Il Comitato per la difesa delle falde mobilita le comunità: «C’è un accordo di programma stipulato tra Tondo e il governo» Pozzi addio nella Bassa: spunta il piano-acquedotto
Interessati anche Aquileia, Terzo e Fiumicello con una spesa iniziale di 12 milioni di euro
Il Comitato per la difesa e la tutela delle falde e dei pozzi artesiani del Cervignanese chiama a raccolta il «popolo delle fontane». Il motivo è dato dal progetto di acquedotizzazione della Bassa a cui «stanno lavorando contro la popolazione e a favore di interessi miliardari afferma il comitato la Regione e altri enti pubblici e privati».
Alla base di questa affermazione «un documento, ignoto alla gran parte dei sindaci continua il comitato , vale a dire un ”Accordo di programma-quadro sulla tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche”, stipulato tra il presidente della giunta regionale e il governo, con il quale Cervignano, Aquileia, Terzo, Fiumicello vengono dotati di acquedotto con una spesa di avvio di circa dodici milioni di euro, all’interno di un quadro complessivo per la gestione integrata dell’acqua pari a 577.754.922,92 euro che ci si ripromette di reperire».
La citazione esatta della cifra, compresi i centesimi, è, di per sé stessa, emblematica. Rilevato che non è stato speso un soldo per la ricerca e la difesa dell’acquedotto naturale (il sistema dei pozzi artesiani nella Bassa) e non si è operato concretamente per individuare le fonti di inquinamento da atrazina (cavallo cavalcato per invocare gli acquedotti), «l’accordo è avvenuto fa notare il comitato nel mentre il Servizio geologico nazionale, riconoscendo scientificamente validi i nostri obiettivi, ha incaricato l’Università di Udine di riavviare lo studio sui pozzi artesiani, fatto morire dai politici regionali».
A questo punto al comitato non resta che appellarsi ai Comuni e alla popolazione. Ai primi perché chiedano alla Regione lo «stralcio»; alla popolazione perché intervenga numerosa alla nuova campagna di «”assemblee di mobilitazione” che saranno convocate». Il comitato conclude con un invito: «Cittadini non si molla».
Alberto Landi
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