Torviscosa




MV DOMENICA, 20 FEBBRAIO 2005 Pag17 - Udine

Travanut (Ds): impensabile lo smantellamento di un patrimonio economico di interesse nazionale

Caffaro: chiesto un tavolo di crisi

La questione in un consiglio congiunto dei Comuni coinvolti

Riunione della Margherita a Malisana
TORVISCOSA. Partono le iniziative politiche a sostegno della grave situazione occupazionale della Caffaro di Torviscosa. Mentre le minoranze consiliari di Torviscosa e San Giorgio di Nogaro all’unanimità chiedono, ai rispettivi sindaci, la convocazione urgente di un consiglio comunale congiunto «per intraprendere tutte le iniziative possibili a tutela dell’occupazione del territorio della Bassa Friulana», si attivano su diversi fronti gli interventi dei politici locali.
Mauro Travanut, consigliere regionale Ds che recentemente ha presentato un’interrogazione in consiglio regionale in merito, ricorda come tutto nasca da «un’operazione da tutti accettata con spirito collaborativo, altrimenti non sarebbe avvenuto nulla, per realizzare la nuova centrale, fonte di ricchezza per la ristrutturazione e la bonifica di tutto il sito Caffaro. Nel 2003 viene sottoscritto un accordo, che aveva già il sigillo regionale, per la ristrutturazione della Caffaro con la realizzazione del nuovo soda cloro che - evidenzia - ottiene l’avallo del Ministero, della Regione, della Provincia, dei Comuni e dell’Azienda.
Per noi Ds è inaccettabile che si coinvolgano tanti comuni in un progetto per poi disattenderlo: deve emergere chi è responsabile di questo e trovare soluzioni alternative. Non è pensabile che dall’oggi al domani si smantelli un sito di interesse nazionale, quindi un patrimonio economico e sociale di vaste proporzioni».
Travanut si dice preoccupato perchè si è stati messi davanti al fatto compiuto, ma ritiene che un’azione istituzionale debba essere avviata per trovare una soluzione «a fronte di una classe imprenditoriale non all’altezza dei compiti e dei patti sottoscritti».
Il consigliere regionale propone l’attivazione di un tavolo di vaste proporzioni che coinvolga il governo nazionale «per la salvaguardia di un’importante produzione qual è la chimica, la tutela del lavoro e dell’occupazione, e un progetto industriale all’altezza dei compiti, sono elementi imprescindibili per il futuro della chimica».
La costituzione di un tavolo di crisi è anche l’obiettivo della Margherita, riunitasi ieri a Malisana di Torviscosa per affrontare la situazione della Caffaro.
Nella riunione torviscosina Ivano Strizzolo ha ribadito la necessità di creare questo tavolo che coinvolga sindacati, associazioni imprenditoriali, forze politiche, Comuni della Bassa, Provincia e Regione: «solo così sarà possibile avere il peso politico e istituzionale indispensabile per trovare una soluzione positiva rispetto agli annunciati tagli occupazionali e il ridimensionamento dei progetti di crescita industriale del polo di Torviscosa.
Il mancato impegno della Caffaro, a fronte dei congrui introiti derivati dalla cessione dei diritti della centrale a Edison viene denunciato anche dalla lista “Sinistra per Torviscosa” che si dichiara disponibile a ogni azione per la salvaguardia dell’occupazione.
Francesca Artico
Commento
Ecco il tavolo degli imbecilli
che prima hanno svenduto il territorio per un piatto di lenticchie e che ora si sorprendono che la Snia gli abbia beffati. Figuriamoci se la Caffaro andava ad investire il denaro fresco, derivante dalla vendita della autorizzazione della mega centrale a turbogas alla Edison, per la bonifica di un sito totalmente inquinato e moribondo. Infatti la Società si è poi trasformata in S.r.l. ed ha iniziato la fuga e lo smantellamento.
Tutto ciò è una conseguenza logica dello stato di cose e dello scontro storico-sociale ed ambientale che si è creato negli ultimi quindici anni nella bassa friulana. Ci dispiace per gli operai ma che la Caffaro chiuda è per noi anche motivo di soddisfazione benchè amara.
Ma la verità non è mai completamente dolce per nessuno. Solo che c'è chi sa guardare la realtà in faccia e chi mette la testa sotto la sabbia. Ed è da questo ultimo metodo che si generano i guai peggiori