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Antropologia
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La
Repubblica 11 gennaio 2002. Pagina 15 - Cronaca
ALLE
ORIGINI DELL'UOMO - I DIPINTI
Un
graffito di 77 mila anni fa
prima traccia dell'homo sapiens
Si è
sempre creduto che lo sviluppo fisico e quello mentale fossero avvenuti
con tempi diversi. Ora il divario appare meno marcato
La
grande scoperta, in Sudafrica, anticipa di millenni l'evoluzione
dell'uomo moderno
GIOVANNI
MARIA PACE
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ROMA
— Due pezzi di ocra rossa con incise linee geometriche che si
incrociano: un disegno, per noi moderni, elementare e di significato
incerto, ma che potrebbe essere la prima opera d'arte prodotta
dall'uomo. L'incisione è stata scoperta in una caverna del Sud Africa,
in un deposito databile a 77.000 anni dal presente, quindi precede di
quasi 40.000 anni le pitture rupestri europee più antiche. Indica che
l'uomo anatomicamente moderno è diventato anche intellettualmente
moderno molto prima di quanto si pensasse e che tale evoluzione è
avvenuta prima che l'antenato uscisse dall'Africa per diffondersi in
Europa.
I
reperti fossili e i dati della genetica dicono che l'Homo sapiens
sapiens, ovvero lo stadio ultimo dell'ominazione al quale noi stessi
apparteniamo, è emerso in Africa 130.000 anni fa. La comparsa dei
tratti somatici che saranno i nostri non ha però coinciso con
l'affermarsi di un comportamento moderno, presumibilmente più tardivo.
Ma di quanto? Finora segni di modernità quali tecniche di caccia e di
pesca raffinate, utensili elaborati o espressioni simboliche e d'arte
non erano stati riscontrati prima di 40.000 anni da oggi, più o meno
l'epoca in cui troviamo in Francia capolavori di arte preistorica quali
i graffiti della Grotte Chauvet. Ma nel 1993 il gruppo diretto da
Christopher Henshilwood, del Museo sudafricano di Città del Capo,
scopre nella Blombos Cave quelle che gli archeologi ritengono le prove
di un comportamento moderno già tra 250 e 40 mila anni fa. Segue nel
'99 il rinvenimento, in strati di 70.000 anni, di indizi della capacità
di visualizzare forme complesse e infine dei frammenti d'ocra ora
pubblicati su «Science», che appaiono come la prova più convincente
della capacità di rappresentazione simbolica da parte degli nostri
antenati africani dell'età della pietra.
I
primi frammenti fossili, crani e altro, di uomini anatomicamente
moderni li troviamo per la prima volta in Africa intorno a date più
antiche di 100 mila anni da oggi, e nel Vicino Oriente intorno a 100
mila anni, a conferma dell'uscita dall'Africa di questa forma moderna e
della sua espansione in altri continenti. Se questo schema è quasi
universalmente condiviso, rimane o meglio rimaneva aperto il dibattito
sull'andamento parallelo o sfasato dei due fenomeni: la comparsa di una
anatomia moderna e del comportamento simbolico. Recentemente si era poi
autorevolmente sostenuto che tale duplice sviluppo sarebbe avvenuto in
modo non subitaneo ma graduale.
Adesso,
la scoperta degli antropologi sudafricani fa oscillare il pendolo
dall'altra parte, cioè in favore della comparsa precoce del
comportamento moderno. Non solo. Lo sviluppo avviene in Africa e non
lungo il cammino extraafricano. Secondo i sostenitori dell'ipotesi
opposta, la grande arte parietale di Altamira o Lascaux è comparsa in
epoche abbastanza tarde, tra i 30 e i 15 mila anni da oggi, proprio
perché le prerogative tipiche del Paleolitico Superiore europeo
sarebbero state acquisite strada facendo. Trovare
segni di pensiero intorno a 77 mila anni in Africa indica invece che la
modernità del pensare si affianca o quasi alla comparsa stessa della
specie, non è qualcosa che l'uomo impara spingendosi a latitudini più
elevate ma che gli appartiene fin dall'origine, in Africa. Come
peraltro era logico pensare.
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Presentazione
Prendiamo
spunto dalle scoperte archeologica e dalle problematiche
antropologhiche per entrare nel problema più importante di questo sito:
i popoli del mondo;
la loro storia, la loro libertà
e il loro futuro.
E' strano, veramente molto strano, che quando si realizzano delle
scoperte archeologiche si crea un interesse quasi sacrale sulla origine
e sullo sviluppo della specie "homo sapiens". Invece quando si guarda
alla storia recente e alla attualità non si fa altro che osservare una
continua distruzione di popoli, "nazioni senza stato" etnie, tribù,
minoranze etniche, lingue e culture locali.....Le belle parole
scompaiono di fronte alla ferocia del genocidio, delle "pulizie
etniche" e delle guerre di religione; di fronte al razzismo, alle
segregazioni, alle riserve e alla omologazione e distruzione
linguistica nelle società economicamente avanzate.
Il pensiero ricombinante di cui oggi si parla tanto, avrebbe un ottimo
banco di prova nella ricerca di strategie moderne di
effettiva autodeterminazione di tutti i popoli della terra,
specialmente di quelli nativi. In realtà in tanti anni di esperienza
abbiamo capito che nulla nasce dal nulla e che più che mai vale il
principio "l'autodeterminazione dei popoli oppressi sarà
opera dei popoli stessi o non sarà". Quindi in quanto
friulani, appartenenti ad una "nazione negata", ci troviamo oggi più
che mai ad elaborare in prima persona i nuovi mezzi teorici per
riaffrontare localmente e planetariamente questo problema, vecchissimo
come il mondo stesso ma capito poco e male dai movimenti
antagonisti.
No
Border, No Nation ?
Si continua a fare confusione fra Stato
e Nazione. Anzi due errori in uno: si nega un fatto naturale, che è la
nazionalità, e non si fa chiarezza su quella cosa altemente innaturale,
perniciosa è razzista che è lo Stato.
Tutti gli stati sono razzisti!!
L'autodeterminazione dei popoli è un problema la cui risoluzione è
osteggiata da tutte le forme di dominio economico, politico, religioso.
Il potere dello Stato (costruito su basi pseudo nazionali)
attraverso i confini (borders) stabilisce e configura, in maniera allo
stesso tempo materiale e simbolica, l'esistenza e l'inviolabilità del
suo dominio. Il paradosso fra stato e nazione raggiunge l'apice proprio
con gli Stati Uniti d'America
Gli americani sono un non-popolo, una non-nazione, un'entità
artificiale, che, anche per queste caratteristiche fortemente alterate,
hanno sviluppato una superficiale filosofia di superiorità e una
convinzione a dominare fino dove, come e quando gli riuscirà possibile:
"enduring power ".
A
cura di ecologiasociale.org Friuli
Gennaio 2002
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Migranti/razzismo
news
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23
luglio 2004
«Necessario
un salto di qualità nelle politiche di asilo in Europa»
Dall'Onu
un richiamo all'Italia sulla Cap Anamur
L’Alto
Commissariato per i rifugiati critica il trattamento legale dei ghanesi
e la scarsa collaborazione delle autorità
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20
giugno 2004
A
Lampedusa nuovo sbarco: 135
Una
nave in legno è stata avvistata nella notte. I passeggeri soccorsi e
portati sull'isola, tra loro anche minorenni
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16
giugno 2004
Presenza maggiore nel Nord-Ovest,
al Sud percentuale più bassa Istat:
in Italia più di 1.300.000 mila stranieri
I
dati basati sul censimento 2001. Gli immigrati sono cresciuti di quasi
un milione rispetto al censimento precedente
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2002
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Roma
19 gennaio 2002: manifestazione dei migranti contro il ddl Bossi-Fini
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