Salta il Consiglio
sulla
Fingel
E gli ambientalisti
invocano Casson
Ci
si attendeva il Consiglio giovedì, pur non essendoci ancora
comunicazione ufficiale. Ma ieri la telefonata dal Comune di
San Giorgio ai rappresentanti dell’opposizione ha deluso le
aspettative. Sulla Fingel Srl insomma tutto fermo, il parere
consultivo richiesto al Consiglio, pena il «sì» automatico del
silenzio-assenso, è congelato. Il sindaco Occhioni ha chiesto
e ottenuto dalla Provincia una proroga, nel voler approfondire
la natura del parere richiesto all’ente locale. Proroga di 15
giorni. E intanto gli ambientalisti rilanciano con un esposto
inviato al giudice di Venezia, Felice Casson. Lo ha presentato
Paolo De Toni, del Comitato ambientalisti della Bassa. La
denuncia chiama in causa non solo l’esistenza «abusiva»
dell’impianto Fingel e il relativo iter autorizzatorio (la
definisce una «sanatoria retroattiva»), ma tira in ballo anche
la presenza nella Ziac di un altro impianto simile costruito
dal Consorzio del «Tubone».
E Comune in stand-by sulla
Fingel. Il parere rientrebbe ai sensi degli articoli 27 e 28
del decreto Ronchi legati alla valutazione di impatto
ambientale e che il decreto del presidente della Giunta
regionale del 2 gennaio ’98, nell’ambito delle procedure di
Via provinciale, ascriverebbe a Comuni, Ass, direzioni
regionali della Sanità e della Pianificazione. Il procedimento
avviato dalla Provincia, peraltro, ha una valenza più ampia
nel coinvolgere nella «regolamentazione» una decina di
insediamenti. L’impianto Fingel, oggetto di duplice sequestro
scaturito a seguito dell’esposto degli ambientalisti (l’ultimo
provvedimento è di circa 6 mesi fa, dopo che la Cassazione
ritenne illegittimi gli atti regionali, in deroga alla
normativa statale), smaltisce 131 tipi di rifiuti liquidi,
provenienti da fuori regione, di cui oltre 40 pericolosi.
L’azienda fu autorizzata allo smaltimento nel ’99.
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