MERCOLEDÌ, 03 SETTEMBRE 2003

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Dopo Tolmezzo e Gela

Metz non capisce niente neanche di questo problema

Pagina 14 - Udine


Tolmezzo. Il Tribunale amministrativo regionale accoglie il ricorso delle associazioni ambientaliste


Soddisfatta la portavoce di Italia nostra, Gaia Pallottino: sentenza esemplare, speriamo che faccia giurisprudenza L’avvocato Ceruti: annullate tutte le attività poste in essere


Il Tar si pronuncia contro il commissario alla Burgo
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TOLMEZZO. Il Tar del Friuli - Venezia Giulia ha emesso la sua sentenza: accolto il ricorso contro il commissario della Cartiera Burgo. Il Tar ha dato dunque ragione agli ambientalisti, che ormai da anni si battono contro il commissariamento dell’impianto di Tolmezzo. «È una sentenza esemplare – ha detto, raggiunta al telefono, Gaia Pallottino, portavoce nazionale di Italia Nostra –. Speriamo che questa decisione, emessa in tempi bui per i diritti ambientali, ma anche per quelli civili, possa fare giurisprudenza e divenire un precedente per altri casi».

È dunque grande la soddisfazione delle associazioni ambientaliste (in primis di Italia Nostra), che da anni si battono contro il commissariamento e quindi contro il provvedimento che dichiarava, aggirando le leggi ordinarie in materia ambientale, lo «stato di emergenza».

Facciamo un passo indietro. All’inizio del 2002 la Cartiera Burgo è sottoposta a sequestro preventivo perché l’azienda non ha ancora provveduto a costruire un depuratore che «riduca il carico inquinante che continua a essere scaricato direttamente nel fiume Tagliamento». Tuttavia, un mese dopo, la cartiera è dissequestrata in quanto il Consiglio dei Ministri dichiara lo «stato di emergenza» su richiesta dell’allora Presidente della Regione, Renzo Tondo.

Nel provvedimento il Governo non menziona alcuno stato di calamità che legittimi l’atto stesso, ma definisce l’emergenza, in modo generico, come «socio - ambientale». Come se non bastasse il Governo provvede anche a nominare un commissario straordinario: Tondo, già Presidente della Regione e già sindaco di Tolmezzo. Le associazioni ambientaliste insorgono, non solo perché nel 2002 l’impianto di depurazione non è stato ancora realizzato, ma anche perché la nomina di un commissario straordinario per le emergenze, cosiddette socio - ambientali, rischia di diventare una «facile scorciatoia», come l’ha definita l’avvocato di Italia Nostra Matteo Ceruti, per derogare alle leggi ambientali ordinarie e per conferire «a un solo soggetto poteri sproporzionati».

«Utilizzare provvedimenti di questo tipo – ha aggiunto Gaia Pallottino – è grave e lesivo di regole minimali di democrazia. Una cosa è impiegare i provvedimenti di emergenza per fare fronte a calamità naturali imprevedibili, come l’alluvione che si è abbattuta sulla vostra regione la scorsa settimana, un’altra è farne uso per questioni economiche anche abbastanza minimali, per situazioni che sono il frutto di cattiva amministrazione. Un provvedimento di questo tipo non può essere utilizzato arbitrariamente».

Adesso con la sentenza emessa da un «giudice lungimirante – ha continuato la portavoce di Italia Nostra – potremo cercare, anche assieme al Wwf, soluzioni adeguate per gli abitanti. Per i lavoratori di Tolmezzo». A questo proposito Gaia Pallottino ha riferito che Italia Nostra crede nel diritto al lavoro. Lavoro che dev’essere svolto in condizioni ottimali e non praticato con metodologie che fanno ammalare.

Soddisfazione per la pronuncia del giudice è stata espressa anche dall’avvocato che, per conto di Italia Nostra, ha portato avanti la causa. «La soddisfazione – ha detto l’avvocato Ceruti – nasce dal fatto che è stato accolto il motivo centrale del ricorso, cioè l’assenza di presupposti per l’applicazione della legge di protezione civile. È stata premiata la tenacia».

Nonostante questo, l’avvocato ha poi sottolineato come adesso si aprano nuovi problemi: «Tutto il lavoro, le attività poste in essere precedentemente sono state annullate dalla sentenza. Non solo, dunque la dichiarazione di emergenza, ma anche la nomina del commissario e tutti gli atti. Quindi, si sono aperti nuovi problemi amministrativi».

L’avvocato si è però detto sicuro che queste ulteriori questioni potranno essere risolte «attraverso un utilizzo attento degli strumenti ordinari, senza facili scorciatoie».

Mariateresa Bazzaro