Mercoledì 5 marzo 2003

Le Fiamme gialle hanno acquisito fatture e documenti relativi ad atti commerciali

Tubone, nuove indagini

della Guardia di finanza


SAN - GIORGIO. Dopo le visite dei Noe (Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri) delle scorse settimane al Consorzio depurazione laguna di San Giorgio di Nogaro, che hanno portato al sequestro di un impianto e dell’essicatore nonchè al sequestro di documentazione riguardante il traffico dei rifiuti liquidi, si apre un nuovo fronte di indagini sul Tubone. Questa volta gli accertamenti riguardano i fronti fiscale e tributario e le indagini della guardia di finanza hanno già portato all’acquisizione di fatture e documenti inerenti attività commerciali della società.

Ccome confermato dal legale di fiducia del Consorzio, l’avvocato Roberto Mete, ieri la Guardia di Finanza si è recata negli uffici del Tubone per acquisire fatture e documenti inerenti tali attività. Dunque, le indagini nel confronto del Consorzio non solo proseguono, ma si ampliano al settore fiscale e tributario.

Intanto, il Consorzio resta in attesa delle decisioni inerenti la richiesta di dissequestro dell’impianto chimico-fisico (denominato Fenton) e dell’essicatore. Da indiscrezioni, al Consorzio ci sarebbe una certa tensione sia da parte del personale preoccupato per il posto di lavoro (ricordiamo che vi operano una cinquantina di persone), sia all’interno del gruppo dirigenziale di cui il responsabile tecnico dell’impianto, Claudio Feriglio, e il direttore tecnico, Alessandro Florit, sono stati, la scorsa settimana, interrogati dal Pubblico ministero, Luigi Leghissa. Interrogatorio che avrebbe evidenziato alcune contrapposizioni all’interno del Cda assunte dallo stesso Feruglio, che sarebbero state in dissenso con l’operato del presidente Ginfranco Turchetti.

Va ricordato che oltre a Turchetti, Florit e Feruglio ci sono altri tre indagati per per l’ipotesi di reato contestata dalla Procura riguardante l’attività di traffico illecito di rifiuti. In questa contestazione si ipotizza che, con più operazioni e attraverso l’allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, siano stati ricevuti e gestiti abusivamente ingenti quantità di rifiuti che avrebbero avuto lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto.

Ed è forse su questi profitti che la Guardia di Finanza potrebbe aver richiesto la documentazione, questo almeno secondo quanto sostenuto da persone vicine al Consorzio Depurazione Laguna.

Certamente questa vicenda non è destinata a concludersi in tempi brevi, visto che si sta indagando a 360 gradi su tutte le attività della Spa. I sindaci degli otto comuni associati attendono intanto, fiduciosi nell’operato del presidente Turchetti, il delinearsi di una soluzione, soprattutto per quello che riguarda i reati amministrativi legati alle autorizzazioni. Va ricordato che quattro di essi, Occhioni (San Giorgio), Duz (Torviscosa), Pizzimenti (Marano e Girardello (Carlino) sono stati sentiti dai Pm come persone informate sui fatti sul ruolo che l’assemblea sindacale ha nelle decisioni riguardanti la gestione dell’allora Consorzio, oggi Società.

Francesca Artico