Tratto da Il Piccolo del 26 febbraio 2002 cronaca della bassa friulana



Annunciato dagli ecologisti il ricorso al Tar per impugnare il decreto che dava il via alla controversa struttura di Torviscosa Il Wwf «congela» la centrale Caffaro
Collavino: «Individuate troppe carenze nella valutazione d’impatto ambientale»
TORVISCOSA - Il Wwf annuncia il ricorso al Tar per chiedere l’impugnazione del decreto del Ministero dell’Ambiente in cui si da in pratica il via libera al progetto della centrale turbogas di Torviscosa proposto dalla “Caffaro Energia” e punta il dito contro la Regione per l’assenza del piano energetico regionale. Le motivazioni del ricorso sono state illustrate ieri a Udine in una conferenza stampa dal presidente regionale del Wwf, Vinicio Collavino, e da Paolo De Toni, del Comitato di difesa ambientale della Bassa Friulana, che ha sostenuto anche finanziariamente l’iniziativa legale. Il ricorso, redatto dall’avvocato Giadrossi di Trieste, è teso a dimostrare le gravi carenze che, secondo i ricorrenti, sono state rilevate nell’istruttoria della Valutazione dell’impatto ambientale (Via). «In primo luogo – ha spiegato Collavino – non sono state prese in considerazioni le osservazioni critiche sul progetto “Caffaro”, presentate da cittadini e associazioni, tra cui il Wwf, di cui il decreto ministeriale si limita solo a “prendere atto“ senza alcuna analisi né risposta.Il decreto, poi, non considera i risultati dell’inchiesta pubblica tenutasi nel novembre scorso a Torviscosa e presieduta da un magistrato del Consiglio di Stato».
Non solo, per il Wwf le basi su cui si è poggiata la “Via” sono alquanto instabili. «”L’istruttoria tecnica – infatti – ha continuato Collavino – non ha tenuto conto del fatto che la descrizione della qualità dell’aria contenuta nello studio della Caffaro si basava su dati inattendibili in quanto le centraline o erano fuori uso o si trovavano ad almeno 25 chilometri di distanza. Inoltre, manca una doverosa caratterizzazione del suolo su cui si vuole costruire la centrale, anche se l’area sia compresa nel “sito inquinato di importanza nazionale” da bonificare in base alle norme statali». «Vi sono poi – ha continuato il presidente regionale del Wwf - palesi contraddizioni nello stesso Via, ad esempio dove il decreto parla di un aumento della temperatura allo scarico delle acque di raffreddamento della centrale pari a 0,5 gradi, mentre il parere della Provincia, citato nello stesso decreto, parla di un incremento di dieci volte superiore pari a 5 gradi».
«In Friuli Venezia Giulia – ha spiegato Paolo De Toni, del Comitato di difesa ambientale della Bassa Friulana – è totalmente assente una politica energetica; anzi, la Regione è subalterna al Governo e agli industriali. Non è stata fatta alcuna verifica in merito all’effettiva necessità di un impianto di queste dimensioni nella situazione energetica locale, nonostante il parere della stessa Regione abbia evidenziato la piena copertura del fabbisogno energetico. Nè sono state valutate nel “Via” contestualmente all’impianto le infrastrutture connesse a questo come il gasdotto di alimentazione e l’elettrodotto».
Dietro a tutto questo per il Wwf ci sono troppi interessi. «Pare che l’autorizzazione sia arrivata anche grazie alle pressioni dei sindaci – ha continuato De Toni, alzando i toni della polemica – ma per quanto riguarda il sindaco di Torviscosa, Duz, non è una novità che abbia sempre difeso gli interessi della Caffaro».
Antonio Simeoli