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Messaggero Veneto
GIOVEDÌ, 07 AGOSTO 2003
Pagina 9 - Udine
I carabinieri del Noe hanno messo i sigilli all’impianto per inquinamento ambientale
L’azienda potrebbe decidere di ridimensionare la sede e legarla solamente alla Ziac
I lavoratori oggi si riuniranno in assemblea per affrontare la nuova situazione Probabilmente si va verso lo sciopero
Il Consorzio laguna vuol tagliare l’eccedenza di personale
Tubone, 15 licenziamenti dopo il sequestro
L’ipotesi illustrata dal consiglio d’amministrazione ai rappresentanti sindacali
----------------------------------------------------------------SAN GIORGIO DI NOGARO. Il sequestro dell'impianto noto come “Tubone” del Consorzio Laguna che ha sede a San Giorgio di Nogaro potrà determinare la riduzione di 15 unità del personale che tratta il ciclo dei rifiuti liquidi. L'ipotesi è stata illustrata dal consiglio di amministrazione dello stesso consorzio ai rappresentanti sindacali che - hanno reso noto con un comunicato - hanno deciso di convocare un'assemblea dei lavoratori per oggi, per affrontare una situazione che - a loro parere - è diventata «fortemente preoccupante».
La notizia, dicevamo, è stata ufficializzata ieri dai rappresentanti sindacali che in mattinata si erano incontrati con il Consiglio di amministrazione della Società (ricordiamo che da Consorzio il Tubone da qualche tempo è diventato una Spa), il quale aveva illustrato loro le motivazioni che avevano indotto i componenti del Cda a maturare questa decisione.
Una decisione imputabile al sequestro dell’impianto di trattamento del ciclo dei rifiuti liquidi (i famosi bottini) effettuata qualche mese fa dalla magistratura, sequestro che ha portato a determinare un’eccedenza di personale attualmente attestato sulle 38 unità.
Le organizzazioni sindacali di categoria hanno deciso per oggi di convocare un’assemblea dei lavoratori per affrontare la difficile situazione che siè venuta a creare.
E’ ipotizzabile che dopo l’assemblea di oggi si decida per uno sciopero o comunque per qualche azione forte a difesa del posto di lavoro.
Come si ricorderà il sequestro dell’impianto da parte del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Udine, avvenuto a febbraio di quest’anno, è stata eseguito a seguito di un’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Udine nell’ambito dell’inchiesta su presunte violazioni delle leggi in materia di inquinamento ambientale.
Le indagini, coordinate dalla Procura del capoluogo friulano, sono state avviate sulla base di un esposto e dovevano accertare se l’impianto era stato realizzato correttamente in rispetto al decreto Ronchi.
Dunque quanto ipotizzato da diverse parti politiche si sta verificando: quale futuro si prospetta per Consorzio depurazione laguna?
Ed è qui che la politica dovrà entrare in gioco e fare la propria parte, ovvero stabilire se questo impianto (tutto il Tubone) dovrà essere ridimensionato e diventare un servizio di depurazione a solo beneficio della Ziac e quindi con una gestione che implichi per il pareggio dei bilanci o un’azienda che produce reddito lavorando, con normative adeguate, i rifiuti liquidi proveneniti da altri siti.
Va anche detto che la società si trova ad affrontare il problema dei mancati introiti delle bollette di depurazione e scarico inerenti gli anni dal ’97 in poi, per le quali è in atto un contenzioso nato dopo che 24 cittadini dei comuni di San Giorgio, Muzzana e Cervignano hanno presentato e vinto (con tre sentenze della Commissione tributaria provinciale) il ricorso contro il pagamento della depurazione.
Va anche sottolineato che, secondo i comitati spontanei, il canone di depurazione secondo alcune recenti sentenze della Cassazione riconfermerebbero sino all’ottobre 2000 la sua natura tributaria e pertanto la retroattività sarebbe treinnale per cui le bollette del ’98-’99 (quelle del ’98 sarebbero in pagamento) cadrebbero prescrizione.
Francesca Artico
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Commento
a cura di www.ecologiasociale.org
Il tubone gioca la carta del "ricatto occupazionale".
Non poteva mancare. Visto che il caso Burgo ha fatto scuola ecco che il Diessino Gianfranco Turchetti nel disperato tentativo di salvarsi ricorre a tutti i mezzi possibili.
1. Sta ricattando tutto il suo partito perchè esca in sua difesa ed in particolare il neo Sindaco di S. Giorgio di Nogaro, Pietro del Frate il quale da un lato ha paura di essere coinvolto in questa inchiesta dagli esiti imprevedibili e dall'altro fa comunque parte della "banda" e quindi deve far il suo compito.
2. Agita il ricatto occupazionale guidando direttamente l'azione delle maestranze in quanto si tratta di gente quasi tutta tutta assunta per chiamata diretta e quindi consenziente al gioco perverso innescato dal Tubone con lo pseudo trattamento dei "rifiuti liquidi" (che per altro occupava due o tre persone)
Gianfranco Turchertti è un personaggio ben noto per i suoi intallazzi. Ha già avuto un fallimento come commerciante di frutta e verdura. E' stato indagato e condannato in quanto presidente della Sangiorgina Calcio per traffici nelle compravendite dei giocatori dillettanti. Ha già avuto condanne e patteggiamenti per reati ambientali. E' sotto processo per la Burgo in quanto Presidente del "tubino" di Tolmezzo.
Oramai girano informazioni sempre più precise sul "disastro ambientale" procurato dal Tubone nello scarico a mare. Turchetti cerca di strappare una legge Regionale che permetta una sanatoria e al contempo una autorizzazione della Provincia per poter richiedere il dissequestro dell' impianto chimico fisico "Fenton" in Corte di Cassazione. Il Tubone cerca inoltre di recuperare i soldi delle bollette di un canone non dovuto ed oltretutto andato in prescrizione, perchè ha bisogno di soldi. I Comitati hanno vinto i ricorsi in Commissione Tributaria Provinciale ma il tubone se ne frega e richiede i soldi lo stesso.
La gente è ben consapevole che il Tubone SpA è una "brutta banda" per cui è molto difficile che si faccia condizionare.
E' previsto un agosto di fuoco nella bassa friulana con assemblee pubbliche organizzate dai comitati ambientali a S. Giorgio di Nogaro, Cervignano del Friuli e Torviscosa sia sul tema dei "rifiuti liquidi" che su quello delle bollette
Fra l'altro durante la campagna elettorale i Comitati erano riusciti a far sbilanciare i candidati della zona alle elezioni regionali contro la riapertura dei trattamento "rifiuti liquidi" peraltro provenienti quasi tutti da fuori Regione.
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