No all'inceneritore news 14 marzo 2004
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Commento

Sembra una mossa elettorale per calmare le acque in vista delle elezioni comunali. Tant'è vero che per martedì 16 marzo è prevista una assemblea indetta dal Sindaco di S. Vito al Torre assieme alla Ditta Kometa dell'ineffabile Ing. Alessandro Turello. Singolare anche il ruolo assegnato dalla stampa al misterioso Claudio Del Medico Fasano presidente provinciale dei verdi che non si è ancora visto fisicamente ma che a quanto pare è più potente di una assemblea di oltre 100 persone e della mobilitazione popolare in corso (sic!)

Messaggero Veneto
DOMENICA, 14 MARZO 2004 Pagina 18 - Udine

San Vito al Torre. Dopo la presa di posizione dei Verdi, palazzo Belgrado e Comune approfondiranno i rilievi

La Provincia: stop all’inceneritore

Strassoldo: «Dovremo rivedere l’intero progetto» Affidata una consulenza all’Università di Udine

SAN VITO AL TORRE. «Necessitano ulteriori approfondimenti per l’avvio e la gestione dell’inceneritore di San Vito al Torre». Con questo intento la Provincia di Udine, a firma del presidente Marzio Strassoldo, ha inviato una lettera: all’ing. Alessandro Turello, amministratore unico della ditta Kometa, società destinata a gestire il sito, al sindaco di San Vito al Torre, Fabrizio de Marco e al presidente del Consorzio smaltimento rifiuti, Benito Ottomeni, con la quale si chiede di voler sospendere l’iter relativo all’apertura dell’impianto stesso.

Strassoldo aggiunge poi che la Provincia affiderà all’Università degli Studi di Udine, l’incarico di predisporre una relazione tecnico-ambientale che riconsideri l’intero progetto anche nell’ottica di un coinvolgimento dei comuni limitrofi.

L’intento aggiuntivo - precisa dal canto suo il sindaco di San Vito al Torre, Fabrizio de Marco - è quello di garantire un sistema di monitoraggio e controllo dei rifiuti per verificare la loro provenienza e il livello di salubrità dell’impianto, tutto questo per una doverosa attenzione al bene primario della comunità: la salute pubblica. Non bisogna dimenticare che le norme in materia, per gli impianti di smaltimento, sono estremamente rigorose perché trattasi di siti ad alto impatto ambientale e a rischio inquinamento. Nulla di deciso, quindi, anche perché - fa sapere De Marco - sono ancora in via di predisposizione il parere urbanistico dell’amministrazione comunale e quello di competenza dei Vigili del fuoco, mentre Regione, Provincia di Udine e azienda per i servizi sanitari n. 5, Bassa Friulana, forniranno un parere unico.

L’atto di Strassoldo è una risposta indiretta alla presa di posizione del presidente provinciale dei verdi udinesi, Claudio Del Medico Fasano, che aveva ipotizzato, essendo la Kometa una società controllata dalla Tecnitalia di Firenze, la possibilità che all’inceneritore di San Vito al Torre giungano rifiuti anche da fuori regione, in particolare dalla Toscana.

«La Kometa srl, la società destinata a gestire l’impianto di San Vito aveva detto Fasano – risulta controllata dalla Tecnitalia di Firenze. Si presuppone quindi che i rifiuti toscani saranno “eliminati” in provincia di Udine a spese della salute dei friulani. Questo problema è lo stesso dell’inceneritore di Manzinello; anche in quel caso il Gruppo Lovato, gestore dell'impianto, è composto da società site in altre regioni italiane; i cittadini dei comuni limitrofi e quelli del Manzanese subiranno le conseguenze sulla propria pelle».