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Da: info@ecologiasociale.org
Oggetto: Re: Rete Bioregionale Italiana
Data: 19 ottobre 2004 20:10:23 CET
A: bassavalledeltevere@inwind.it
Se la vostra posizione è questa non fate che confermare tutte le nostre preoccupazioni ed in conclusione una volta per tutte vi diciamo che non vogliamo avere niente a che fare con voi. Il bioregionalismo è una cosa troppo seria per lasciata in mano a voi, a Zarelli e (lo confermate) ai gruppi di destra che si stanno occupando/infiltrando in questa tematica. Vi faccio un solo controesempio recentissimo: Indymedia che ha respinto e rispedito al mittente cioè "nella pubblica fognatura" la "solidarietà" espressa da gruppi di destra dopo il sequestro degli HD da parte della FBI.
A non risentirci mai più
Cespuglio
Panzarasa
Da: bassavalledeltevere@inwind.it
Oggetto: Rete Bioregionale Italiana
Data: 19 ottobre 2004 16:40:54 CET
A: info@ecologiasociale.org, morettig@iol.it
Salve,
scrivo questa lettera, come già annunciato dopo l'incontro con il Poeta bioregionalista americano Gary Snyder, avvenuto a Pitigliano nel mese di settembre in occasione del II Festival della Letteratura Resistente organizzato dala casa editrice Stampa Alternativa e dopo l'incontro della Rete Bioregionale Italiana avvenuto a Calcata (Viterbo) il 16 e 17 ottobre.
In entrambe le occasioni, anche con persone che avevano letto il nostro carteggio su internet, ho potuto dialogare con vari aderenti alla Rete, tra cui ovviamente Giuseppe Moretti, sulle questioni che avevano animato precedentemente il nostro dibattito.
In sintesi ecco quanto ne è venuto fuori:
1) Bioregionalismo, ecologia sociale, ecologia profonda, ecofemminismo hanno le stesse radici, ecologiche in un rapporto di amicizia con la terra, di condivisione, solidarietà e parità di diritti fra donne, uomini, piante e animali che ovviamente sono in gran parte valori riconosciuti di sinistra o anarchici. Ognuno poi può concentrarsi su determinati argomenti e meno su altri ma la matrice comune rimane ed è auspicabile lavorare insieme piuttosto che dividersi.
2) I componenti della Rete Bioregionale Italiana, tra cui ovviamente il sottoscritto, preferiscono comunque affermare che la vera distinzione ormai è tra chi è a favore della Terra e chi no, tra chi rispetta i principi di giustizia ecologica, solidarietà, parità di diritti fra tutti gli esseri e chi no, ecc. piuttosto che andare a cercare chi è di destra e chi di sinistra, termini ormai spesso molto vaghi e infatti a volte è capitato che gruppi espressamente di destra si riaggancino a idee bioregionaliste.
(La stessa critica al sistema capitalistico-industriale, propria ovviamente della Rete Bioregionale Italiana è spesso altresì portata avanti anche da gruppi di destra...)
3) Per quanto riguarda le considerazioni su Edoardo Zarelli possiamo affermare che quanto da lui scritto è condiviso dai membri della Rete e comunque basta leggere i suoi scritti per rendersi conto che porta avanti argomentazioni su cui non è possibile non essere daccordo. Quindi se porta avanti idee condivisibili che possiamo dire? E' vero che ci sono gruppi di destra che si rifanno a tematiche ambientali e certo non possiamo evitarlo. In sintesi definire Zarelli un'infiltrato della destra è proprio fuori luogo. Ripeto si leggano i suoi scritti prima di criticarlo.
4) La mia partecipazione a EST-OVEST non credo possa fare alcun danno, anzi il sito con la sua apertura a varie tematiche credo sia stimolante come impostazione. E' vero che si parla molto di Evola che normalmente è un punto di riferimento di gruppi di destra ma anche il bioregionalismo sta diventando il punto di riferimento di gruppi di destra e allora che dobbiamo fare? Noi della Rete quotidianamente mettiamo in pratica il nostro impegno bioregionale, chi in città, chi in campagna. Il senso di tutto ciò è ispirato da un'etica della Terra e questo mi sembra sufficiente per trovare collaborazioni e non divisioni fra noi. (Dopo tutto questo tempo passato a parlarne mi sono andato a leggere qualcosa di Evola sulla critica alla modernità, filosofie orientali e quant'altro. Forse rileggendolo meglio capirò perché chi segue Evola scambia il mio scritto Un Antico Futuro come qualcosa in linea con il suo pensiero...).
5) Per finire: sono oltre due anni che il nostro dibattito va avanti e tutto è cominciato dal mio articolo Un Antico Futuro. magari se qualcuno del vostro gruppo (le ecofemministe?) si decidesse a leggerlo e farmi qualche commento circostanziato forse ciò potrebbe servire a trovare reali punti d'incontro.
6) Comunque sulla Rete sarebbe il caso di rivedere la vostra posizione se non altro perché noi non siamo di destra e l'informazione data dal sito ecologia sociale è errata. Peccato perché il sito è ben fatto e interessante.
Un saluto, Stefano Panzarasa
Panzarasa
Il giorno 09/set/04, alle 22:09, Stefano Panzarasa ha scritto:
Su Zarelli per ora non so più cosa dirti, Visto che ci tieni tanto posso assicurarti che nessuno di coloro che frequento e che conosco nella Rete negli ultimi anni ha mai avuto tendenze di destra. Gli incontri della Rete sono però aperti anche sempre a gente nuova ma peraltro nessuno si è mai presentato come appartenente a gruppi che facessero pensare alla destra
Ieri a Roma ho visto Giuseppe Moretti in occasione dell'incontro con Gary Snyder (che poi andrà anche al Festival della Letteratura Resistente invitato da Stampa Alternativa che ha pubblicato il suo libro Turtle Island. Anche Giuseppe non ha più da tempo notizie di Zarelli. I prossimi giorni al festival incontrerò diverse persone della Rete e racconterò di questo nostro dialogo via email però devo anche spiegarti che la Rete non è una associazione costituita ma solo un raggruppamento di persone attualmente anche molto fluttuanti e nuove e quindi non c'è nessun centro che prende decisioni per tutti. Comunque proporrò di aprire un dibattito su Zarelli e su quanto c'è scritto su me e su Giuseppe nel tuo sito. Poi ci sarà anche un vero incontro solo della Rete a Calcata (VT) il 18-19 ottobre e sarà anche una occasione per parlare con più persone.
Starò via una diecina di giorni.
Un saluto.
Cespuglio
Mail dell' 8 settembre 2004
Guarda guarda, il giorno prima della tua nuova mail è arrivato, dopo tanto tempo di silenzio, un post di Arianna Editrice che qui riporto
----- Original Message -----
Le edizioni Settimo Sigillo hanno pubblicato tre nuovi libri interessanti.
I primi due appartengono alla collana "Anamerica", diretta da Carlo Gambescia: volumetti in 16.o definiti "strumenti e materiali per lo studio dell'americanismo". Il primo, di Costanzo Preve, si intitola L'ideocrazia imperiale americana. ha 109 pagine e costa 13 euro. Il secondo, di Alain de Benoist, si intitola L'Impero del "bene", ha 151 pagine, costa 15 euro e contiene, in versione rivista, tre saggi ("L'America" del 1992 e "11 settembre 2001", comparso anche nel volume La paura e l'arroganza) e un testo inedito, "L'America attacca! Il capitale impazzisce!".
Ma si segnala in particolare di Alain de Benoist, Al di là dei diritti dell'uomo.
SettimoSigillo <ordini@libreriaeuropa.it>
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Dimmi tu se edizioni che si chiamano "Settimo Sigillo" non puzzano di destra lontano un miglio. Ecco poi la conferma che da Costanzo Preve è meglio tenere ampie distanze e infatti lo troviamo in queste edizioni in una collana assieme al solito Alain de Benoist esponente della "nuova destra" francese. Più chiaro di così. Almeno per me è lampante, ma molti ci cascano. Come vedi Zarelli sa bene qual'è il suo mestiere. Discuteremo di Zarelli fino a che non sarà definitivamente chiaro e conclamato il suo ruolo e la sua funzione politica e voi avete un compito obbligatorio (un atto dovuto) in questa chiarificazione. Così come il bioregionalismo, anche l'antiamericanismo non ha un valore unificante. Sono tematiche che se non vengono chiaramente caratterizzate, lasciamelo dire "a sinistra" (in senso culturale), si prestano ad una facile infiltrazione ed infatti così avviene.
Panzarasa
Il giorno 06/set/04, alle 08:05,
bassavalledeltevere@@inwind..it ha scritto:
Va bene, noi probabilmente non siamo politicizzati come lo intendi tu, ma chi dice che proprio per questo non si possa collaborare visto che su alcuni temi, almeno il bioregionalismo, l'ecofemminismo e forse anche altro la pensiamo all'incirca allo stesso modo? Ognuno può dare il proprio contributo almeno confrontandosi e senza isolare nessuno. Vediamo i fatti, vediamo chì è a favore della Terra e chi è contro e questa se vuoi è azione diretta ma anche politica sociale. Lo slogan né di destra né di sinistra in effetti è un pò vecchio e sicuramente Moretti lo avrà detto solo con te per semplificare e chiarire che a lui interessa vedere in pratica chi lavora per la Terra e chi no. Invece di basarti solo su questo slogan e sulle nostre presunte frquentazioni, abbi la voglia una volta tanto di capire chi siamo veramente come persone, cosa facciamo nella vita magari potresti scoprire cose a cui non avevi mai pensato e che sono veramente alternative al sistema.
Capisco la tua indignazione per certe cose ma tu non mi hai risposto (ne le tue amiche ecofemministe) alle domande che avevo posto nella precedente lettera. Io penso che la mia ricerca sulle radici culturali dei nativi europei possa dare un buon contributo anche ad una azione politica alternativa basata sul bioregionalismo, l'ecologia profonda, l'ecologia sociale, l'ecofemminismo e l'anarchia.
Quanto dovremo ancora discutere solo di Zarelli?
Cespuglio.
mail del 3 settembre 2004.
Mi fa piacere che abbiamo in comune almeno una cosa: ho 51 anni anch'io (classe 1953). Ma a parte questo non posso fare a meno di continuare a sottolineare la tua (vostra) contraddittorietà logica. La definizione "né di destra né di sinistra" non ve l'ho data io ma ve la siete data da soli (Moretti si rilegga bene le cose che mi ha scritto qualche anno fa nella mail). Il perché avete sposato questo slogan demenziale sinceramente non mi è affatto chiaro (semplicismo?). Le conseguenze invece si mi sono chiare: e cioè la confusione come anticamera dell'infiltrazione. Zarelli non è di destra da oggi ma è sempre stato di destra, (così dicono i compagni anarchici di Bologna). In effetti secondo me è un tecnico dell'infiltrazione. Non so, ma che cazzo devo spiegare ad uno come te che non è un più un ragazzino? Non vorrei che fosse proprio per merito mio che Zarelli non si fa più vedere, in quanto è stato smascherato.
Gli stessi problemi si sono posti con Domenico De Simone per la Open Economy che è andato a parlare ad un convegno di un gruppo di destra (povero Magius quanto deve aver sofferto):
Situazioni simili con il nazionalitarismo, (Indipendenza) e il Comunitarismo (vedasi quel fuori di testa di Costanzo Preve che si autodefinisce "Filosofo Marxista")
Stessa storia con quelli dell'Iraq libero (Moreno Pasquinelli). Nessuno di questi è un ragazzino.
Io non credo che questi siano di destra, penso solo che siano degli imbecilli ed è meglio che lascino perdere la politica che non è roba per loro. Par furlan si disaress "che vadin a sapà blave". Cioè vadano a zappare i campi di mais.
Io credo che la prima cosa da fare in politica sia di stabilire chi cerca di fare (e fa) le cose bene e chi invece è un pasticcione ed imbecille. Così poi sull'altra sponda dell'imbecillità ci sguazzano gli ortodossi dell'ideologia (quelli sì sempre in guardia a lanciare scomuniche) o i "nuovi padroni" del movimento (vedasi i disobbedienti).
Io sono anarchico, ecologista sociale, bioregionalista e nazionalitario friulano e non voglio aver niente a che fare con l'ecologia profonda, con le ambiguità politiche e ideologiche. Non sono senz'altro un ortodosso ma rifuggo dai nuovismi gratuiti e dalle teorie sgangherate.
Per quanto riguarda la pubblicazione di questo "carteggio" non ci sono problemi. Lo farò quanto prima
Panzarasa.
Il giorno 03/set/04, alle 09:49, bassavalledeltevere@@inwind..it ha scritto:
Prendo atto di tutto quello che mi dici ma ancora mi dispiace un tuo tono di derisione nei nostri confronti (almeno così mi pare). Lo stesso Moretti da me interpellato mi dice che anche lui non sa più molto di Zarelli ma che al di là delle sue idee, Zarelli con lui si è sempre comportato con correttezza mentre lui è indignato dal fatto che nel tuo sito noi siamo messi alla"gogna" e voi non vi siete mai preoccupati di sapere veramente chi eravamo "personalmente" mentre avete guardato solo a fatti che poi erano coincidenze non rispondenti assolutamente a una nostra presunta posizione di destra.
Insomma, e questo è il mio pensiero, io sono disposto anche a rivedere alcune cose ma ciò deve valere anche per te o voi innanzitutto riconoscendo il fatto che se bisogna avere alle spalle delle basi solide come il pensiero anarchico, allora proprio per questo bisogna ritornare ancora più indietro e queste sono le nostre vere radici che risalgono al Paleolitico superiore e al Neolitico nelle società dei cacciatori raccoglitori e nelle società agricole matriarcali neolitiche europee. Le idee di uguaglianza sociale, condivisione, decentramento, rispetto per la Terra, ecc. comprse nel pensiero anarchico erano già presenti in europa 10.000 anni fa prima che il patriarcato cercasse di cancellare tutto... Forse questo è il Grande Flusso di consapevolezza di cui parla Gary Snyder ma anche Riane Eiser e Marjia Gimbutas a cui risalgono i migliori e pù approfonditi studi sulla Civiltà dell'Antica Europa e sul passaggio dal matriarcato al patriarcato.
Vedi, io ho 51 anni e ho attraversato, forse a volte con superficialità, varie epoche e movimenti. Mi sono sempre definito di sinistra e ho sempre ammirato gli anarchici, poi ho cominciato a parlare con le persone o meglio ad ascoltarle e giudicare sui fatti il loro comportamento. E' vero che così ci si può anche sbagliare ma a volte funziona. Per quanto riguarda Zarelli anche tu mi confermi che hai visto molti libri di "sinistra" nel suo sito e infatti il libro di Snyder che pubblicammo con lui certo non è un libro di destra... Che altro posso dire se non che non ha più partecipato ad alcuna attività della Rete e quindi in qualche modo si è autoescluso. Se questo significa che si è veramente orientato a destra e non vuole più avere niente a che fare con noi non lo so e certamente non glielo chiederò. Ho invece Quello che voglio dire è che nella mia ricerca sulle radici neolitiche del bioregionalismo (quella incriminata) avrei piacere di avere un tuo parere e anche quello delle ecofemministe anarchiche a prescindere dal presunto sostegno che questo articolo darebbe alla destra.
E' vero, non mi dilungo su basi teoriche per sostenere quello che dico se non su basi archeologiche e mitologiche, è un pò una scelta e un pò un mio limite e forse rischio di essere frainteso da qualcuno di destra ma io so bene da che parte sto e anche voi comunque parlando del bioregionalismo sul sito vi siete posti questo problema. Comunque dopo Pitigliano e dopo un incontro previsto a metà ottobre qualcosa cambierà nella Rete e in qualche modo proprio tramite il matriarcato e la sua visione per me simile all'anarchia, nella Rete non sarà più possibile, e già in parte lo è, evitare certi argomenti.
Purtroppo il tempo non è mai sufficente ma sicuramente un incontro della Rete con voi sarebbe interessante e per me proficuo.
Quello che chiedo, e il sito potrebbe essere l'occasione più semplice, è di aprire un dibattito su anarchia sociale, ecologia profonda, bioregionalismo, ecofemminismo e matriarcato nella visione dei nativi europei. Per esempio, non sarebbe interessante pubblicare queste nostre lettere sul tuo sito?
Un saluto, Stefano
Cespuglio.
----- Original Message -----
From: "ecologia sociale" <info@ecologiasociale.org>
To: <bassavalledeltevere@inwind.it>
Sent: Thursday, August 26, 2004 9:09 AM
Subject: Re: Festival della Letteratura Resistente
Vedo con piacere che hai corretto un pò il tiro. Se il tuo articolo
verrà tolto da estovest.org di conseguenza (logica) verrà meno anche il
nostro link con relativo avviso. Mi pare però che ancora tu non abbia
capito che i danni sono stati fatti e che bisogna rimediare fino in
fondo. L'ambiguità tattica di Zarelli e il suo effettivo destrismo sono
ben noti da anni. Io per sbaglio fra l'altro seguendo i link della rete
bioregionale, mi ero iscritto alla newsletter di arianna (o ariana??)
editrice e ho tenuto sotto controllo per molto tempo cosa inviava.
Molta roba di sinistra e ogni tanto De Benoist o altra roba della nuova
destra. Da un pò di tempo non arriva più niente. E' disattivata? Oppure
Zarelli ha capito, vedendo il nostro sito che non era il caso farsi
controllare da noi. Zarelli è semplicemente un abile infiltrato che si
è inoculato nelle situazioni deboli dei movimenti per creare quelle
connessioni ambigue che diventano poi degenerative e, senza retorica,
"fanno il gioco della destra". E' più pericolosa gente come Zarelli che
i naziskin. E gente come voi, nè carne nè pesce (ho un difetto non
sono vegetariano) si lascia gabbare in .... nome della Terra! Ma siate
seri! Vedo che comunque la tua, sia pur lenta presa di coscienza, ti
porta a fare i conti con un problema fondamentale: non ci si può
estraniare dalle scuole politiche del passato ed in particolare dal
pensiero anarchico classico. Quando non trovo risposte nell'ecologia
sociale io vado sempre a "ripararmi" nell'anarchismo proprio quello di
Bakunin e Kropotkin. Non si inventa nulla da zero (è anche l'errore di
Zerzan). Tutti camminiamo sulle spalle degli altri. Se qualcuno vuole
fare qualcosa di innovativo deve precisare bene il suo percorso e le
sue basi teoriche. A fronte dei danni che fa, lo slogan nè di destra
nè di sinistra è troppo banale e non è neanche necessario. Gli
anarchici hanno discusso per decenni di questo problema, cioè se
dovevano qualificarsi di sinistra vista la derivazione parlamentare di
questa terminologia. E' chiaro che comunque dai tempi di Andrea Costa
il riformismo socialista nasce dagli anarchici e che nella prima
internazionale c'erano inizialmente Bakunin e Marx e via discorrendo.
Se l'anarchismo classico era effettivamente un pò patriarcale questo
non vuol dire che si debba farne uno matriarcale anche se come ben vedi
dal nostro sito l'ecofemminismo è una parte fondamentale (e anche la
più visitata).
Panzarasa.
Il giorno 25/ago/04, alle 09:52,
bassavalledeltevere@@inwind..it hascritto:
Ti ringrazio per la tua lettera, e dato che proprio non ci tengo a
passare per uno di destra ti spiego cosa penso ora e cosa faro
prossimamente.
1) a Estovest ci sono arrivato per caso nel 2000 tramite un'altra
persona e non tramite Zarelli.
2) Zarelli è stato presente nella Rete Bioregionale fino a circa 5
anni fa poi non si è fatto più vedere tranne che per la pubblicazione
di un libro di Gary Snyder (che certo non si può definire di destra).
3) E' vero che Zarelli che personalmente non frequento è ora divenuto
enigmatico nelle sue posizioni, infatti mi sono accorto per caso dopo
la tua lettera, navigando in Internet, che un suo articolo sul
bioregionalismo è presente in un sito di "Giovani Padani" aderenti
alla Lega.
4) Pensavo che il festival ti interessasse per via della presenza
dell'anarchico primitivista Zerzan che non è su posizioni
bioregionaliste e in parte secondo me sbaglia anche nella sua indagine
storica ma comunque le sua tesi sono molto interessanti.
5) Sto valutando di chiedere a Estovest di togliere il mio articolo
dal sito che in effetti non frequento e lo consideravo solo come un
insieme di argomenti senza una collocazione politica precisa. Il
festival dove incontrerò gli altri della Rete e alcuni sono su
posizioni anarchiche, sarà l'occasione per un chiarimento, spero.
6) Io penso al contrario di te che invece un incontro tra la Rete e
gli anarchici bioregionalisti sarebbe molto proficuo, io in effetti mi
sto rendendo con che la mia posizione personale, conoscendo bene i
tuoi riferimenti, l'anarchia primitivista e i modelli sociali
neolitici-matriarcali (in parte ogetto del mio contestato articolo)
potrei definirla come anarchico-matriarcale, certo né di sinistra ne
tantomeno di destra o anche semplicemente a favore della Terra.
Un saluto, Stefano
Cespuglio.
From : "ecologia sociale" info@ecologiasociale.org
To : "bassavalledeltevere@inwind.it"
bassavalledeltevere@inwind.it
Cc :
Date : Mon, 23 Aug 2004 22:38:11 +0200
Subject : Re: Festival della Letteratura Resistente
Senti ascoltami bene, in italia ci sono molti sbalestrati e
confusionari (politicamente parlando) e molti altri avvoltoi (chiedo
scusa agli avvoltoi che sono anche ricomparsi) che non vedono l'ora
di avere qualche appiglio per farti fuori per le loro ragioni di
egemonia politica (vedi i disobbedienti che sono l'incarnazione
dell'ignoranza). Io mi tengo lontano da tutte queste categorie di
persone. Per esempio anche da quelli del Campo Antiimperialista. In
passato sono rimasto scottato anche da quelli di Indipendenza sui
quali in fin dei conti non si è mai chiarito un cazzo. Io non ho
nessuna intenzione di partecipare al gioco della criminalizzazione di
nessuno ma preferisco non correre rischi. Per quanto riguarda il tuo
caso, rilevo che tu non mi hai mai risposto chiaramente sulla
questione di Zarelli e del sito estovest.org che io considero di
destra, Se tu non consideri Zarelli di destra allora non abbiamo
nulla da dirci. Io sono un bioregionalista e i link al
bioregionalismo li mantengo per ragioni di completezza analitica ed
ovviamente non posso non indicare come "pericoloso" anche il tuo
contributo al bioregionalismo visto che è stato pubblicato su
estovest.org. Si tratta innanzitutto di una questione di logica.
Scommetto che estovest.org non sarà presente al festival della
letteratura resistente. A parlare con la rete bioregionale non ci
verrei comunque perché secondo me non capite niente e non ho tempo da
perdere.
Panzarasa.
Il giorno 23/ago/04, alle 16:05,
bassavalledeltevere@@inwind..it ha scritto:
Salve, visto che insistete a segnalare come pericoloso il mio
articolo, vi invito a venire a Pitigliano dove dal 10 al 12 settembre
si terrà il Festival della Letteratura Resistente organizzato da
Stampa Alternativa in collaborazione con la Rete Bioregionale Italiana
di cui faccio parte. Sarà presente il poeta ecologista Gary Snyder e
l'anarchico primitivista John Zerzan. La Rete Bioregionale Italiana si
presenterà per l'occasione e avrà un proprio spazio espositivo dove se
volete potremo incontrarci e finalmente chiarire la mia non
appartenenza a gruppi di destra. Stefano Panzarasa
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