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Il Messaggero Veneto
DOMENICA, 07 MARZO 2004 Pagina 19 - Udine
Il Gazzettino
Domenica, 7 Marzo 2004
Intanto si fa strada l’ipotesi che lo stabilimento possa essere realizzato in territorio di Visco

Petizione contro linceneritore

San Vito al Torre: una raccolta di firme contro l’impianto

Una petizione popolare, un eventuale referendum in tutto il comune, il ritiro del progetto di istallazione dell'inceneritore da parte dell'ing. Turello dalla zona, e che l'amministrazione comunale ricorra a qualsiasi mezzo per bloccare la nascita dell'inceneritore. Queste sono state le novità che sono uscite dall'assemblea cittadina tenutasi venerdì sera presso la scuola elementare di Nogaredo al Torre.

Moltissimi i presenti alla serata organizzata dal “Comitato del no all'inceneritore”, dal gruppo di minoranza del consiglio comunale di San Vito al Torre e dal movimento per un Comune Nuovo. All'assemblea pubblica non sono mancati duri attacchi all'amministrazione De Marco. In un volantino distribuito ai residenti, si ricostruisce la vicenda illustrando i contenuti dell’atto amministrativo comunale risalente al luglio 2003, rimasto sconosciuto al consiglio comunale e alla popolazione fino a pochi giorni fa, che ha autorizzato la concessione edilizia per la costruzione di un capannone industriale per la produzione d'energia elettrica, teleriscaldamento e piscina terapeutica destinato a bruciare, oltre che metano, anche 65.000 tonnellate annue per un conto di 200 tonnellate al giorno di vari materiali, (metano o scarti di legno o pulp di cartiere).

Secondo alcuni cittadini intervenuti, la presenza di una piscina terapeutica nel progetto è soltanto un modo di mascherare la vera natura inquinante di un inceneritore di 65 mila tonnellate annue. Molti si sono dichiarati non soddisfatti e hanno precisato di non aver ancora ben compreso la natura dell’impianto.

Presente all'assemblea anche l’ambientalista friulano Paolo De Toni ambientalista, secondo il quale «si dovrebbe parlare di microtermocombustione e non di macrocombustione; teniamo presente che la legge Ronchi parla proprio di informare la popolazione di eventuali siti per tali impianti, cosa che noi non abbiamo visto fare, ma chiediamo perché non fare allora delle turbogas che non inquinano».

Ma la serata è stata anche l’occasione per dare il via a una petizione popolare: come si diceva arà infatti avviata una raccolta di firme.

All’assemblea era presente l'ingegnere Turello, che ha presentato il progetto e che ha acquistato i terreni per nome della società Kometa. «Se dovessi trovare una forte opposizione alla realizzazione dell'inceneritore, ritirerò il progetto, rivendendo i campi che ho precedentemente acquistato».

Ma il progetto non si fermerà. Se il Comune di San Vito non dovessa accogliere il sito dell'inceneritore, a farlo - secondo indiscrezioni - potrebbe essere il comune di Visco, che si trova a confine con quello di San Vito.

E i rischi per le persone e l’ambiente? Secondo Turello, «saremo anche controllati con ispezioni che certificheranno il grado di inquinamento e di impatto ambientale, cio per garantire la vivibilità ed anche l'impatto turistico che si verrebbe a creare con la realizzazione di una piscina terapeutica, creando posti di lavoro».

Secondo Turello, la piscina «non si farà vicino all'inceneritore bensì a ridosso del Torre. In una zona in cui si sta sviluppando un progetto di spazi verdi per la cittadinanza e campi di benessere».

Laura Colosimo

Commento a cura di ecologiasociale.org

La giornalista riporta in maniera erronea ed approssimativa l'intervento dell'ambientalista De Toni. Il quale infatti ha sostenuto che la strada giusta della micro-co-generazione, che è l'alternativa alle mega centrali (come quella di Torviscosa), va certamente perseguita ma non strumentalizzata per far passare clandestinamente la costruzione di inceneritori che per fornire 5/10 Mwatt di energia propinano 65 mila tonnellate all'anno di rifiuti!
Due beffe e due danni.
Il turbogas viene concentrato in mega centrali
e la micro-co-generazione va avanti a suon di
mega-inceneritori !!
SAN VITO AL TORRE Illustrate in un’assemblea le ragioni del no, mentre è già iniziata una raccolta di firme

Sala affollata contro l'inceneritore

Il rappresentante della ditta costruttrice non convince e dice: senza consenso non si fa nulla

San Vito al Torre

È iniziata con un'assemblea affollatissima la sfida della popolazione di Nogaredo contro la costruzione di un termovalorizzatore nella zona industriale. Un centinaio di persone provenienti anche da Ialmicco di Palmanova e da Trivignano, hanno ascoltato le ragioni del no esposte da Edo Billa, promotore del comitato e segretario regionale di Federconsumatori, affiancato dall'ambientalista sangiorgino Paolo De Toni e dal consigliere di Torviscosa Mareno Settimo, il primo ad aver svelato, con un'interrogazione, l'esistenza del progetto.

Un progetto che prevede la combustione di 65 mila tonnellate l'anno di cdr (combustibile da rifiuti) e di pulper (residuo di lavorazione della carta) per la produzione di energia elettrica, da 6 a massimo 10 megawatt, e di teleriscaldamento da sfruttare per una piscina terapeutica.

Ed è proprio questo che non convince gli oppositori: il rendimento energetico è troppo basso per far passare per una piccola centrale ciò che in realtà sarebbe l'inceneritore di rifiuti più grande della regione dopo quello di Trieste. Con rischi per la salute sottolineati anche da Ettore Niemiz dei Verdi, legati alla possibilità che l'inceneritore produca emissioni inquinanti, a poche centinaia di metri dall'ospedale di Ialmicco. E secondo De Toni già questo basterebbe a fermare l'impianto, dal momento che la ditta costruttrice non ha ancora ottenuto l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

All'assemblea era presente anche l'ingegner Alessandro Turello, amministratore unico della ditta costruttrice, la Kometa srl, controllata della Tecnitalia di Firenze, che ha spiegato i vantaggi dell'opera: dalla piscina, all'energia a basso costo per l'intera zona industriale. Ragioni che però l'assemblea, per ora, non ha ritenuto sufficienti, tanto che, di fronte all'escalation di domande, Turello ha dichiarato: «È evidente che un'iniziativa così ampia verrà realizzata solo se c'è condivisione da parte della gente».
Una frase colta al volo dagli organizzatori, che ora chiedono il ritiro formale del progetto, la convocazione di un consiglio comunale per l'annullamento della variante al piano regolatore relativa alla piscina e l'attivazione del sindaco presso gli uffici regionali e provinciali per bloccare l'iter burocratico, mentre è già iniziata una raccolta di firme.
Silvia Savi