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GIOVEDÌ, 19 AGOSTO 2004 Pagina 14 - Udine
SAN GIORGIO
Consorzio depurazione: polemiche sulla nomina di Luisa De Marco alla carica di presidente
SAN GIORGIO DI NOGARO. Lindicazione di Luisa De Marco alla presidenza del consorzio depurazione laguna di San Giorgio di Nogaro, dimostra, a fronte della sconfitta elettorale che la sua lista ha subito alle recenti amministrative di Muzzana, la determinazione del potere consociativo Ds - Forza Italia. Questi due partiti, in apparenza alternativi fra di loro, in realtà nella Bassa friulana costituiscono un unico e organico comitato di affari. Così Paolo De Toni, in rappresentanza del mondo ambientalista della Bassa, commenta la notizia ormai ufficiosa sullaccordo trasversale sul nome della De Marco alla presidenza del Tubone. Lambientalista sostiene che lex sindaco, ormai «privo di qualsiasi legittimità politica», è persona non idonea a capire le problematiche strutturali ed ambientali del territorio, «quindi per ambizione di potere garantirà la continuità con la precedente catastrofica gestione del Consorzio».
«Se le decisioni politiche per le nomine al Tubone- evidenzia De Toni- comè noto, vengono prese dallasse Duz- Galasso, quelle operative dal canto loro sono originate nellufficialità dal consiglio di amministrazione e dallassemblea dei soci, ma sono gestite da personaggi che negli interstizi amministrativi (vedasi Gregoris) e pseudotecnici (vedasi Florit) hanno in mano leffettiva programmazione e realizzazione delle scelte strategiche del Consorzio».
In una cosa la De Marco supererà luscente Turchetti: il tentativo, feroce, di far passare lacquedotizzazione e chiudere i pozzi artesiani e ciò in sintonia con Matassi (ora allArpa) e lassessore regionale Moretton, le cui intenzioni in merito sono esplicite.
Unaltra cosa va osservata, se i Ds ora premono per luscita rapida di scena di Turchetti, senza aspettare la fine del mandato, è perchè probabilmente hanno avuto informazioni sufficenti sui tempi e le modalità di chiusura dellinchiesta della magistratura, peraltro troppo lunga e poco incisiva a fronte dei reati che sembrano profilarsi.
Lambientalista sostiene che San Giorgio e tutta la Bassa usciranno pesantemente penalizzati da una scelta di questo genere che rappresenta il consolidamento della parte peggiore della politica locale.
Evidenzia che questo non significa che lalternativa alla De Marco «sia rappresentata da Occhioni», ma che essa consiste prioritariamente nella definizione di un programma che vada incontro alle esigenze dellambiente e dei cittadini e che, per esempio, «risolva in maniera chiara il problema del costo degli allacciamenti alla fognatura separata che, come lo definì il vicesindaco sangiorgino, Luciano Bonetto, è una bomba ad orologeria.
Per i cittadini deve essere chiaro che le responsabilità principali sono sempre i sindaci soci del Consorzio».
Francesca Artico
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Il testo integrale del comunicato
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L'indicazione di Luisa De Marco alla Presidenza del tubone, dimostra, a fronte della sconfitta elettorale che la sua lista ha subito alle recenti elezioni Comunali di Muzzana, la determinazione del potere consociativo DS-Forza Italia. Questi due partiti, in apparente alternativa fra loro, in realtà nella bassa friulana costituiscono un unico e organico "comitato di affari". La De Marco, oramai priva di qualsiasi legittimità politica, è persona totalmente incapace a capire le problematiche strutturali ed ambientali dal territorio, quindi per ambizione ed interesse di potere personale garantirà la continuità con la precedente catastrofica gestione del Consorzio. Se le decisioni politiche per le nomine nel Tubone come è noto vengono prese dall'asse Duz - Galasso, quelle operative dal canto loro non sono originate nella ufficialità del CdA e/o della assemblea dei Soci ma sono gestite da quei personaggi che negli interstizi amministrativi (vedasi Gregoris) e pseudotecnici (vedasi Florit) hanno in mano l'effettiva programmazione e realizzazione delle scelte strategiche del Consorzio. In una cosa la De Marco supererà in peggio l'uscente Turchetti e cioè nel tentativo feroce di far passare l'acquedottizzazione e chiudere i pozzi artesiani e ciò in sintonia con Matassi (ora all'Arpa) e l'Assessore regionale Moretton le cui intenzioni in merito sono esplicite. Un' altra cosa va osservata: se i DS ora premono per una uscita di scena rapida da parte di Turchetti, senza aspettare la fine del mandato, è perché probabilmente hanno avuto informazioni sufficienti sui tempi e le modalità di chiusura dell'inchiesta della Magistratura, inchiesta che peraltro si è rivelata assolutamente troppo lunga e poco incisiva a fronte della portata dei reati che sembrano profilarsi. Certo, da una Procura che, 12 anni fa, ai tempi di tangentopoli, non ha minimamente scalfitto il Biasuttismo, non ci si poteva aspettare un repulisti generale nella situazione attuale. Ma nonostante ciò, il quadro oggettivo derivante della inchiesta pare essere particolarmente pesante per cui si tenta la classica soluzione del capro espiatorio (e per di più a "bassa intensità") per limitare quanto più possibile i danni politici, quando invece le responsabilità sono generalizzate ed il sistema delle connivenze e degli interessi in gioco è non è certo limitabile ad un'unica persona. Inutile dire che S. Giorgio di Nogaro e tutta la bassa friulana ne usciranno pesantemente penalizzati da una scelta di questo genere che rappresenta il consolidamento della parte peggiore della politica locale. Ciò non significa che l'alternativa alla De Marco sia rappresentata da Occhioni, ma che essa consiste prioritariamente nella definizione di un programma che vada incontro alle esigenze dell'ambiente e dei cittadini e che per esempio risolva in maniera chiara il problema del costo degli allacciamenti alla fognatura separara, che, come lo ha definito il vicesidaco di S. Giorgio Luciano Bonetto, è una "bomba ad orologeria" . Ai cittadini deve essere chiaro che comunque la responsabilità principale è sempre dei Sindaci che costituiscono il Consorzio
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La risposta: le solite sciocchezze di Paviotti
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VENERDÌ, 20 AGOSTO 2004
Pagina 15 - Udine
Paviotti: sul Consorzio troppe polemiche
CERVIGNANO. Situazione sempre più critica per il Consorzio depurazione laguna, al quale è stata negata dalla Provincia di Udine lautorizzazione allo svolgimento delle attività di depurazione delle acque. Autorizzazione che darebbe, inoltre, il via libera al dissequestro dellimpianto. Secondo il sindaco di Cervignano, Pietro Paviotti, si tratta di un cambio di direzione inatteso e dannoso da parte dellente intermedio. «È chiaro - spiega il primo cittadino - che la situazione, a questo punto, diventa particolarmente difficile e che si sovrappongono due ordini di problemi: in primio luogo la sopravvivenza del consorzio, che è subordinata alla possibilità di riprendere una operatività che garantisca introiti sufficienti a mantenere un equilibrio di bilancio. Nessuna azienda pubblica o privata può sopravvivere con un taglio improvviso dei due terzi delle entrate. La seconda è la questione occupazionale con il rischio di dover incidere sulle spese del personale. È proprio questo, un punto che ci preoccupa fortemente e sul quale siamo impegnati a trovare soluzioni compatibili con lattuale situazione dellente».
Ma Paviotti non se la prende solo con la Provincia di Udine e punta il dito anche contro chi, avvalendosi dei mezzi di comunicazione, lascia trapelare «palesi inesattezze - dice il sindaco - oltre che notizie o dichiarazioni prive di qualsiasi fondamento».
Paviotti dichiara, infatti, che «non corrispondono assolutamente al vero illazioni su accordi di tipo trasversale sul nome del futuro presidente e non capisco peraltro a chi giovi continuare a gettare fango, instillare dubbi, creare un clima negativo su un ente già carico di problemi. Certamente non alle amministrazioni comunali e tanto meno ai loro cittadini che sono, in ultima analisi, i proprietari del consorzio e che hanno il solo interesse a vederlo funzionare e a non produrre perdite. Posso garantire che i sindaci stanno lavorando in questo senso, con serietà e senso di responsabilità».
Norman Rusin
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