Occhioni: devono preservare le falde e i pozzi
SAN - GIORGIO DI NOGARO. «Non abbiamo bisogno dell’acquedotto: sono stato e sono assolutamente contrario all’acquedotto».
A dirlo è il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Tonino Occhioni, alquanto sorpreso dalla notizia dell’accordo siglato tra il Governo romano e quello regionale per l’acquedotizzazione della Bassa Friulana. «Non sono al corrente, tanto meno informato e non mi risulta - dice-, che esista un programma per l’acquedotizzazione di San Giorgio di Nogaro perchè ritengo che prima vadano preservate le falde e poi i pozzi. Non mi risulta che la regione abbia contattato il comune per un programma di questo tipo, comunque, come lo sono stato in passato, sono assolutamente contrario alla realizzazione dell’acquedotto».
Dunque, dalle dichiarazioni di Occhioni, appare evidente che su questo accordo c’è stato un silenzio totale da parte della Regione, oppure, come affermano gli ambinetalisti, qualcuno sapeva ma non voleva pubblicizzare la notizia sapendo quale impatto avrebbe avuto sul «popolo delle fontane».
Va evidenziato che per quanto riguarda San Giorgio sono stati stanziati «per interventi urgenti per la realizzazione di un impianto di acquedotto» 2 milioni e 950 mila euro, mentre gli altri investimenti più corposi dei 9 comuni della Provincia di Udine sono: per Cervignano circa 3,5 milioni di euro, per Aquileia 1 milione 142 mila, per Bagnaria Arsa 1 milione 180 mila, per Ruda 1 milione e 47 mila euro. Va ricordato che otto anni fa in occasione delle amministrative, a San Giorgio si presentò la famosa lista «delle fontane» che ottenne un successo personale non di poco conto: visto che a giugno ci saranno le nuove amministrative non è detto che non si riproponga una lista civica di questo tipo.
Proprio il cosiddetto «popolo delle fontane» ha da anni posto il veto sulla realizzazione di un acquedetto nella Bassa friulana, proprio perchè la realizzazione di questa costosa opera non sarebbe strategica in un territorio che ha un sottosuolo particolarmente ricco di acqua ed è di poco al di sotto della linea delle risorgive. Sicuramente la notizia del via libera all’acquedetto susciterà molte polemiche. Negli anni scorsi furono raccolte anche migliaia di firme, nell’ambito della battaglia per mantenere i pozzi artesiani. (f.a.)
|