A San Vito, Casarsa, Zoppola, Morsano, Cordovado e Fiume Veneto
Accordo Stato-Regione:
arriva l’acquedotto
Addio ai pozzi artesiani
Solo la provincia di Pordenone ha a disposizione circa 12 milioni e 906 mila euro che verranno così distribuiti nei 6 comuni del mandamento di San Vito al Tagliamento coinvolti dall’accordo ufficializzato il 7 novembre del 2002 e tenuto segreto da tutte le componenti politiche, tra Stato e Regione: Casarsa della Delizia avrà a disposizione 2 milioni e 284 mila euro, Cordovado 930 mila e 500 euro, Fiume Veneto 2 milioni e 855 mila euro circa, Morsano circa 1 milione e 18 mila euro, San Vito 3 milioni e 548 mila euro mentre 2 milioni e 269 mila euro verranno stanziati per i comune di Zoppola. Sta di fatto che su tutto il territorio regionale verranno chiusi oltre 30 mila pozzi artesiani in possesso dei privati.
Si tratta di un provvedimento destinato a scatenare rivolte popolari da parte di quanti, e considerato l’utilizzo ormai tradizionale del pozzo artesiano sono in molti, anni addietro l’hanno acquistato di tasca propria perché lo Stato italiano non concedeva alcun contributo e che ora se lo vedranno togliere. Ma è presumibile pensare che non se ne staranno zitti, a subire, e vedersi vanificare anni di lotte in difesa del proprio pozzo. E’ l’effetto della trasformazione dell’acqua da diritto a bene pubblico, dettata dalla necessità di razionalizzare la risorsa idrica.
Nel documento, circa 160 pagine sottoscritte dai Ministeri dell’Economia e delle Finanze, dell’Ambiente e tutela del Territorio, delle Infrastrutture e dei Trasporti, delle Politiche Agricole e Forestali, si legge che l’accordo di programma quadro della tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche è in considerazione alla risoluzione della Camera dei Deputati, approvata il 4 giugno, con cui si è «impegnato il governo, a seguito dell’emergenza idrica che coinvolge gran parte del territorio nazionale, a razionalizzare la gestione delle risorse idriche, semplificando le competenze e superando i settorialismi; a promuovere il risparmio idrico nei settori civile, agricolo e industriale; a favorire il riutilizzo irriguo industriale delle acque reflue depurate; ad accelerare l’attuazione del servizio idrico integrato; ad accrescere la disponibilità di acqua per l’agricoltura; a realizzare gli interventi atti al superamento dell’emergenza idrica per gli usi civili e industriali; a promuovere la realizzazione e la ristrutturazione di grandi schemi idrici e di infrastrutture di accumulo a prevalente uso irriguo inserendo urgentemente tali opere nel programma operativo dei grandi interventi». Il provvedimento troverà la netta contrarietà dei comuni interessati e potrebbe rivelarsi deleterio per i politici regionali in vista della prossima tornata elettorale di giugno. Gli ambientalisti, frattanto, già preannunciano duri scontri contro questa decisione calata dall’alto senza consultare i cittadini.
Alberto Francescut
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SAN - VITO AL TAGLIAMENTO. Le diverse migliaia di pozzi artesiani presenti nel Sanvitese sono destinati a scomparire. Un’amara sentenza decretata dall’intesa istituzionale programmatica stilata tra il governo di Roma e la giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia per interventi urgenti di approvvigionamento idropotabile in tutta la Bassa Friulana che porterà alla realizzazione, in 6 comuni del territorio mandamentale, oltre a 9 dell’Udinese, di impianti acquedottistici, per una spesa che supera i 26 milioni di euro.
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