No Sgombero Rassegna stampa
MERCOLEDÌ, 01 FEBBRAIO 2006 Pagina 1 - Udine

La prefettura: lo sgombero dev’essere l’ultima scelta

Alla prefettura l’ipotesi di uno sgombero delle palazzine di via Volturno non è piaciuta. «E’ una scelta estrema – commenta il capo di gabinetto, Maria Rita Coluccia – e come tale deve essere presa in considerazione soltanto come ultima “ratio”. Cioè dopo aver cercato prima tutte le altre soluzioni percorribili».
Il prefetto Camillo Andreana cercherà quindi di capire quali possano essere le soluzioni alternative allo sgombero nel corso della prossima riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica la cui convocazione è stata sollecitata dal sindaco Sergio Cecotti.
La speranza è che venga individuata un’altra sede per gli anarchici che dal maggio del 1987 occupano abusivamente le palazzine evitando così qualsiasi problema di ordine pubblico e consentendo agli occupanti di proseguire nella loro attività. In via Volturno i membri attivi del Csa, di cui fanno parte anche il collettivo studentesco “Makhno” e il gruppo di sole donne “Dumbles” organizzano concerti, mostre, dibattiti, videoproiezioni e altre attività tra cui la gestione del centro di prima accoglienza per gli immigrati che solitamente ospita una decina di extracomunitari senza tetto. «Vogliamo proseguire l’attività del centro – spiega Paolo De Toni, uno degli occupanti del Csa – in un luogo che ci consenta di farlo senza arrecare disturbo come avviene in via Volturno dove con il quartiere abbiamo instaurato un buon rapporto. Con il Comune stiamo valutando le ipotesi delle caserme dismesse e del camping realizzato per i mondiali di calcio del ’90. Siamo pronti ad andare via a patto di trovare una nuova sede e abbiamo già la struttura giuridica che ci consentirebbe di sottoscrivere eventuali convenzioni per “regolarizzare” la nostra posizione».
MERCOLEDÌ, 01 FEBBRAIO 2006 Pagina 1 - Udine Messaggero Veneto

Le palazzine di via Volturno rientrano nel progetto per la costruzione della nuova sede della Regione, ma sono occupate da Csa ed extracomunitari

Centro sociale, polemica Regione-Comune

L’assessore Del Piero: entro primavera stabile libero. Cecotti: trovino dove mandarli




di CRISTIAN RIGO

«Un incontro sereno che si è concluso in pochi minuti». Su questo aspetto, puramente formale, l’assessore regionale al patrimonio Michela del Piero e il sindaco Sergio Cecotti si sono trovati d’accordo convenendo anche sul fatto che in futuro il problema del Centro sociale autogestito (Csa) di via Volturno sarà risolto. Ma i punti in comune finiscono qua. Al momento infatti non è dato sapere come e quando si provvederà a individuare per il Csa una sede alternativa alle palazzine di via Volturno poiché in realtà, per quanto concerne i tempi e i modi dell’operazione, le posizioni dei due enti restano lontane.
Anche dopo l’incontro informale avvenuto ieri mattina tra la Del Piero e Cecotti. Da un lato la Regione preme per accelerare i tempi spiegando che si tratta di necessità operative dovute al fatto che i lavori per la realizzazione della nuova sede procedono con solerzia, dall’altro Cecotti ribatte che «se la giunta Illy ha fretta e per questa fretta crea delle problematiche è giusto che le risolva autonomamente, tanto più – aggiunge il primo cittadino – che le palazzine sono di proprietà della Regione e non del Comune».
«L’unico contatto avuto con la Regione – prosegue il sindaco del capoluogo friulano – è avvenuto con la giunta precedente all’insediamento di Illy e in particolare con l’assessore Augusto Antonucci. Quella volta ci proposero alcuni milioni per acquistare un’altra sede da destinare al Csa. Al momento invece, non abbiamo ricevuto proposte e ci troviamo di fronte a due problemi: primo che la Regione decida di sgomberare con la forza il centro sociale, secondo che la Regione crei disagi di ordine pubblico». E per questo motivo, dopo la determina della giunta regionale con la quale l’esecutivo di Illy ha evidenziato la necessità di uno sgombero immediato, Cecotti ha preso carta e penna chiedendo al prefetto Camillo Andreana la convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Nessun accordo nemmeno sulle possibili future locazioni del Csa. Quattro inizialmente le ipotesi su cui si è ragionato: la caserma Piave di via Caduti del lavoro, la caserma Osoppo di via Brigata Re (che però sono ancora di proprietà del demanio in attesa di essere cedute al Comune), il campeggio realizzato con i fondi di Italia ’90 al confine con il comune di Pasian di Prato e uno stabile di proprietà della Provincia nei pressi dell’orto botanico di viale Da Vinci. «Se la Regione suggerisce a qualcuno di occupare immobili di proprietà del Comune – tuona Cecotti – sono pronto a presentare un esposto in Procura». «Nessun suggerimento – replica la Del Piero –, ma una soluzione va trovata. Possiamo aspettare la primavera: dopo di che l’inizio dei lavori sarà improrogabile e le palazzine dovranno essere liberate».
Venerdì, 3 Febbraio 2006


CSA DI VIA VOLTURNO
Rifondazione: il Centro Sociale va difeso. Cecotti: no al trasloco nel campeggio


(F.A.) - Trasferimento del Centro sociale di via Volturno nell'ex campeggio dei Mondiali? Il sindaco Cecotti è assolutamente contrario. «È terreno del Comune, non se ne parla», assicura il sindaco prima di concedersi una battuta: «Se volessi essere cattivo direi: oggi sono ospiti di gente unica, come recita la campagna di promozione turistica della Regione, rimangano tali anche in futuro...».
L'ipotesi di un trasloco in una delle strutture del campeggio era stata avanzata nei giorni scorsi da Paolo De Toni, uno dei fondatori del Csa, che aveva parlato anche di due ex caserme da sdemanializzare. Una quarta ipotesi per il trasferimento del Centro - che dovrà comunque lasciare via Volturno in quanto le palazzine oggi occupate sono destinate a diventare un asilo nido nell'ambito dei lavori per la realizzazione della nuova sede della Regione - è l'istituto zooprofilattico, edificio di proprietà della Provincia nella zona del centro studi di Udine.
Intanto Rifondazione comunista, attraverso un comunicato del suo segretario provinciale Carmelo Seracusa, ribadisce il proprio sostegno al Centro che la giunta Illy vorrebbe far sgomberare al più presto, come è stato stabilito in una recente determinazione di giunta. «Il Csa di Udine - osserva Seracusa - riveste in sé un'importante funzione: dallo svolgimento di corsi all'educazione per un'altra economia, al fatto che rappresenta un importante luogo aperto di aggregazione giovanile che è per molti un punto di riferimento "libero" e se vogliamo anche uno dei pochi spazi pubblici rispetto all'oggettiva mancanza di essi nella nostra città». Il Csa, prosegue il segretario del Prc, «per noi quindi va difeso. E se non fosse possibile mantenere la sua attuale posizione è necessario, evitando ogni idea di sgombero forzoso, la ricerca di luoghi e spazi alternativi».
Mercoledì, 1 Febbraio 2006


IL CASO VIA VOLTURNO Ieri Cecotti ha incontrato lassessore Del Piero.

Paolo De Toni: «Comunque prima dovrà passare linverno»
Centro sociale, tre ipotesi per il trasloco
Il Csa potrebbe trasferirsi nel campeggio dei Mondiali o nelle ex caserme Piave e Osoppo

(F.A.) - Non si può dire ma si può fare. Le istituzioni stanno valutando con il Centro sociale di via Volturno - che da 19 anni occupa abusivamente le palazzine vicino alla nascente sede della Regione - una soluzione alternativa che eviti lo sgombero forzato deciso dalla giunta Illy. La prova di forza non piace al sindaco Cecotti e non entusiasma - così si dice in città - le forze dell'ordine, dal momento che il Csa finora non ha creato problemi. In tanti dunque gradirebbero un trasloco in qualche modo "tollerato", anche se è chiaro che nessun ente pubblico potrà mai ufficialmente avallare un'occupazione di qualsivoglia edificio, per quanto abbandonato.
Ieri Cecotti ha incontrato l'assessore regionale Michela Del Piero, alla quale ha ribadito la sua tesi: i problemi di ordine pubblico si creano mandando via a forza gli occupanti, non lasciandoli lì. E in attesa che venga convocata la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza richiesta dal sindaco, Paolo De Toni - uno dei fondatori del Centro - parla di tre possibili sedi alternative: «Il camping dei Mondiali di Italia '90, che ci andrebbe bene ma è al centro di un contenzioso, oppure le due caserme sdemanializzate che tra qualche mese dovrebbero passare al Comune: la Osoppo in via Cividale e la Piave di via Lumignacco. C'è anche un'ipotesi al centro studi, ma è la più improbabile». Dunque il Csa è pronto a lasciare via Volturno, ma non prima della fine dell'inverno «dal momento che i lavori sulle palazzine non sono imminenti».

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