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MARTEDÌ, 01 MARZO 2005 Pagina 9 - Udine Crisi Caffaro, un appello al governo I sindacati: salvare la chimica a Torviscosa, siamo pronti alla mobilitazione generale Ieri uno sciopero di 8 ore contro gli esuberi annunciati Lassessore Bertossi venerdì incontrerà i vertici del gruppo di ANTONIO SIMEOLI TORVISCOSA. Gli accordi per la bonifica ambientale e il parallelo sviluppo del polo chimico di Torviscosa erano stati siglati quasi tre anni fa al Ministero dellindustria. Ora lo stesso ministero deve scendere in campo per far rispettare quegli accordi e garantire la sopravvivenza della chimica a Torviscosa. Lo hanno ribadito ieri mattina davanti allo stabilimento della Caffaro oltre trecento tra lavoratori (provenienti da diverse aziende della Bassa), sindacalisti, sindaci e rappresentanti istituzionali. Il freddo pungente non ha per nulla inceppato la macchina organizzativa dei sindacati che avevano dato appuntamento agli operai dalle 5.30 del mattino. Man mano che il sole si alzava, il piazzale di fronte allazienda è stato raggiunto dai protagonisti della manifestazione (presenti anche molti lavoratori delle aziende della zona, anche metalmeccaniche). Tutti per ribadire che la chimica a Torviscosa deve continuare a essere un punto di riferimento per leconomia della Bassa. Tutti per ribadire che la Caffaro deve rispettare gli accordi presi, completare la riqualificazione ambientale e avviare gli investimenti annunciati al Ministero delle attività produttive tre anni fa. «Nel 2002 - hanno detto i rappresentanti provinciali di categoria di Cgil-Cisl e Uil, Emiliano Giareghi, Augusto Salvador, Alessandro Tomba avevamo accettato 101 esuberi pur di avere garanzie sugli investimenti. Ora dalla proprietà abbiamo appreso che non ci saranno investimenti e che invece cominceranno presto gli esuberi: ne sono già stati annunciati 32 per laccorpamento dei alcuni reparti. Poi i problemi interesseranno la sezione ricerche (21 addetti), la centrale (30 dipendenti), la soda-cloro (50 addetti). Dobbiamo fermare lemorragia, la partita è iniziata con un primo sciopero di 8 ore». «Stiamo però pensando - hanno detto Natalino Giacomini, segretario provinciale della Cgil e Roberto Muradore della segreteria provinciale Cisl - innanzi tutto a una mobilitazione generale che coinvolga tutte le imprese della Bassa. La Caffaro in questa vicenda sta dimostrando un cinismo senza precedenti. Prima ha beneficiato delle strutture create dal pubblico, vedi il Tubone, poi ha annunciato un forte ridimensionamento che potrebbe essere lanticamera alla dismissione totale. Chiediamo lintervento delle istituzioni, a partire dal Governo, perché leconomia della Bassa non può fare a meno della chimica a Torviscosa». «Dobbiamo mobilitarci tutti per difendere il sito - ha detto lassessore provinciale al lavoro, Fabrizio Cigolot (presenti alla manifestazione anche il presidente, Marzio Strassoldo nonché lassessore, Paride Cargnelutti) - unarea che rappresenta la storia della chimica in Italia e che va difesa e anzi potenziata». E ci ha pensato il sindaco di Torviscosa, Roberto Duz a dare una scossa ai lavoratori davanti allazienda dichiarando senza mezzi termini: «il reparto soda-cloro è una risorsa per questo stabilimento e dovremo difenderlo con tutte le nostre forze facendo uscire allo scoperto la Snia, vera padrona dello stabilimento. Il territorio in questi anni ha dato tanto alla Caffaro, che non può ora annunciare il proprio disimpegno come se nulla fosse». Lavoratori e sindaci chiamano, dunque, in causa Stato e Regione. E lassessore regionale alle attività produttive, Enrico Bertossi, ieri pomeriggio ha annunciato che venerdì incontrerà i vertici della Caffaro (che vedranno seperatamente anche sindaco Duz, Assindustria e Provincia). Sindacati e sindaci fanno bene a tenere alto il livello dellattenzione perché lazienda non può dare risposte evasive e deve confermare limpegno, ribadito a me in un incontro di 20 giorni fa, di fare di Torviscosa il polo unico della chimica fine del gruppo, di completare la bonifica ambientale e di non chiudere il reparto cloro-soda prima che nuove attività si siano insediate nelle aree bonificate». Difficile che unazienda con 25 milioni di euro di buco allanno possa investire i 50 milioni per il nuovo stabilimento cloro-soda promessi nel 2002. Ma quello stabilimento non doveva essere il fulcro della rinascita del polo chimico di Torviscosa? |
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| MARTEDÌ, 01 MARZO 2005 Pagina 9 - Udine Il sindaco: traditi dalla Snia Roberto Duz: è stato disatteso laccordo del 2002 Moretti (Fi): incontrerò i ministri Marzano e Matteoli TORVISCOSA. «Aspettiamo risposte dalla Caffaro. Le aspettiamo presto, per sapere se il progetto industriale per Torviscosa sta ancora in piedi». Il sindaco di Torviscosa, Roberto Duz non ha avuto mezzi termini ieri mattina davanti agli operai della Caffaro in sciopero. Confortato dalla presenza di oltre una dozzina di colleghi della Bassa e dai rappresentanti di Provincia e Regione ha puntato il dito sullazienda chimica «rea di essere pronta a rimangiarsi gli accordi fatti nemmeno tre anni fa». «Dove sono i progetti per la bonifica - ha continuato Duz - sono ancora validi? Torviscosa, ci avevano fatto credere, doveva essere un esempio da esportare di condominio industriale, ed ora?». Il condominio rischia di chiudere senza il padrone di casa, che ancora una volta ha cambiato il gruppo dirigente. «Per lennesima volta è accaduto - ha aggiunto Duz - non sappiamo con chi confrontarci alla Caffaro, anche se alla fine dietro la Caffaro sanno tutti che cè ancora il gruppo Snia. Chiediamo un impegno a tutte le istituzioni per far sopravvivere la chimica a Torviscosa, un centro nato per la fabbrica e che non può sopravvivere senza fabbrica. Lampia presenza di sindaci e rappresentanti di Regione e Provincia ci dà una grande forza. Ho chiesto un incontro a Illy e Bertossi per capire come la Regione intenda porsi nei confronti del sito». A dare man forte al sindaco di Torviscosa anche il collega di Cervignano, Roberto Paviotti. «I problemi sono comuni - spiega il sindaco - il potenziamento del polo chimico avrebbe dovuto rappresentare il volano per lo sviluppo della Bassa, sono stati fatti diversi investimenti per favorire la permanenza della chimica e ora dallazienda più rappresentativa ci sentiamo traditi». «La sopravvivenza del polo chimico di Torviscosa è vitale per leconomia di tutta la Bassa che da tempo scricchiola», ha detto il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Pietro Del Frate. «Sono anche uninsegnante - ha detto il sindaco di Porpetto, Cecilia Schiff - e sto constatando che le scuole sfornano giovani animati di una grande voglia di darsi da fare, di trovare un lavoro: lincertezza e la precarietà che regna nel mercato del lavoro per i giovani è un fardello difficile da sopportare». «Dobbiamo reagire - ha spiegato il sindaco di Campolongo al Torre, Gianni Cumin alle promesse disattese della proprietà, affinchè gli investimenti promessi vengano ralizzati». Lonorevole di Forza Italia, Danilo Moretti, augurandosi «una sinergia trasversale tra tutte le istituzioni per risolvere il problema Torviscosa» ha chiesto un incontro con i ministri Marzano e Matteoli. «La mia sensazione - ha detto il consigliere regionale Ds, Mauro Travanut - è che si stia sbriciolando il progetto chimica a Torviscosa e per evitare tutto questo il Governo non sta facendo nulla». Daccordo il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Kristian Franzil. Ennio Bolzan, invece, presidente della seconda commissione regionale (attività produttive) annuncia limminente convocazione di unaudizione con le parti interessate, in attesa che il Governo decida presto le sorti della chimica in Italia». Fortemente preoccupato «per il rischio di perdere unazienda storica, fucina di tantissime ditte della Bassa che per 70 anni ha fatto scuola» si è dichiarato il presidente del Consorzio Aussa Corno, Tullio Bratta. (a.s.)
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