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Tutti gli articoli del Messaggero Veneto di domenica 22 dicembre 2002 che ha dedicato interamente la pagina Provinciale a questo tema
22/12/02 mv5
Domenica 22 dicembre 2002
Fontane addio, arriva l’acquedotto

Accordo Stato-Regione: pronti 13 milioni di euro per gli impianti

Questo comporterà nei comuni interessati (6 in provincia di Pordenone e 9 in provincia di Udine) la chiusura degli oltre 35 mila pozzi artesiani: cioè dei pozzi artesiani privati. I comuni coinvolti da questo accordo, ufficializzato il 7 novembre del 2002 e tenuto segreto da tutte le componenti politiche, tra Stato e Regione sono: Aiello, Aquileia, Bagnaria Arsa, Cervignano del Friuli, Fiumicello, Porpetto, Ruda, San Giorgio di Nogaro e Terzo d’Aquileia, per un intervento di oltre 13 milioni di euro.

Nel documento, circa 160 pagine sottoscritte dai ministeri dell’economia e delle finanze, dell’ambiente e tutela del territorio, delle infrastrutture e dei trasporti, delle politiche agricole e forestali, si legge che l’accordo di programma quadro della tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche è in considerazione alla risoluzione della Camera dei deputati, approvata il 4 giugno, con cui si è «impegnato il Governo, a seguito dell’emergenza idrica che coinvolge gran parte del territorio nazionale, a razionalizzare la gestione delle risorse idriche, semplificando le competenze e superando i settorialismi; a promuovere il risparmio idrico nei settori civile, agricolo e industriale; a favorire il riutilizzo irriguo industriale delle acque reflue depurate; ad accelerare l’attuazione del servizio idrico integrato; ad accrescere la disponibilità di acqua per l’agricoltura; a realizzare gli interventi atti al superamento dell’emergenza idrica per gli usi civili e industriali; a promuovere la realizzazione e la ristrutturazione di grandi schemi idrici e di infrastrutture di accumulo a prevalente uso irriguo inserendo urgentemente tali opere nel programma operativo dei grandi interventi».

Tutto questo non piacerà sicuramente al «popolo delle fontane» che già otto anni fa iniziò una battaglia contro quest’ipotesi, una battaglie allora vinta, ma che ora appare si ripropone ancora in modo più deciso: cioè con la sigla di un accordo tra lo Stato e la Regione.

Sicuramente questa nuova battaglia a difesa di quel bene unico nel suo genere che sono le fontane non sarà incruenta e potrebbe avere un’incidenze diretta anche nella campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale che proprio in questi giorni sta prendendo avvio.

Gli ambientalisti già preannunciano duri scontri contro questa decisione calata dall’alto che non tiene in nessun conto di quello che pensano i cittadini che da sempre hanno difeso questa peculiarità del territorio e che ora per scopi che nulla hanno a che vedere con la gestione idrica di questa porzione del Friuli, si vuole togliere definitivamente mpotivandola con il «superamento dei territorialismi per superare l’emergenza idrica».

Francesca Artico
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SAN - GIORGIO DI NOGARO. Addio alle fontane della Bassa friulana. A decretarlo è l’intesa istituzionale di programma siglata tra il governo centrale e la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia per interventi urgenti di approvigionamento idropotabile in tutta la Bassa friulana: sostanzialmente grazie a quest’intesa saranno realizzati nei 15 comuni «delle fontane» impianti acquedottistici con una spesa che supera i 13 milioni di euro.