Il socio di maggioranza di Udine Energia ha chiesto la sospensione della procedura
Electrabel blocca l’iter
per la centrale alla Ziu
Un temporaneo stop all’iter autorizzativo della centrale a turbogas che dovrebbe sorgere nella Zona industriale udinese. A volerlo è stata la stessa Electrabel, socio di maggioranza della società promotrice, la Udine Energia Spa, che lunedì scorso ha presentando formale richiesta al ministero delle Attività produttive. Secondo quanto riferisce l’azienda, si tratta di una «sospensione» della procedura (in grado di bloccare i termini temporali e quindi di rimandare le scadenze connesse al procedimento) finalizzata a «chiarire meglio i contenuti del progetto alle amministrazioni interessate e all’opinione pubblica».
Nel comunicato di Electrabel si ribadisce, comunque, che l’impianto proposto «è in linea con i requisiti fondamentali previsti dall’accordo tra Governo, Regione, Province, Comuni e Comunità montane nella conferenza unificata dello scorso 5 settembre. Presenta infatti il massimo grado di innovazione tecnologica, in particolare per quanto riguarda il rendimento energetico e il contenimento delle emissioni. Senza contare che si colloca all’interno di un bacino di utenza ad alto consumo per cui si minimizzano i costi di trasporto dell’energia e si forniscono i presupposti per un ulteriore sviluppo industriale ed economico».
In sostanza, a giudizio dei promotori, «l’impatto ambientale è molto contenuto poiché sono rispettate le vigenti normative italiane ed europee per le emissioni in atmosfera». Lo stesso discorso vale per l’elettrodotto, la cui realizzazione «prevede il massimo rispetto per le peculiari situazioni locali, ambientali e paesaggistiche».
Ma come hanno accolto la notizia gli amministratori locali? Mentre il sindaco di Udine, Sergio Cecotti, preferisce il "no comment" in attesa della prossima mossa, la prima cittadina di Pradamano, Annamaria Menosso, dichiara: «Sono un po’ perplessa. Forse la società promotrice, prendendo atto dei numerosi pareri contrari, ha voluto prendere tempo. In ogni caso, ben vengano gli approfondimenti». Ma secondo Silvano Moschione, sindaco di Pavia di Udine, il nocciolo della questione non sta nella necessità di un chiarimento tecnico: «Non abbiamo l’arroganza di sostenere che il progetto non va bene. Diciamo solo che ci sembra inappropriato il sito, già gravato da altre servitù ambientali. Nonostante ciò, siamo disponibili agli incontri per vedere se in quelle sedi matureranno soluzioni alternative».
Anche Sergio Beltrame, sindaco di Pozzuolo, giudica positivamente la possibilità di nuovi confronti. Un discorso analogo viene formulato pure da Lorenzo Tosolini, primo cittadino di Pasian di Prato, che afferma: «Non posso che essere contento di quest’iniziativa, in quanto tutti gli amministratori locali sono interessati ad affrontare il problema in maniera tecnica e razionale. Sempre con l’unico obiettivo di tutelare le comunità che rappresentano. Non c’è dubbio però che, allo stato dell’arte e per quanto ne sappiamo, quella centrale rappresenta più un rischio che un beneficio». Idem a Campoformido, dove il vicesindaco Isidoro Zuliani ribadisce che «il Consiglio comunale si è già espresso due volte in maniera negativa su quest’impianto e che nuovi incontri non riuscirebbero cambiare la sostanza dei fatti: ossia che si potrà decidere sulla fattibilità della megacentrale solo in presenza di un piano energetico regionale, tuttora assente».
Anna Rosso
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