Anche l’ambientalista De Toni chiede
la chiusura dell’impianto «Il mercurio c’è, ormai è sicuro»
Gli ambientalisti sono preoccupati ogni giorno di
più per la situazione alla Caffaro. Paolo De Toni, uno dei
leader ecologisti, che da tempo ormai si batte per fare luce
sui problemi di inquinamento della zona, torna alla carica.
«Torviscosa come Brescia? Il grado di contaminazione
ambientale delle Industrie chimiche Caffaro di Torviscosa –
spiega – è sicuramente elevato da molti punti di vista ed è
impossibile affrontarli tutti nello stesso tempo. Un problema
che però appare inequivocabilmente chiarito è quello
dell’inquinamento da mercurio derivante dell’impianto
cloro-soda funzionante con celle tipo “De Nora”, che se non
sono messe in sicurezza, e a Torviscosa non lo sono, hanno
emissioni di mercurio permanenti in atmosfera, com’è
dimostrato dai biomonitoraggi con i licheni». «Dopo
l’incidente di alcuni mesi fa – aggiunge De Toni –, è emersa
nuovamente questa emergenza ambientale che pareva accantonata
dai tempi degli scarichi di mercurio in laguna negli anni
Sessanta. Le analisi recentemente effettuate dall’Arpa sui
terreni interni allo stabilimento mostrano valori di
concentrazioni di mercurio anche 100 volte superiori ai limiti
di legge per terreni industriali. Non avendo denunciato il
sito contaminato, la Caffaro si trova inevitabilmente in
violazione di legge, pertanto l’impianto cloro-soda è a
rischio di sequestro da parte della magistratura, che
necessariamente si deve interessare del caso». «Più in
generale, la vicenda di Brescia è l’occasione per richiedere
un’analisi completa della contaminazione ambientale, ma anche
sui danni alla salute della popolazione e delle maestranze sia
per quanto riguarda il passato sia per i rischi derivanti
dalle nuove produzioni». Come si ricorderà, la chiusura del
reparto cloro-soda è stata chiesta, a suo tempo, anche dal
consigliere comunale di minoranza Mareno Settimo, che, alla
fine di giugno, aveva presentato al sindaco una mozione per la
revoca immediata alla Caffaro dell’autorizzazione alla
produzione del cloro-soda. Ma finora la richiesta di Settimo è
caduta nel vuoto. R.Pr.
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