Il Comune di San Giorgio ha ottenuto
dalla Provincia la possibilità di integrare la documentazione
sull’azienda della Bassa
Caso Fingel, sospeso il parere sullo
stabilimento
Il
Comune ha ottenuto dalla Provincia la sospensione dei termini
per il parere generalizzato sulla Fingel. Tale provvedimento
permetterà all'amministrazione sangiorgina di integrare con
altra documentazione quella esistente affinchè il consiglio
comunale si possa esprimere dopo aver valutato meglio la
complessa vicenda dell'impianto della Fingel.
Le
opposizioni confermano comunque la loro intenzione di dare
parere negativo, anche perchè a loro avviso si tratterebbe di
una sanatoria, così come ha affermato nei giorni scorsi
l'assessore provinciale all'ambiente Mestroni, anche in
considerazione di come si è espressa l'Azienda sanitaria.
La preoccupazione delle minoranze è che i rifiuti liquidi
inquinati non vengano trattati, vista la molteplicità delle
sostanze di cui sono composti e la cui natura potrebbe essere
incerta, e che possano quindi creare rischi notevoli
all'ambiente una vola scaricati in mare. Infatti il dottor
Piani dell'Ass ha sottolineato che quando i reflui (anche se
in piccole quantità) provengono da una molteplicità di fonti e
per di più lontane, è più difficile, costoso e problematico
l'intervento disinquinante. Non che tutto ciò non possa essere
realizzato, perchè tecnologicamente è possibile, ma
l’intervento richiede tanti controlli e in conclusione è meno
affidabile: da qui il rischio che attraverso il Tubone
arrivino in Adriatico sostanze indesiderate.
La Fingel,
attualmente sotto sequestro, ha potuto per anni gestire
l'impianto, la cui autorizzazione alla costruzione è stata
concessa solo recentemente dal comune, grazie ad un'ordinanza,
che comprende anche altri impianti, del presidente della
giunta regionale del 1998, e solo ora la Provincia ha avviato
l'iter per una procedura di Via. «Ciò che stiamo facendo –
aveva detto detto l'assessore Mestroni - rappresenta
l'occasione affinchè tutti i soggetti aventi titolo a
esprimersi in merito all'attività dell'impianto possano
compiere valutazioni tecniche integrandole poi nell'atto
finale, l'autorizzazione di competenza provinciale che quindi
assume una valenza globale».
Sicuramente Mestroni e la
Provincia valuteranno attentamente la situazione, ma bisognerà
anche tener conto della prtesa di posizione dei sangiorgini
che, come hanno più volte sottolineato i consiglieri di
minoranza e gli ambientalisti, sono preoccupati per la
presenza di questi impianti.
Francesca Artico
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