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Nuovi sviluppi delle strategie ambientaliste nella bassa friulana
Messaggero Veneto 17 gennaio 2004
Il Gazzettino 17 gennaio 2004
Pagina 16 - Udine
San Giorgio. Assemblea pubblica organizzata dal comitato promotore dei ricorsi

Protesta per un’antenna per cellulari
Costruita all’interno dell’area della stazione ferroviaria

SAN GIORGIO. Non solo di bollette, ma anche della «questione caldissima»
dell’inchiesta sul Tubone da parte della Magistratura Udinese e della questione delle fontane tornata di attualità dopo le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale Moretton si è parlato giovedì sera nell’ affollatissima assemblea pubblica indetta dal Comitato promotore dei ricorsi. Dopo Porpetto e Torviscosa, circa duecento persone hanno affollato la sala di Zuccola dove già giovedì sera si è proceduto alla compilazione e raccolta delle prime «istanze» di annullamento degli «atti illegittimi e di rimborso delle somme non dovute» per l’anno 2000, indirizzate sia al Consorzio Depurazione che al sindaco Pietro Del Frate.La consegna dei moduli con le «istanze» continuerà ogni mercoledì a partire dalle 20.30 a Zuccola. Nel corso della serata, dove gli intervenuti hanno apertamente manifestato il dissenso nell’operato del Consorzio Depurazione Laguna a causa dell’atteggiamento attuato nei confronti dei cittadini, è emerso anche il paradosso delle bollette della zona Peep (dal 2000 sono stati firmati i contratti di fornitura con il comune che in quella zona ha un piccolo acquedotto) in cui nel canone di fognatura e depurazione viene conteggiata anche l’acqua per annaffiare gli orti e i giardini creando così un ulteriore elemento di sperequazione rispetto a chi ha le fontane. L’ambientalista Paolo De Toni ha annunciato che esporrà le sue tesi su una corretta gestione del ciclo idrico nella bassa Friulana al tavolo tecnico promosso dalla Provincia e in parte già anticipate nel giornalino del comune. Durante l’assemblea è anche stato denunciato da alcuni cittadini il fatto che è «spuntata» improvvisamente mercoledì all’interno dell’area della stazione ferroviaria una antenna per cellulari nonostante il Prg del comune, modificato a seguito delle bettaglie del 1999, preveda che l’installazione
delle antenne di telefonia mobile a 300 metri dalle abitazioni. (f.a.)

Pagina 16 - Udine
SAN GIORGIO DI NOGARO

Gli ambientalisti sollecitano maggiore chiarezza sul Consorzio depurazione
SAN GIORGIO DI NOGARO. «Questo è l’inizio della fine di una gestione dissennata, antieconomica, ed antiecologica dell’impianto di depurazione del Consorzio Depurazione Laguna di San Giorgio di Nogaro. I dirigenti che fino ad ora lo hanno gestito devono andarsene e così anche i sindaci e i politici che hanno sostenuto questa gestione e che invece di raccontare la verità continuano tutt’oggi a dare copertura a questa situazione di cui dovranno pagarne le logiche conseguenze».
A dirlo è stato nell’assemblea pubblica da lui indetta l’ambientalista Paolo De Toni che ha riportato le informazioni, in merito all’udienza del 13 gennaio dove sono state discusse le risultanze dei periti nominati dal Gip sui rilievi fatti allo sbocco a mare del Tubone, avute dal Wwf che si è costituito nella vicenda parte civile. «Non si devono fare sconti a nessuno- ha dichiarato De Toni-, e il movimento che sempre più forte si sta sviluppando nella Bassa Friulana sulla questione dell’acqua, ha ormai caratteristiche di un soggetto politico “decisionale”. Sull’acqua si deve
fare ciò che dice la popolazione e non ciò che hanno in testa le lobby affaristiche in agguato per spartirsi la torta e penalizzare la popolazione stessa».
Certamente le nuove vicende giudiziarie del Consorzio Laguna, del suo presidente Gianfranco Turchetti e del Cda (tutti hanno ricevuto avviso di garanzia), sono l’argomento che in questi giorni sta tenendo banco in tutta la Bassa Friulana, soprattutto nel Sangiorgino, un argomento che non lascia indifferenti i politici (sindaci) che, seppur evitando toni allarmistici
nutrono una certa preoccupazione per le ripercussioni che questa situazione
porterà. Preoccupatissimi sono gli amministratori dei comuni che da poco sono soci del Consorzio che temono di dover subire una situazione giudiziaria, soprattutto per i possibili risvolti pecuniari, pur non essendo ancora di fatto allacciati al Tubone e non avendo da questi ricevuto ancora nessun investimento. Una presa di posizione nei confronti del Tubone
potrebbe venire anche dal comparto della pesca che, secondo voci insistenti, vedrebbe in questa dichiarazione «di mare inquinato» lesa la propria immagine con le conseguenti ripercussioni economiche che ciò comporterebbe.

Francesca Artico

Tubone: per De Toni è «la fine di una gestione dissennata»

San Giorgio di Nogaro

Il Tubone inquina, lo dicono le risultanze dei periti nominati dal Gip e discusse in tribunale nell'udienza del 13 gennaio. E questo è «l'inizio
della fine di una gestione dissennata, anti-economica e anti-ecologica». Lo ha gridato ad almeno 200 persone giovedì sera, Paolo De Toni, nel corso dell'affollatissima assemblea pubblica convocata a Zuccola. Anche se l'oggetto principale era la raccolta delle prime istanze per l'annullamento delle bollette "illegittime" del 2000, le recentissime disavventure giudiziarie del Consorzio depurazione Laguna non potevano venire ignorate e hanno finito quasi per prendere il sopravvento sul resto.
Per l'ambientalista,
«tutti i dirigenti che hanno gestito l'impianto devono andarsene e anche i sindaci e i politici che, invece di raccontare la verità, continuano a dare copertura a questa situazione dovranno pagarne le logiche conseguenze». Un anatema in piena regola, in vista delle elezioni amministrative di fine maggio, che porteranno al rinnovo dei consigli nei
Comuni di Torviscosa, Muzzana, Carlino, Marano, Porpetto, alcuni dei quali prima di San Giorgio, nei giorni scorsi, hanno fatto registrare il tutto esaurito nelle assemblee organizzate sull'argomento bollette. La forza sociale mossa dall'ambientalista non può essere ignorata anche dal punto di vista politico. L'interessato lo sa e ribadisce: «Non si devono fare sconti, il movimento che si sta sviluppando nella Bassa ha ormai le
caratteristiche di un soggetto politico decisionale. Sull'acqua si deve fare quello che dice la popolazione, non quello che hanno in testa le lobby affaristiche in agguato per spartirsi la torta».
E su questo punto è emerso anche il paradosso della zona Peep, dove dal 2000 sono stati firmati i contratti di fornitura con il Comune che ha realizzato un piccolo acquedotto a servizio delle abitazioni: nel canone di fognatura e depurazione è conteggiata anche l'acqua per innaffiare, creando un ulteriore
elemento di sperequazione rispetto a chi usa le fontane. De Toni ha una sua idea sulla corretta gestione del ciclo idrico della Bassa (in parte anticipata su un'intervista pubblicata dal giornalino comunale e intitolata "Se io fossi sindaco") e la esporrà nella prossima riunione del tavolo
tecnico promosso dalla Provincia.
Come sempre accade nelle assemblee dell'ambientalista, capita che vengano alla luce altre problematiche non meno importanti: è stato denunciato il fatto che all'interno della stazione ferroviaria è spuntata un'antenna per i cellulari, nonostante la modifica al Piano regolatore, a seguito delle battaglie del 1999, che vieta i dispositivi a meno di 300 metri dalle abitazioni.
An.Mi.