I pacifisti del Nordest hanno lanciato il loro grido contro il conflitto in Iraq. Forze dell’ordine in allerta, nessun incidente In 20 mila ad Aviano: «Stop alla guerra»
Imponente manifestazione fuori della base Usaf. Quattro fermati prima del corteo
AVIANO - Ventimila secondo gli organizzatori, diecimila secondo la questura di Pordenone: il popolo della pace ha manifestato ieri pomeriggio davanti alla base Usaf di Aviano, un corteo tra i più imponenti degli ultimi dieci anni.
Una sfilata ordinata, tra centinaia di bandiere della pace, migliaia di palloncini colorati, di messaggi contro la guerra appesi sulla rete della struttura militare.
Il popolo dei pacifisti ha cominciato a prendere corpo già in tarda mattinata, nel centro di Aviano, in attesa del corteo che ha percorso sei chilometri, mentre le strade attorno alla base sono rimaste chiuse per tutto il pomeriggio. Un cordone imponente di forze dell'ordine: 300 uomini, tra carabinieri e polizia, giunti da Gorizia e Padova a rinforzo di quelli in Friuli già da un mese e da quelli ordinari; un elicottero dei carabinieri ed un aereo della polizia hanno sorvolato il corteo lungo tutto il suo percorso.
Un successo, sostiene il Comitato interregionale del Nordest «Fermiamo la guerra», per l'alta adesione e perché non ci sono stati disordini.
Percorsa buona parte della statale che da Aviano porta all'aeroporto, davanti all'ingresso principale è stata bruciata una bandiera degli Stati Uniti; il corteo ha quindi fatto tappa nell'ingresso dell'Aeronautica militare italiana. Aeroporto blindato, nessun velivolo è decollato o atterrato mentre all'orizzonte si notavano tredici C17, grandi aerei da trasporto. Le donne del «Coordinamento contro la guerra» di Pordenone si sono stese sull'asfalto gridando «pace, pace» e «fuori la guerra dalla storia, fuori l'Italia dalla Nato». Con loro le deputate Tiziana Valpiana di Rifondazione comunista e Laura Zanella dei Verdi.
Vicino all'ingresso principale dell'aeroporto, il cartello più grande: «Fermiamo tutte le guerre, anche a nome di Carlo Giuliani e Davide Cesare» il giovane ucciso nei giorni scorsi a Milano. Un clima, comunque, di assoluta serenità che ha messo assieme 110 associazioni, organizzazioni pacifiste, partiti e circoli culturali e ha proposto anche un fatto curioso.
Giovani pacifisti e giovani americani hanno ballato assieme, anche se a distanza di venti metri. Quando il corteo è passato davanti ad un'abitazione di americani che stavano facendo una grigliata, un gruppo di anarchici ha inscenato un ballo al quale si sono aggiunti anche «i contestati». Verso il tramonto, con l'invasione di alcuni campi di granoturco da parte di giovani che hanno ballato e sventolato bandiere della pace e con un comizio improvvisato, la prima manifestazione pacifista ad Aviano dall'inizio della guerra in Iraq, si è conclusa senza alcun incidente. Il prossimo corteo, il 5 aprile quando sono attesi «i disobbedienti».
Prima del corteo, però, i carabinieri avevano fermato quattro giovani a bordo di una Panda sulla quale sono state trovate bombolette spray e alcuni bastoni di legno che sono stati sequestrati; i quattro giovani, residenti nel Pordenonese, sono stati identificati.
Enri Lisetto
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