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DOMENICA, 07 NOVEMBRE 2004 Pagina 9 - Gorizia
«Ci sono tutti gli estremi per il sequestro del Cpt»

GRADISCA

Il Coordinamento libertario protesta in piazza Unità

GRADISCA. Sequestrare il Centro permanenza temporanea è possibile. Ad affermarlo è il Coordinamento libertario contro i Cpt che ieri mattina è sceso in piazza Unità per sensibilizzare istituzioni, forze politiche e cittadinanza sulla necessità di avviare una nuova e più efficace battaglia per impedire la realizzazione della struttura.
«C’è la possibilità di operare il sequestro dei cantieri e del sito per l’inosservanza di alcune norme», afferma il rappresentante del Coordinamento, Paolo De Toni, autore anche dell’esposto presentato in Procura in cui si denunciavano alcune violazioni nell’esecuzione dei lavori nell’ex caserma “Polonio”. «In particolare c’è la legge 471 sui siti potenzialmente inquinati che prevede, in casi come quello riguardante la riconversione della struttura militare in centro di permanenza temporanea, la caratterizzazione dell’area, ovvero, degli esami approfonditi sul terreno per verificare che non ci siano sostanze inquinanti – spiega De Toni –
e c’è anche la questione dell’amianto per la quale il sindaco Tommasini aveva interessato l’Ass Isontina che però, come lui stesso ha ammesso, non ha mai fornito in merito una risposta».
L’ambientalista, però, si spinge oltre: «Da quanto mi risulta, l’Azienda sanitaria avrebbe chiesto di poter effettuare un sopralluogo nell’ex caserma, ma la Prefettura lo avrebbe impedito. Ho chiesto a Tommasini se questa notizia corrisponda al vero, ma ha risposto di non saperne nulla».
Ieri i partecipanti alla manifestazione, che hanno distribuito 500 volantini alla popolazione, hanno insistito sulla necessità di avere chiarimenti su questi aspetti e di sapere a che punto siano le indagini della Procura sulla vicenda.
Nel mirino sono finiti anche i politici locali, dal sindaco al presidente della Provincia, Brandolin, allo stesso governatore Illy, accusati di avere un comportamento troppo «accondiscendente» nei confronti del ministro Pisanu: «Si ostinano a credere che nel Cpt di Gradisca finiranno solamente gli immigrati clandestini del Nord-Est – rimarca De Toni –, mentre invece sappiamo benissimo che questa struttura svolgerà un ruolo strategico per quanto riguarda l’immigrazione italiana del prossimo futuro. Arriveranno qui anche i clandestini di Lampedusa – prevede De Toni –, perché il fenomeno avrà un nuovo forte impulso nei prossimi anni, a causa di guerre, carestie e problemi climatici, ma non soltanto. Il Cpt di Gradisca, a quanto mi risulta, non rimarrà l’unica struttura di questo tipo in regione, ma sarà seguìto da altre proprio per il fatto che qui la protesta delle istituzioni è soltanto di facciata e alla fine il governo riesce a imporre qualsiasi cosa». (p.a.)