Commenti
Le due prescrizioni proposte erano sufficienti per invalidare il SIA e si potevano sollevare questioni ancora più gravi!
Cargnelutti
Dice le solite stupidaggini. Si tratta ovviamente di una operazione spregiudicata con la quale
1. Non si bonifica il sito
2. Si ottiene un placet per un ulteriore sviluppo di produzione di chimica del cloro.
3. Si rilegittima il "metodo Caffaro" dando un contentino alle istanze ambientaliste che però non avrà alcun riscontro pratico.
Dieci anni fa Cargnelutti quando era sindaco si lasciò sfuggire "la Snia non è attendibile".
Sgobbi.
Se il SIA non era correto allora bisognava respingerlo e richiederne un altro
Domenica 9 marzo 2003
Caffaro, l’impianto si farà

Parere favorevole da parte del consiglio comunale


SAN - GIORGIO. Parere favorevole, seppur con qualche prescrizione, dai consigli comunali dei sette comuni interessati dal parere di compatibilità ambientale (Via) inerente il progetto del nuovo impianto cloro soda della Caffaro di Torviscosa. Dunque le assemblee civiche (dopo aver dibattuto a volte anche fortemente) di Torviscosa, Cervignano che da dato il silenzio assenso, San Giorgio, Porpetto, Bagnaria Arsa, Aiello e Terzo D’Aquileia, hanno deliberato a favore del nuovo impianto: ora si attende il parere collaborativo di Azienda sanitaria, Arpa e Provincia di Udine, poi l’iter arriverà alla Direziona ambiente della Regione proseguendo poi al competente ministero.

L’assemblea consiliare di San Giorgio ha dato un parere favorevole, astenuti Sgobbi e Gattel per la minoranza e la Franzoni per la maggioranza (assenti l’assessore Corso, Regattin (Fi) e Pascolutti (Ln), inserendo due prescrizioni: «Il sito oggetto dell’intervento deve essere caratterizzato in modo più specifico, in modo particolare e specifico dovranno essere previsti ulteriori carottaggi ed indagini del suolo al fine di conoscere la composizione chimico-fisica dello stesso; allo stesso modo dovranno essere previsti degli ulteriori piezometri per l’effettuazione delle analisi delle acque sotterranee. Nella trasformazione dell’impianto va valutato con miglior dettaglio lo smantellamento dell’impianto esistente a mercurio, in particolare sulla metodologia della rimozione dello stesso e sulla conseguente bonifica generale da mercurio».

Occhioni ha sottolineato che i contenuti di queste prescrizioni erano emersi «dalla commissione ambiente (4 voti favorevoli e 2 contrari) che aveva messo in evidenza delle considerazioni delle quali non si può non tener conto». L’assessore all’ambiente, Luciano Bonetto, in precedenza aveva relazionato sul progetto e sulla riqualificazione ambientale del sito di Torviscosa dopo di che si è iniziata la discussione nella quale Cargnelutti ha evidenziato come davanti a questi problemi ci si debba porre in modo «laico» e approfondito, sottolineando che ci si deve chiedere se questa operazione è il frutto di un imprenditore spregiudicato o se si tratta di un reale rilancio della chimica fine e quindi del sito di Torviscosa evidenziando che un investimento da 40 milioni di euro (1/3 fatturato Caffaro) non può essere considerato un’operazione spregiudicata.

«Se domani – ha detto – chiudono lo stabilimento nessuno risanerà più il sito. E’ logico però avviare una verifica dei dati evidenziando anche le anomalie riscontrate dalla commissione». Sgobbi ha ritenuto, però, che alcuni aspetti e l’atteggiamento sulla documentazione presentata fanno riflettere, per cui si sarebbe astenuto «non perchè contrario, ma perchè non è corretto il modo di redigere il Sia».

Francesca Artico