Articolo tratto dal Messaggero Veneto del 15 agosto 2001. Cronaca provinciale Udine
     


Anche l’ambientalista De Toni chiede la chiusura dell’impianto
«Il mercurio c’è, ormai è sicuro»


Gli ambientalisti sono preoccupati ogni giorno di più per la situazione alla Caffaro.
Paolo De Toni, uno dei leader ecologisti, che da tempo ormai si batte per fare luce sui problemi di inquinamento della zona, torna alla carica. «Torviscosa come Brescia? Il grado di contaminazione ambientale delle Industrie chimiche Caffaro di Torviscosa – spiega – è sicuramente elevato da molti punti di vista ed è impossibile affrontarli tutti nello stesso tempo. Un problema che però appare inequivocabilmente chiarito è quello dell’inquinamento da mercurio derivante dell’impianto cloro-soda funzionante con celle tipo “De Nora”, che se non sono messe in sicurezza, e a Torviscosa non lo sono, hanno emissioni di mercurio permanenti in atmosfera, com’è dimostrato dai biomonitoraggi con i licheni».
«Dopo l’incidente di alcuni mesi fa – aggiunge De Toni –, è emersa nuovamente questa emergenza ambientale che pareva accantonata dai tempi degli scarichi di mercurio in laguna negli anni Sessanta. Le analisi recentemente effettuate dall’Arpa sui terreni interni allo stabilimento mostrano valori di concentrazioni di mercurio anche 100 volte superiori ai limiti di legge per terreni industriali. Non avendo denunciato il sito contaminato, la Caffaro si trova inevitabilmente in violazione di legge, pertanto l’impianto cloro-soda è a rischio di sequestro da parte della magistratura, che necessariamente si deve interessare del caso».
«Più in generale, la vicenda di Brescia è l’occasione per richiedere un’analisi completa della contaminazione ambientale, ma anche sui danni alla salute della popolazione e delle maestranze sia per quanto riguarda il passato sia per i rischi derivanti dalle nuove produzioni».
Come si ricorderà, la chiusura del reparto cloro-soda è stata chiesta, a suo tempo, anche dal consigliere comunale di minoranza Mareno Settimo, che, alla fine di giugno, aveva presentato al sindaco una mozione per la revoca immediata alla Caffaro dell’autorizzazione alla produzione del cloro-soda. Ma finora la richiesta di Settimo è caduta nel vuoto.
R.Pr.