Intanto si fa strada l’ipotesi che lo stabilimento possa essere realizzato in territorio di Visco
Petizione contro l’inceneritore
San Vito al Torre: una raccolta di firme contro l’impianto
Una petizione popolare, un eventuale referendum in tutto il comune, il ritiro del progetto di istallazione dell'inceneritore da parte dell'ing. Turello dalla zona, e che l'amministrazione comunale ricorra a qualsiasi mezzo per bloccare la nascita dell'inceneritore. Queste sono state le novità che sono uscite dall'assemblea cittadina tenutasi venerdì sera presso la scuola elementare di Nogaredo al Torre.
Moltissimi i presenti alla serata organizzata dal “Comitato del no all'inceneritore”, dal gruppo di minoranza del consiglio comunale di San Vito al Torre e dal movimento per un Comune Nuovo. All'assemblea pubblica non sono mancati duri attacchi all'amministrazione De Marco. In un volantino distribuito ai residenti, si ricostruisce la vicenda illustrando i contenuti dell’atto amministrativo comunale risalente al luglio 2003, rimasto sconosciuto al consiglio comunale e alla popolazione fino a pochi giorni fa, che ha autorizzato la concessione edilizia per la costruzione di un capannone industriale per la produzione d'energia elettrica, teleriscaldamento e piscina terapeutica destinato a bruciare, oltre che metano, anche 65.000 tonnellate annue per un conto di 200 tonnellate al giorno di vari materiali, (metano o scarti di legno o pulp di cartiere).
Secondo alcuni cittadini intervenuti, la presenza di una piscina terapeutica nel progetto è soltanto un modo di mascherare la vera natura inquinante di un inceneritore di 65 mila tonnellate annue. Molti si sono dichiarati non soddisfatti e hanno precisato di non aver ancora ben compreso la natura dell’impianto.
Presente all'assemblea anche l’ambientalista friulano Paolo De Toni ambientalista, secondo il quale «si dovrebbe parlare di microtermocombustione e non di macrocombustione; teniamo presente che la legge Ronchi parla proprio di informare la popolazione di eventuali siti per tali impianti, cosa che noi non abbiamo visto fare, ma chiediamo perché non fare allora delle turbogas che non inquinano».
Ma la serata è stata anche l’occasione per dare il via a una petizione popolare: come si diceva arà infatti avviata una raccolta di firme.
All’assemblea era presente l'ingegnere Turello, che ha presentato il progetto e che ha acquistato i terreni per nome della società Kometa. «Se dovessi trovare una forte opposizione alla realizzazione dell'inceneritore, ritirerò il progetto, rivendendo i campi che ho precedentemente acquistato».
Ma il progetto non si fermerà. Se il Comune di San Vito non dovessa accogliere il sito dell'inceneritore, a farlo - secondo indiscrezioni - potrebbe essere il comune di Visco, che si trova a confine con quello di San Vito.
E i rischi per le persone e l’ambiente? Secondo Turello, «saremo anche controllati con ispezioni che certificheranno il grado di inquinamento e di impatto ambientale, cio per garantire la vivibilità ed anche l'impatto turistico che si verrebbe a creare con la realizzazione di una piscina terapeutica, creando posti di lavoro».
Secondo Turello, la piscina «non si farà vicino all'inceneritore bensì a ridosso del Torre. In una zona in cui si sta sviluppando un progetto di spazi verdi per la cittadinanza e campi di benessere».
Laura Colosimo
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