Articolo tratto dal Messaggero Veneto del 20 novembre 2001

Il Comune di San Giorgio ha ottenuto dalla Provincia la possibilità di integrare la documentazione sull’azienda della Bassa
Caso Fingel, sospeso il parere sullo stabilimento


Il Comune ha ottenuto dalla Provincia la sospensione dei termini per il parere generalizzato sulla Fingel. Tale provvedimento permetterà all'amministrazione sangiorgina di integrare con altra documentazione quella esistente affinchè il consiglio comunale si possa esprimere dopo aver valutato meglio la complessa vicenda dell'impianto della Fingel.
Le opposizioni confermano comunque la loro intenzione di dare parere negativo, anche perchè a loro avviso si tratterebbe di una sanatoria, così come ha affermato nei giorni scorsi l'assessore provinciale all'ambiente Mestroni, anche in considerazione di come si è espressa l'Azienda sanitaria.
La preoccupazione delle minoranze è che i rifiuti liquidi inquinati non vengano trattati, vista la molteplicità delle sostanze di cui sono composti e la cui natura potrebbe essere incerta, e che possano quindi creare rischi notevoli all'ambiente una vola scaricati in mare. Infatti il dottor Piani dell'Ass ha sottolineato che quando i reflui (anche se in piccole quantità) provengono da una molteplicità di fonti e per di più lontane, è più difficile, costoso e problematico l'intervento disinquinante. Non che tutto ciò non possa essere realizzato, perchè tecnologicamente è possibile, ma l’intervento richiede tanti controlli e in conclusione è meno affidabile: da qui il rischio che attraverso il Tubone arrivino in Adriatico sostanze indesiderate.
La Fingel, attualmente sotto sequestro, ha potuto per anni gestire l'impianto, la cui autorizzazione alla costruzione è stata concessa solo recentemente dal comune, grazie ad un'ordinanza, che comprende anche altri impianti, del presidente della giunta regionale del 1998, e solo ora la Provincia ha avviato l'iter per una procedura di Via. «Ciò che stiamo facendo – aveva detto detto l'assessore Mestroni - rappresenta l'occasione affinchè tutti i soggetti aventi titolo a esprimersi in merito all'attività dell'impianto possano compiere valutazioni tecniche integrandole poi nell'atto finale, l'autorizzazione di competenza provinciale che quindi assume una valenza globale».
Sicuramente Mestroni e la Provincia valuteranno attentamente la situazione, ma bisognerà anche tener conto della prtesa di posizione dei sangiorgini che, come hanno più volte sottolineato i consiglieri di minoranza e gli ambientalisti, sono preoccupati per la presenza di questi impianti.
Francesca Artico