Ora il tessuto cerebrale dell’animale sarà sottoposto a ulteriori esami nel centro di referenza nazionale di Torino
Quinto caso di mucca pazza in Friuli
Ieri sera il ministero della salute ha confermato che una bovina è risultata “non negativa” al test
Quinto caso di mucca pazza in Friuli. Lo ha reso noto nella serata di ieri il ministero della sanità, che ha diffuso una nota nella quale informava che nell’ambito del programma di prevenzione anti-Bse una bovina femmina di 6 anni di razza pezzata nera, proveniente da un allevamento della provincia di Udine, è risultata non negativa al test rapido anti-prione.
Il ministero della sanità ha anche precisato che un campione di tessuto cerebrale dell'animale sarà sottoposto ad ulteriori esami al centro di referenza nazionale per la Bse di Torino utilizzando i metodi istologici-immunoistochimici e Western Blot.
Ieri non si è potuto conoscere (visto che la comunicazione ministeriale è giunta in tarda serata) nè il nome dell’azienda colpita da questo ultimo caso di Bse nè la zona, si sa soltanto che l’azienda si trova in provincia di Udine e che il capo è stato macellato pochissimi giorni fa.
Ora tra qualche giorno arriverà da Torino l’eventuale conferma del caso, che, come detto, è il quinto in Friuli da quando anche anche in regione, nel 2001, si è riscontrata per la prima volta la Bse.
Sul nuovo caso di mucca pazza è intervenuto ieri il presidente provinciale di Coldiretti, Roberto Rigonat: «Non sappiamo di chi sia l’azienda colpita, quindi è difficile fare commenti ed entrare nel merito di una questione molto delicata che merita attenzione e cautela. Si può dire che nonostante siano trascorsi più di dieci mesi dall’ultimo caso, qualcuno avrebbe potuto immaginare che l’attenzione da parte del servizio sanitario si fosse allentata, è confortante invece constatare che la guardia è ancora alta, questo va a beneficio dei consumatori che possono dormire sonni tranquilli: c’è chi con efficacia ed efficienza tutela la salute di tutti. C’è la certezza assoluta - aggiunge il presidente di Coldiretti - che la carne che va sui banconi delle macellerie friulane è assolutamente sana e commestibile».
Il presidente Rigonat guarda anche all’immediato futuro e alle possibili iniziative a sostegno dell’azienda colpita: «Se la stalla colpita da questo caso di Bse è di un nostro associato garantiamo la massima tutela da parte della nostra associazione: garantiremo all’allevatore l’assistenza che abbiamo fornito anche agli altri soci che si sono trovati in questa stessa situazione».
Infine il presidente Rigonat rivolge un appello alla Regione: «Ci auguriamo che la Regione sia riuscita a snellire i tempi per l’assegnazione dei contributi previsti in questi casi».
Proprio quello degli indennizzi alle aziende agricole colpite dalla mucca pazza è uno dei punti caldi della battaglia sindacale di Coldiretti: a oggi risulta che nemmeno la prima azienda colpita dalla Bse, la Bolzon di Felettis di Bicinicco, sia stata risarcita dal danno provocato dalla stessa Bse. I Bolzon furono costretti ad abbattere tutti i capi che hanno convissuto con la mucca trovata non negativa al test.
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