DOMENICA, 17 AGOSTO 2003

Messaggero Veneto
DOMENICA, 17 AGOSTO 2003
Pagina 14 - Udine

San Giorgio di Nogaro. L’iniziativa porta le firme anche di due consiglieri comunali di Torviscosa e Aquileia e dei rappresentanti dei comitati

Tubone, diffida del Wwf contro le sanatorie
Il documento indirizzato all’assessore Loreto Mestroni e alla giunta provinciale

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SAN GIORGIO DI NOGARO. Iniziativa congiunta di ambientalisti, Wwf e alcuni consiglieri comunali della Bassa nei confronti dell’assessore provinciale all’ambiente Loreto Mestroni e della giunta provinciale udinese, ai quali è indirizzata una
diffida dal concedere autorizzazioni in sanatoria agli impianti non autorizzati (attualmente sotto sequestro) del Consorzio depurazione laguna e dal concedere autorizzazioni allo smaltimento di rifiuti liquidi non compatibili (per esempio i percolati di discarica) negli impianti di depurazione biologici del Consorzio.


Diffidano inoltre il presidente della giunta regionale, Riccardo Illy, dal promulgare qualsivoglia tipo di provvedimento legislativo o atti amministrativi a consentire l’autorizzazione in sanatoria degli impianti rifiuti realizzati senza Valutazione di impatto ambientale (Via) e in particolare atti dello stesso genere della nota «ordinanza del presidente della giunta regionale del giugno 1998 (Cruder), in quanto gli stessi risulterebbero palesemente illegittimi poichè la sentenza della Corte di Cassazione Penale, del dicembre 2002, ha dichiarato tale ordinanza di fatto nulla».

Dunque, dopo l’invio della diffida da parte del Consorzio depurazione laguna all’assessore Mestroni per non aver avviato le pratiche inerenti le autorizzazioni al trattamento dei rifiuti liquidi, inoltrata dal Tubone all’ente provinciale nel gennaio 2002, il presidente del Wwf regionale, Vinicio Collavino (che si è costituito parte civile nel procedimanto contro il Consorzio depurazione Laguna), i consiglieri comunali di Torviscosa, Mareno Settimo, e di Aquileia, Renato Iacumin, e i rappresentanti dei comitati ambientalisti della Bassa Friulana, Paolo De Toni per San Giorgio di Nogaro, Giorgio Guzzon per Muzzana e Giampaolo Chendi per Cervignano, passano al contrattacco inviando a loro volta un diffida contro l’ipotesi di una sanatoria.

Invitano inoltre i sindaci (15) dei comuni soci del Consorzio e il presidente della Regione a rivedere le politiche dello stesso adattandole alle esigenze del territorio (solo ed esclusivamente depurazione delle acque reflue provenienti dalla rete fognaria) «e non a farlo evolvere in polo smaltimento rifiuti provenienti da tutta Italia con gravi ripercussioni per l’ambiente e la salute pubblica in un territorio già gravemente compromesso dal punto di vista ambiantale».

«Invitiamo i sindaci associati e il presidente della Regione - si legge nel documento - a costituirsi parte civile contro il Consorzio se verrà definitivamente provato lo stato di inquinamento dell’ambiente marino».

«Inoltre chiediamo agli stessi sindaci di intimare allo stesso Consorzio l’adeguamento delle tariffe di depurazione alle industrie allacciate ai loro reali carichi inquinanti avviati alla depurazione, e di chiedere al Consiglio di amministrazione del Tubone la restituzione dei canoni di depurazione dellutenza civile riguardante i cittadini non allacciati alla fognatura consortile».

Francesca Artico

Commento
A cura di
ecologiasociale.org

L' iniziativa parte dai Comitati Ambientali della Bassa Friulana che si occupano della vicenda da 15 anni (da quando il tubone fu progettato nel 1988). La formulazione di questa diffida, contro Provincia di Udine e Regione FVG, dopo il voto in IV Commissione favorevole alle sanatorie e la diffida del Tubone contro l'Assessore Provinciale all'Ambiente, perchè non ha avviato l'iter per gli impianti abusivi del Consorzio Depurazione Laguna, ha trovato, come in altre occasioni, l'appoggio del WWF che, contrariarmente a Legambiente, su questi temi si sta comportando correttamente. E' il caso di ricordare che Legambiente, attraverso la Presidente Regionale Elena Gobbi (già consigliere regionale di RC) e il neo funzionario della regione FVG, Enzo Volponi, di fatto appoggia a la lobby del Tubone. In particolare Enzo Volponi che è stato Assessore a S. Giorgio di Nogaro dal 1993 al 1998 ha sempre fiancheggiato l'operato di Gianfranco Turchetti arrivando perfino a querelare un ambientalista locale (Giorgio Milan) per attacchi alla sua politica. Peraltro Il Milan è stato poi assolto. Dal '95 ad oggi le querele contro gli ambientalisti locali da parte di Consorzi, Sindaci, Provincia, e politici vari sono state numerosissime. Lo scontro in atto è di una portata gigantesca e non sono tollerabili interferenze politiche di gente che per ignoranza, inconsapevolezza od opportunismo faccia il gioco delle lobby che da anni stiamo combattendo.
Si tratta di una vicenda estremamente grave, ma anche molto istruttiva, perchè in Regione i nemici più più pericolosi sono proprio la falsa sinistra e il falso ambientalismo oramai diventati servi degli industriali.
E' incredibile ma in questi anni a livello regionale i verdi sono stati sempre o di poco aiuto o una effettiva controparte e non di rado sono serviti per riciclare qualche personaggio politico in cerca di posizionamento personale o per altre finalità. Anche quando erano in buona fede non c'è mai stato in Regione un verde che abbia capito qualcosa di questioni ambientali e dei giochi politici-economici che ci stanno dietro. Chi non e ancora consapevole su come funzionino le cose in questa Regione è bene che lo diventi o che si tiri da parte. Viceversa chi è attivo, presente e radicato sul territorio sa bene cosa fare e non è certo disposto a farsi rovinare anni e anni di lavoro politico dagli opportunisti di turno. Questa è la sostanza delle questioni. Tutto il resto sono schermaglie per ragazzotti senza arte nè parte in cerca di visibilità, ruolo politico e potere.

Alcune riflessioni sulla metodologia delle lotte ecologiche

Non è una questione di "antagonismo" o "legalitarismo" in quanto in campo ecologico le problematiche si pongono in termini sostanzialmente diversi. Il problema è la chiarezza e la coerenza politica e scientifica dell'approccio, che non si inventa dall'oggi al domani. Come abbiamo potuto constatare in quindici di anni di esperienza locale, solo la continua verifica sul campo è in grado di individuare la migliore linea di azione e il superamento in positivo delle contraddizioni. Le battaglie politiche sui temi ambientali devono oltretutto svilupparsi in un contesto di conoscenze tecniche e giuridiche in permanente evoluzione, senza le quali diventano sterili e strumentali. Le lotte ambientali non possono assolutamente essere utilizzate per sceneggiature mediatiche al fine di crearsi visibilità sui mezzi di informazione. Richiedono pazienza in quanto sono battaglie di trincea e non devono essere abbandonate neanche quando si sono perse. L'ecologia richiede inoltre una mentalità eco-politica tuttora del tutto assente anche nei movimenti politici più recenti. Per esempio per lo sviluppo di un approccio politico coerente, pluralista ed efficacie è assolutamente essenziale il carattere locale e radicato in maniera permanente nel territorio. Chi abita in un luogo deve agire in coerenza alla conoscenza e coscienza del luogo stesso. Successivamente la fase di coordinamento è un momento molto delicato perchè in essa entrano in gioco fattori molto eterogenei e difficilmente componibili con il rischio che compaia sempre una qualche forma di progetto egemonico peraltro scarsamente fondato dal punto di vista dei contenuti. Quindi ciò che conta innazitutto è la consistenza delle analisi tecnico scientifiche delle singole questioni. Diversamente da tutti gli altri movimenti, quelli ecologisti hanno alla base la condivisione e il riconoscimento della centralità della elaborazione tecnico scientifica delle problematiche. Senza questa condizione sono destinati al nulla.


Sabato 23 agosto
articolo del Gazzettino
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