Studenti in piazza per la pace
Circa 400 ragazzi hanno partecipato allo sciopero contro la guerra in Iraq
Circa 400 studenti udinesi hanno partecipato allo sciopero contro la guerra in Iraq organizzato dal Csp, il Comitato in difesa della scuola pubblica. Dopo essersi ritrovati in piazza Primo Maggio i manifestanti, “armati” di bandiere e striscioni a favore della pace e inneggianti cori contro il conflitto in atto, hanno sfilato nelle vie del centro città. Punto d’arrivo il palazzo del governo dove hanno dato vita ad un comizio in cui gli studenti hanno potuto liberamente esprimere le proprie idee. Niente tappa invece davanti al palazzo Antonini, come previsto inizialmente dagli organizzatori con l’obiettivo di coinvolgere gli universitari udinesi. Francesca, rappresentante d’istituto del liceo classico Stellini, spiega: «Questo cambiamento di programma è stato determinato da diversi problemi. In ogni caso noi organizzatori riteniamo che gli studenti universitari della città non si siano mobilitati in modo significativo, soprattutto rispetto alle iniziative degli atenei delle altre città d’Italia. La raccolta di firme per la pace da parte degli universitari udinesi è poca cosa: a Trieste almeno gli studenti dell’ateneo hanno organizzato un’assemblea per esprimere il loro parere contrario alla guerra».
Ieri, quindi, sono stati gli studenti degli istituti superiori udinesi ad alzare la voce non solo contro la guerra in Iraq («il militarismo è morte» si leggeva negli striscioni) ma anche contro il governo di Berlusconi. «E’ doveroso - spiega Giusy del Csp - che il movimento studentesco si mobiliti per la pace. Il corteo raggiungerà il palazzo simbolo a Udine del governo italiano che ha dato un tacito consenso alla guerra, offrendo agli Stati Uniti anche le basi militari del paese. Oggi - ndr, ieri per il lettore - noi studenti ci siamo riuniti per dire no a questo conflitto e ad esprimere dissenso contro le politiche del governo». «No al massacro imperialista» e ancora «Guerra lunga? Solo le cose più belle come le rose durano un giorno» sono solo alcuni degli slogan degli striscioni che i ragazzi delle diverse scuole hanno preparato per l’occasione mentre sono stati distribuiti centinaia di volantini inneggianti la pace.
Anche se la manifestazione non ha ottenuto una partecipazione così alta come in altre città italiane, Elena e Francesca dello Stellini sono comunque convinte della validità dello sciopero: «Noi abbiamo partecipato alla manifestazione per la pace che si è svolta a Roma il 15 febbraio. E’ ora che anche Udine, prendendo come modello le altre città, si mobiliti con iniziative compatte contro la guerra. Crediamo che la nostra città finora non abbia dimostrato ancora con efficacia l’avversione al conflitto in Iraq». Un conflitto che gli studenti si auspicano finisca il prima possibile nonostante la possibilità che le operazioni militari durino a lungo. «E’ impensabile - afferma Piero del liceo scientifico Copernico - che nel 2000 sia iniziato un conflitto così ignobile. Speriamo che termini al più presto evitando ulteriori vittime».
Barbara Machin
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