MV LUNEDÌ, 10 LUGLIO 2006 Pagina 18 - Udine

Gli anarchici, dopo l’ultimo concerto di sabato, si sono trasferiti nell’edificio già occupato in via Scalo Nuovo, ma sperano in una nuova sede

Via Volturno senza Csa, si farà l’asilo

L’assessore regionale Del Piero apprezza l’atteggiamento degli occupanti: sono stati responsabili

Le palazzine liberty di via Volturno che per più di 19 anni hanno ospitato il Centro sociale auto-gestito (Csa) sono state liberate. E la Regione tira un sospiro di sollievo. «Gli occupanti – commenta l’assessore regionale al bilancio, Michela Del Piero – hanno capito le nostre esigenze e hanno tenuto un atteggiamento responsabile nei nostri confronti, prendendo coscienza del fatto che le tempistiche dei lavori per la realizzazione dell’asilo aziendale richiedevano di lasciare libere le palazzine». E così è stato, anche se tra Regione e occupanti, chiarisce la Del Piero, «non c’è stato alcun accordo».
Sabato sera si è tenuto l’ultimo concerto organizzato dagli anarchici nella storica sede del Csa. E ieri gli occupanti abusivi hanno abbandonato definitivamente lo stabile per trasferirsi nella nuova sede del Csa in via Scalo nuovo. Nel corso di questa settimana le palazzine saranno ripulite e i tecnici incaricati dalla Regione avranno modo di effettuare i rilievi del caso. Da lunedì 17 luglio inizieranno i sopralluoghi di chi vorrà partecipare al bando per la realizzazione dell’asilo aziendale che sarà utilizzato dai figli dei dipendenti regionali. Proprio davanti alle palazzine, infatti sta sorgendo il grande edificio che ospiterà gli uffici udinesi della Regione.
Alla fine dell’estate potrebbero già iniziare i primi interventi sulle palazzine, che comunque non stravolgeranno l’attuale struttura architettonica: la novità principale dell’intervento, il cui costo dovrebbe aggirarsi intorno al milione e 400 mila euro sarà il collegamento sotterraneo che unirà le due strutture liberty.
Da ieri, gli occupanti del Csa che dal 2 giugno hanno occupato abusivamente lo stabile di via Scalo nuovo 13, a poche centinaia di metri da piazzale Cella, hanno trasferito definitivamente la sede del Centro. Dopo averlo ripulito gli attivisti del movimento anarchico hanno trasformato quello che anni fa veniva utilizzato dalle Ferrovie come alloggio per i dipendenti in un nuovo polo culturale alternativo. Ma molto probabilmente si tratterà di una soluzione temporanea. «L’importante per noi era mantenere l’attività di autogestione – spiega Paolo De Toni, uno dei primi occupanti del Csa di via Volturno – e da questo punto di vista lo stabile di via Scalo nuovo è prefetto. Da quando siamo lì, abbiamo organizzato proiezioni, dibattiti, mostre e varie iniziative. Però gli spazi non sono adeguati per i concerti. Per adesso abbiamo suonato dal vivo un’unica volta e per non disturbare nessuno abbiamo finito tutto alle 23, ma è chiaro che in futuro sarebbe meglio trovare un’altra sistemazione«. L’ipotesi più probabile è quella delle caserme dismesse. «Speriamo che i tempi per il trasferimento della proprietà al Comune non siano troppo lunghi – conclude De Toni – anche perché non vorremmo perdere un’attività musicale che prosegue invariata da più di 19 anni. Molti dei ragazzi che sabato sono venuti a sentire l’ultimo concerto punk in via Volturno, non erano nemmeno nati nel 1987 quando è cominciato tutto». Come dire che la tradizione anarchica udinese è ancora viva. E non intende scomparire.
Cristian Rigo

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