28 maggio 2003
È morto Ilya Prigogine,
voleva fondare
la "Nuova Fisica"
Ilya Prigogine, premio Nobel per la chimica nel'77, è morto a Bruxelles all'età di 86 anni.
Per tutta la vita, si è impegnato nella costruzione, progressiva, di una "nuova fisica", fondata sui processi irreversibili e in grado di spiegare, nell'aspirazione dell'autore, l'emergere della complessità a ogni livello nell'universo.
Ilya Prigogine riteneva di essere finalmente giunto verso la fine di questo percorso, durato più di cinquant'anni.
Il suo primo lavoro, "Etude thermodynamique des phénomènes irréversibles", è del 1945. La "nuova fisica" che Ilya Prigogine proponeva non è una fisica "altra", ma forse solo, una fisica "oltre". Nel senso che non ripudiava il quadro concettuale della fisica moderna ma lo inglobava in una formulazione teorica più generale.
Il tentativo del Prigogine ultima maniera è uno tra i tanti operati dai fisici che, da almeno settant'anni, cercano di riconciliare meccanica relativistica e meccanica quantistica in una teoria più generale, che le inglobi senza abbatterle.
L'approccio di Ilya Prigogine è fondato su concetti fisici rigorosi e su di un solido impianto matematico.
Prigogine si dichiarava un realista fisico e credeva che la natura si sveli agli occhi dello scienziato per quello che è e che la conoscenza fisico-matematica del mondo fisico è, o deve sforzarsi di essere, obiettiva, non venata da elementi soggettivistici.
Quella di Prigogine era dunque "scienza normale". Ma, in termini strettamente fisici, era buona scienza?
Prigogine intendeva fondare sia la meccanica classica che la quantistica su grandezze governate da funzioni matematiche di tipo probabilistico, che consentirebbero di studiare i fenomeni collettivi della materia in modo che, nel corso della loro evoluzione dinamica a ogni livello, classico e quantistico, emerga, spontaneamente, quella freccia del tempo che sia la meccanica classica che la quantistica negano.
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Prigogine amava dire che
la materia in equilibrio è cieca: lontano dall'equilibrio
comincia a vedere.

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