Martedì 1 aprile 2003
Cervignano, ambientalisti

contro la “tubon tax”

De Toni risponde alla proposta del sindaco


CERVIGNANO. «Ormai è chiaro a tutti che il geometra Pietro Paviotti è una persona poco adatta a fare il sindaco. Sulle vicende dell’inchiesta giudiziaria in cui è coinvolto il Tubone e su quella delle bollette per il canone di depurazione ha raggiunto ormai il primato delle gaffe politiche». Questo è il commento di Paolo De Toni, a quanto proposto dal sindaco di Cervignano qualche giorno fa: una tassa per “salvare” il Tubone. «Paviotti- continua De Toni- propone una “tubon tax” per salvare il Consorzio? Ovviamente non la pagherebbe nessuno! Una simile tassa avrebbe sorte peggiore di quella inventata dalla Exe di Puntin che richiedeva 30 mila lire per le caldaie. Ma la più bella che ha combinato Paviotti è stata quella di denunciare il sindaco di Fiumicello, Paolo Dean, quando alla recente assemblea pubblica di Cervignano ha dichiarato, di fronte a decine di testimoni, che «il depuratore di Fiumicello funziona». «Ne prendiamo atto: se lo dice un sindaco, manderemo chi di dovere a fare le verifiche. Tutto questo - evidenzia l’ambientalista- dimostra lo stato confusionale in cui versa il ceto politico locale incapace di dare risposte credibili a contraddizioni sempre più stringenti. De Toni sostiene che oggi si è di fronte a una crisi irreversibile di un sistema di gestione del territorio che sta raggiungendo situazioni sempre più paradossali. Per esempio la nota vicenda dei ponticelli di Muzzana che il sindaco Luisa De Marco presenta come la contropartita per il pagamento delle bollette per un servizio di depurazione che non c’è e non ci sarà, e si scopre che il comune di Palazzolo paga con i suoi soldi il mutuo per l’ampliamento del depuratore comunale mentre i soldi del canone di depurazione vengono incassati e trattenuti dal Tubone».

L’ambientalista conclude ribadendo che la maggioranza dell’opinione pubblica chiede «venga fatta pulizia e che si rimettano le cose a posto e i candidati alle comunali e regionali non credano di scantonare».

Francesca Artico