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GIOVEDÌ, 20 GENNAIO 2005 Pagina 1 - Udine Lassessore Cavallo lancia lallarme inquinamento: sempre più preoccupanti i dati dellIstituto superiore di sanità e delle pubblicazioni Enea «Servono politiche di limitazione delle automobili: ne circolano 64 ogni 100 abitanti senza contare i veicoli commerciali e le emissioni delle industrie» In città 20 morti lanno per smog Le polveri in eccesso accorciano la vita di 1,5 anni, i decessi aumentano dell1,2% e i ricoveri del 2,4% di TOMMASO CERNO Ogni anno 20 udinesi muoiono di inquinamento da smog. Lo rivela lassessore alla pianificazione Giorgio Cavallo, che cita i dati dellIstituto superiore di sanità e delle pubblicazioni Enea. «Le patologie legate al superamento dei limiti per le polveri sottili sono serie e ancora più basse del reale dice Cavallo perché non tengono conto delle morti causate dalle Pm10 sotto la soglia Ue». Le cifre dimostrano che laumento di 10 microgrammi determina unincremento dei ricoveri del 2,4% e dei decessi (sul breve e lungo periodo) dell1,2%. Una statistica che non risparmia Udine, «tra le città europee con il maggiore numero di auto dice Cavallo , 64 ogni 100 abitanti, senza contare i veicoli commerciali e lalto consumo di benzina e gasolio». «Ci troviamo di fronte a un tema più grave di quello del fumo passivo ma che non ha raggiunto ancora la medesima sensibilità dice Cavallo . LIstituto superiore di sanità conferma che Udine e lhinterland presentano casi di morte, legati direttamente al superamento dei limiti delle polveri sottili, pari a 20 lanno. Che crescono se si considerano, e ancora non è possibile farlo in maniera statistica, le patologie contratte per esposizione alle concentrazioni di polveri considerate normali». Il dato si può, però, parametrare su quello delle realtà più urbanizzare dItalia, come Milano, per comprenderne leffetto pratico. Gli studi mostrano come laumento di soli 10 microgrammi di Pm10 al metro cubo provoca da 340 a 370 nuovi decessi lanno in una città con un milione di abitanti. Il confronto spiega, secondo gli epidemiologi, che se in una città come Udine dai 60 microgrammi per metro cubo di polveri sottili Pm 10 registrati in caso di sforamento si passasse a 30 microgrammi, la media delle città dellUnione Europea, ci sarebbero decine di morti in meno lanno causate dagli effetti dello smog e un centinaio da quelli di lungo periodo, cioè dallaver respirato questaria per 15-20 anni. Insomma, se non ci fosse questo smog, ciascun udinese in media vivrebbe 1 anno e mezzo in più. E inoltre si risparmierebbero decine di ricoveri per problemi respiratori e cardiaci. Sugli effetti a breve termine dellinquinamento le statistiche effettuate sulle principali città italiane confermano la presenza di una associazione tra inquinamento atmosferico e mortalità o ricoveri ospedalieri con una mortalità in crescita dell1,2% e di ricoveri del 2,4%. Le cause sono le emissioni industriali, continua lassessore Cavallo, e le automobili. Lazione tossica più letale è causata dalle polveri sottili (Pm10) degli impianti di riscaldamento e dei motori. «Udine si attesta tra le città europee con più auto pro capite spiega Cavallo . Gli ultimi dati parlano di 64 veicoli privati ogni 100 abitanti, senza dunque contare i camion, i mezzi commerciali e gli altri sistemi di trasporto». Dato ancora più allarmante è «il consumo di benzina e gasolio spiega lassessore da cui deriva linnalzamento degli inquinanti». Favorito anche dallagevolata regionale. Nelle ore del dibattito su targhe alterne, auto elettriche e stop al traffico, Udine lancia lallarme smog e chiede, dunque, politiche di lungo periodo per ridurre i fattori inquinanti. «La situazione è preoccupante continua lassessore . Anche la zona a traffico limitato, il centro pedonale, le aree residenziali, le piste ciclabili sono provvedimenti che vanno in questa direzione». |
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