune assicurazioni in merito ad aspetti primari del progetto originario. Innanzi tutto, va ricordato che la centrale è stata presentata in sostituzione dell’esistente, ma come abbiamo scritto nelle osservazione alla Via: “Contestiamo che per risanare una centrale da 100 MWt se ne debba costruire una da 1400, con gasdotto ed elettrodotto annessi”. In più, è necessario che il cambio di proprietà non ostacoli in alcun modo la sostituzione e, quindi, la chiusura dell’esistente centrale Caffaro».
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