DOMENICA, 01 GIUGNO 2003

Pagina 21 - Udine

SAN GIORGIO
Rumori a Planais, gli abitanti minacciano di adire le vie legali

SAN GIORGIO. «Ci sentiamo presi in giro dalle risposte dateci dalle aziende sui dati inerenti l’inquinamento acustico, dati che evidenziano di essere entro i parametri, mentre noi continuiamo a subire i gravi disagi provocati dai rumori che esse producono. Non ci sentiamo tutelati da nessuno, ne dalle amministrazioni di Carlino e San Giorgio di Nogaro, né dal Consorzio della Ziac, pertanto stiamo valutando di procedere in merito con delle azioni che salvaguardino la nostra incolumità fisica».

A dirlo sono gli abitanti della località Planais, visibilmente amareggiati, dai risultati dell’incontro di venerdì sera nella sede sangiorgina del Consorzio Aussa- Corno dove il presidente, Tullio Bratta, e il direttore Marzio Serena hanno esposto la documentazione delle analisi avuta dalle 3 aziende, causa dei rumori. I dati esposti evidenziavano che le misurazioni a confine, effettuate su commissione delle aziende da ditte specializzate, erano nei limiti delle misure previste e che, nonostante questo, si era provveduto a porre in essere diverse azioni per limitare i disagi. Gli abitanti del Planais, già non soddisfatti da questi risultati, hanno abbandonato la riunione dopo che era stato loro proposto un confronto con le aziende.

La località Planais, parte in comune di San Giorgio parte in quella di Carlino, esisteva prima della nascita della zona industriale, e in essa vi abitano stabilmente una decina di famiglie più altrettante durante il periodo estivo. Queste famiglie da qualche anno subiscono forti disagi a causa dei rumori “assordanti” provocati dalle linee produttive di tre aziende che impedisce loro «di attendere alle normali occupazioni o attività umane quali dormire o riposare. Le continue sollecitazioni e vibrazioni a cui sono sottoposte le nostre abitazioni – hanno detto i cittadini – dovute alla movimentazione giornaliera di lamiere dal peso di 30 tonnellate l’una trasportate su macchinari pesanti 60 tonnellate nei depositi posti ad un centinaio di metri dalle case». Questi cittadini avevano posto all’attenzione del Consorzio e delle due amministrazioni la situazione che aveva prodotto uno studio, su commissione dell’ente consortile, da parte dell’Università di Udine, studio che aveva rivelato che la situazione, seppure al limite, era entro i parametri. Di qui l’impegno del Consorzio Aussa-Corno di attivarsi presso le aziende affinché queste avessero modo di dire la loro e cercare eventuali soluzioni. La riunione di venerdì però non ha avuto il riscontro sperato.(f.a.)