| Ecoportale | Rifiuti liquidi | Industria in Friuli |


DOMENICA, 26 OTTOBRE 2003 Pagina 17 - Udine
Tubone, perizia depositata

L’INCHIESTA

UDINE. È stata depositata nei giorni scorsi in tribunale la superperizia sugli scarichi a mare del Tubone a San Giorgio di Nogaro, l’impianto Consorzio depurazione laguna spa sotto inchiesta. Soltanto il 19 dicembre, però, avverrà la discussione della perizia davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Udine Alberto Scaramuzza, che in estate aveva affidato l’incarico ai periti.

Sarà quasi certamente una udienza-fiume perché avverrà il contraddittorio fra i periti scelti dal giudice, i consulenti nominati dagli indagati nel procedimento e i dati in possesso della pubblica accusa.

Questo secondo filone d’inchiesta sul Tubone seguita dal sostituto procuratore Luigi Leghissa era cominciata il 14 febbraio con il sequestro degli impianti del trattamento rifiuti chimico-fisico e dell’essiccazione fanghi, sequestro disposto dal gip.

Successivamente i giudici del tribunale del riesame confermavano i sigilli agli impianti. La difesa del Tubone – rappresentata dall’avvocato Roberto Mete – è in attesa di discutere sul sequestro davanti ai giudici della Cassazione.

A novembre è prevista anche l’udienza alla Suprema corte che ha sede a Roma.

IL GAZZETTINO
Domenica, 26 Ottobre 2003

SAN GIORGIO DI NOGARO
L’indagine del pm sui vertici del Consorzio

Tubone, consegnata la perizia

Udine

È stata consegnata al giudice dell'indagine preliminare la perizia per accertare la presenza o meno di uno stato di inquinamento dell'ambiente marino nell'area vicina all'impianto di consorzio depurazione laguna di San Giorgio di Nogaro. Il gip Alberto Scaramuzza, alla presenza dei legali, ha rinviato l'udienza al 19 dicembre per la relazione sulle conclusioni e il contraddittorio con i consulenti di parte. Nel quesito posto dal giudice si chiedeva ai due esperti dell'università di Padova di verificare l'eventuale presenza di sostanze inquinanti nei sedimenti marini, negli organismi viventi, i tempi di formazione e il possibile danno ambientale. Sull'incidente probatorio c'era stata l'opposizione dell'avvocato Roberto Mete che tutela i vertici del Consorzio il quale aveva osservato come le analisi assunte in un'unica operazione di campionamento non rispondessero alle esigenze di un esame completo e soddisfacente né avrebbe avuto valore il confronto con i dati acquisiti attraverso un precedente studio dell'Azienda Sanitaria che ha presupposto un arco temporale di intervento molto più ampio. Il giudice aveva respinto l'opposizione e affidato l'incarico.
Il procedimento che ipotizza un'attività di smaltimento con procedure irregolari e comunque in presenza di autorizzazione da parte dei funzionari della Provincia che il magistrato ha ritenuto illegittime e non applicabili chiama in causa il presidente del Consiglio di amministrazione
Gianfranco Turchetti, il responsabili delle gestioni interne Claudio Feruglio, il responsabile dell'ufficio tecnico Alessandro Florit e i dirigenti del Servizio tutela ambientale della Provincia Stefano Verri e Bruno Miotti.