Tubone- particolare dell'inceneritore (stoppato appena costruito)
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Messaggero Veneto
SABATO, 09 AGOSTO 2003
Pagina 16 - Udine
CERVIGNANO
Posti di lavoro a rischio al Tubone: quindici sindaci scrivono alla Regione
CERVIGNANO. Rischia di trasformarsi in un braccio di ferro politico - giudiziario tra la Regione, la Provincia e i comuni della Bassa, la questione relativa al sequestro dell'impianto del “Tubone” di San Giorgio di Nogaro, un'azione che ha costretto il Consorzio ad annunciare il taglio di 15 posti di lavoro. Il sindaco di Cervignano Pietro Paviotti ieri, a nome dei comuni consorziati, ha chiesto epistolarmente alla Regione e alla Provincia il massimo impegno per giungere ad una soluzione della questione al fine di permettere al Consorzio Depurazione della Laguna di riprendere l'attività per la quale è stato concepito. «In caso contrario - spiega Paviotti - saremo costretti ad intraprendere ulteriori e diverse azioni di ordine politico e legale a tutela degli interessi delle nostre amministrazioni comunali». Il sindaco di Cervignano dunque è deciso e chiaro, forte del sostegno di 14 colleghi. Il blocco totale degli investimenti impedisce di dotare i comuni soci delle reti separate di fognatura con il conseguente allacciamento al depuratore; quello delle manutenzioni straordinarie degli impianti mette a rischio il normale funzionamento degli stessi e il licenziamento di 15 operai. Una scelta dolorosa ma necessaria questa, operata dal consiglio di amministrazione del Consorzio per salvaguardare l'equilibrio economico ed evitare conseguenze ancor più penalizzanti. E il palleggiamento di responsabilità tra l'ente provinciale e quello regionale sulle modalità di applicazione della normativa ha fatto sì che non si sia nemmeno dato avvio al procedimento di istruttoria, con grave pregiudizio per l'ente e per le amministrazioni comunali da noi rappresentate».
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Commento
Il problema vero del tubone, di Gianfranco Turchetti (Presidente del Consorzio Depurazione Laguna) Robereto Duz (Sindaco di Torviscosa), Pietro Paviotti (Sindaco di Cervignano) e Mauro Travanut (Consigliere regionale diessino) è di salvare la loro pellaccia relativamente alla inchiesta in corso e non i quindici posti di lavoro. Turchetti ha vinto il braccio di ferro dentro il partito e adesso vuole le autorizzazioni in sanatoria in faccia ad ogni normativa e buon senso. Siamo di fronte ad uno scontro epocale nella bassa friulana. Chi non lo vuole capire è meglio che si tiri da parte. Stanno venendo al pettine molti nodi degli ultimi 15 anni di storia politico-industriale della zona. Anzi con la vicenda del tubone e della mega centrale a turbogas di Torviscosa e di altri problemi della Caffaro, sito inquinato di importanza nazionale, dragaggi della laguna, questione del mercurio ecc... siamo alla resa dei conti su tutto quello che è successo dal dopo guerra ad oggi. Certamente non vinceremo su tutto ma questa vicenda farà molti danni al sistema di potere trasversale che domina la zona e tutto il friuli. Quando sarà chiuso "l'incidente probatorio" e si avranno i dati sull'inquinamento allo sbocco del tubone allora andremo a fare i conti in tasca a tutti i politici locali provinciali e regionali
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A proposito di trasversalità.
Come più volte detto il Presidente del Consorzio Depurazione Laguna è il Diessino Gianfranco Turchetti (pluri inquisito) mentre il Vicepresidente è un altro personaggio ben noto nella zona, l'ex socialista Claudio Braida ora esponente di Forza Italia
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