SAN GIORGIO Gli ambientalisti a Ciani
«Dragaggi, confusione
tra le leggi necessarie»
«Abbiamo chiarito già varie volte come stiano le cose sul problema dragaggi, ma a fronte delle recenti prese di posizione dell’assessore regionale Paolo Ciani al recente summit di San Giorgio di Nogaro non possiamo fare a meno di ribadire che oltre al decreto 471 del ’99 e al Protocollo Venezia diventato Legge con la finanziaria 2000 (ministro Bordon) l’unico altro “materiale giuridico” da prendere in considerazione è il decreto legislativo 152 e successive integrazioni: infatti il Protocollo Venezia si colloca oramai come anello di congiunzione di questi decreti (il 22 del ’97, il 152 del ’99 e il decreto ministeriale 471 del ’99) ed è l’unico atto tecnico giuridico da prendere in considerazione per i sedimenti marini».
Così replica l’ambientalista Paolo De Toni alle dichiarazioni dell’assessore Ciani in merito ai dragaggi, espresse in occasione dell’incontro con gli amministratori del sangiorgino, dichiarazioni che gli amnientalisti della Bassa non condividono affatto.
Di dragaggi e di lavori nei canali della Bassa si era parlato, l’altro giorno, nel corso della visita ufficiale che il presidente della giunta regionale Tondo ha compiuto a san Giorgio di Nogaro, incontrando gli amministratori della zona.
«Ciani - sostiene De Toni - continua a fare confusione fra le colonne A e B del decreto 471 e le “classi” A, B, C del Protocollo Venezia. Le colonne A e B del 471 non hanno nulla a che vedere con i dragaggi e il riutilizzo e lo smaltimento dei relativi fanghi in quanto riguardano espressamente i suoli (e i sedimenti lagunari non sono suoli in quanto disciplinati dal decreto legge 152/99). Invece secondo il Protocollo in fanghi di classe A si può fare uso senza alcuna restrinzione in laguna e aree interne limitrofe, i fanghi di tipo B vanno conferiti in aree protette dall’erosione e solo occasionalemnte oggetto di sommersione. Quelli di tipo C non devono mai venire in contatto con acque lagunari e solo i fanghi oltre il tipo C vanno conferiti in discarica».
Francesca Artico
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