Martedì 20 novembre 2001. Articolo tratto da Il Piccolo
Bassa Friulana/S. Giorgio di Nogaro
Salta il Consiglio
sulla Fingel
E gli ambientalisti
invocano Casson



Ci si attendeva il Consiglio giovedì, pur non essendoci ancora comunicazione ufficiale. Ma ieri la telefonata dal Comune di San Giorgio ai rappresentanti dell’opposizione ha deluso le aspettative. Sulla Fingel Srl insomma tutto fermo, il parere consultivo richiesto al Consiglio, pena il «sì» automatico del silenzio-assenso, è congelato. Il sindaco Occhioni ha chiesto e ottenuto dalla Provincia una proroga, nel voler approfondire la natura del parere richiesto all’ente locale. Proroga di 15 giorni. E intanto gli ambientalisti rilanciano con un esposto inviato al giudice di Venezia, Felice Casson. Lo ha presentato Paolo De Toni, del Comitato ambientalisti della Bassa. La denuncia chiama in causa non solo l’esistenza «abusiva» dell’impianto Fingel e il relativo iter autorizzatorio (la definisce una «sanatoria retroattiva»), ma tira in ballo anche la presenza nella Ziac di un altro impianto simile costruito dal Consorzio del «Tubone».
E Comune in stand-by sulla Fingel. Il parere rientrebbe ai sensi degli articoli 27 e 28 del decreto Ronchi legati alla valutazione di impatto ambientale e che il decreto del presidente della Giunta regionale del 2 gennaio ’98, nell’ambito delle procedure di Via provinciale, ascriverebbe a Comuni, Ass, direzioni regionali della Sanità e della Pianificazione. Il procedimento avviato dalla Provincia, peraltro, ha una valenza più ampia nel coinvolgere nella «regolamentazione» una decina di insediamenti. L’impianto Fingel, oggetto di duplice sequestro scaturito a seguito dell’esposto degli ambientalisti (l’ultimo provvedimento è di circa 6 mesi fa, dopo che la Cassazione ritenne illegittimi gli atti regionali, in deroga alla normativa statale), smaltisce 131 tipi di rifiuti liquidi, provenienti da fuori regione, di cui oltre 40 pericolosi. L’azienda fu autorizzata allo smaltimento nel ’99.