Giovedì 3 aprile 2003

Nei giorni scorsi era stato chiuso un altro pozzo artesiano per la presenza di sostanze inquinanti

Nitriti, colpa delle tubazioni

L’Arpa e l’Ass: il problema deriva dalla scarsa manutenzione


CERVIGNANO. Si vieta l’uso dell’acqua potabile che scaturisce da un pozzo artesiano di Strassoldo per la presenza di nitriti nella sostanza idrica e si ipotizza successivamente che l’inquinamento in questione potrebbe essere stato prodotto dalle tubazioni, che sarebbe opportuno lavare. Il ritrovamento dei nitriti nel pozzo in questione, che sembravano apparsi per la prima volta nelle falde, ha messo in allarme anche il sindaco Pietro Paviotti, il quale ieri si è messo in contatto telefonico con l’Arpa.

«Mi hanno detto - spiega il primo cittadino - che il problema nitriti non riguarda la falda: si potrebbe forse risolvere con un lavaggio delle tubazioni, che sono probabilmente molto vecchie». Cessato allarme dunque: se i nitriti ritrovati nel pozzo sono stati causati dalle tubazioni, che potrebbero essere vecchie ed obsolete.

«Questo continuo allarmismo che si continua a creare attorno alla risorsa acqua - afferma il sindaco di Cervignano - va contro l'interesse di chi desidera salvaguardare i pozzi artesiani. Io non “strillo” ogni volta che firmo un'ordinanza, altri non seguono il mio esempio». Il riferimento è chiaro, ma non è certo il comitato per la salvaguardia delle falde idriche e dei pozzi artesiani che cerca di farsi pubblicità. «La realtà - spiega il comitato - è che nessuno fa niente per salvaguardare la risorsa idrica e anche i sindaci, che dovrebbero protestare, si limitano a fare i “notai”. L'acqua è un bene di tutti e andrebbe valorizzato».

Ecco per quale motivo la gente ha l'impressione che si faccia di tutto per individuare un inquinamento che non c'è, in quanto si desidererebbe acquedottizzare la zona. Si è messa in evidenza la malafede di alcuni politici, si è puntato l'indice sull'inquinamento e anche su chi presumibilmente avrebbe inquinato, «ma per salvaguardare le falde - spiegano gli ambientalisti - non si è fatto niente». A giugno si tornerà alle urne per il rinnovo del consiglio regionale e chi desidera tutelare le falde, ha intenzione di verderci chiaro. Insomma, l'acqua in questo caso potrebbe trasformarsi in un punto di riferimento importante anche per i politici che desidererebbero essere eletti.