Il perito: inquinamento rilevante
TOLMEZZO. Ripreso il processo Burgo. Stralciata la posizione dell’imputato Mauro Saro, che ha formulato la richiesta di patteggiamento, il giudice Marco Casavecchia, ha dato il via all’istruttoria con l’esame del consulente tecnico della Procura, l’ingegner Sante Cozzupoli di Milano. Questi è stato a lungo interrogato dal Pubblico ministero, Maria Elena Teatini, in relazione alle perizie da lui svolte durante le indagini.
Il perito ha inizialmente spiegato le modalità di funzionamento della Cartiera Burgo, la quale, com’è noto, provvede anche alla produzione di una parte della cellulosa necessaria per la fabbricazione della carta, a partire dal legno di abete, che viene trattato attraverso l’uso di determinate sostanze chimiche che poi vengono scaricate nei diversi flussi che si dipartono dallo stabilimento. E' stato chiarito che il flusso di sbianco e il flusso di condensa sono i più inquinanti, poiché contengono i solfiti, sostanze tossiche da cui derivano anche i miasmi che si diffondono nell’ambiente circostante e che ognuno di questi flussi ha una determinata portata d'acqua che successivamente viene convogliata nell’impianto di scarico predisposto all’interno della cartiera.
Nel corso dell’udienza il consulente si è soffermato su alcuni aspetti molto importanti, che sono emersi dalle ricerche e dagli studi da lui effettuati attraverso la visita dei luoghi e la consultazione della documentazione raccolta durante le indagini si in relazione allo stato di inquinamento sia alla corrispondenza intercorsa fra il Comune, la Provincia e la Regione, durante gli anni in contestazione. E’ emerso che la cartiera aveva ricevuto l’autorizzazione da parte del Comune a scaricare le acque nella fognatura comunale affinché le stesse venissero trattate dal depuratore comunale provvedendo, in ogni caso, prima di effettuare gli scarichi, al controllo dei valori di inquinamento al fine di riportare gli stessi, se eccessivi, entro i limiti consentiti dalle norme. Successivamente nel ’90 veniva fatto un accordo per la costruzione di un impianto di depurazione, con lo scopo di far defluire nello stesso le acque della cartiera e detto impianto veniva realizzato nel ’94 ma per il deflusso delle sole acque di sbianco e di condensa, non per tutti i flussi, dal momento che il progetto dell’impianto non consentiva l’ingresso di una quantità d’acqua così ampia come quella proveniente dalla Cartiera, pari ad almeno 1800 metri cubi l’ora. Sul punto si è sottolineato, inoltre, che l’impianto consortile non riusciva a depurare le acque della cartiera (in quanto lo stesso funziona sul principio della biodegradabilità e le sostanze immesse non sono biodegradabili).
Per quanto riguarda la restante parte dei flussi d’acqua della cartiera, questi venivano direttamente immessi nella rete fognaria, a seguito delle autorizzazioni concesse dal Comune di Tolmezzo. In essa confluivano inoltre anche i flussi provenienti dagli scarichi civili di Tolmezzo che si mescolavano, dunque, con le acque provenienti dalla cartiera. Al depuratore comunale, giungeva, pertanto, l’intero flusso di acque (cartiera e scarichi civili) ed, essendo il depuratore stato progettato per l'ingresso di circa 100 metri cubi di acque, non era ovviamente in grado di espletare la sua funzione. Dal controllo effettuato sui luoghi emergeva, infatti che una rilevante parte delle acque non entrava nel depuratore ma veniva "bypassata" direttamente verso lo scarico nella Roggia e quindi nel Tagliamento.
Erica Vacchiano
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Il Consiglio di Stato fa riaprire la Burgo
Tolmezzo: sospensiva per la sentenza con cui il Tar aveva dichiarato illegittimo il commissario
di MAURIZIO CESCON
TOLMEZZO. La cartiera Burgo tornerà a produrre cellulosa in tempi brevi. Il Consiglio di Stato, infatti, ha concesso ieri, su ricorso presentato dalla Regione, la sospensiva alla sentenza con cui il Tar del Friuli Venezia Giulia aveva dichiarato illegittimo l’atto riguardante la nomina del commissario straordinario e la conseguente paralisi dell’attività nel reparto responsabile della gran parte degli scarichi inquinanti. Come si ricorderà un’ottantina di dipendenti sugli oltre 400 complessivi che operano nello stabilimento erano stati costretti alla cassa integrazione.
A rendere nota la decisione dei giudici romani è stato l’assessore regionale all’Industria, Enrico Bertossi, nel corso della seduta della Seconda commissione permanente del Consiglio regionale. La sentenza del Tribunale amministrativo regionale era stata deliberata su ricorso presentato da Italia Nostra, che contestava il metodo adottato per fronteggiare il problema della messa in sequestro dello stabilimento, deciso dal Tribunale di Tolmezzo per la mancata adozione di impianti per la depurazione delle acque reflue. «La sospensiva - ha spiegato Mirio Bolzan, presidente della Commissione - consentirà non solo la ripresa dell’attività produttiva dello stabilimento, ma anche la possibilità di procedure rapide per assegnare i lavori di costruzione dell’impianto di depurazione. Ciò dovrebbe dare una soluzione definitiva al problema, che si trascina da anni, degli scarichi inquinanti delle acque reflue dal procedimento di lavorazione della cellulosa».
Come si ricorderà risale al 2 settembre scorso la sentenza del Tar che accolse il ricorso contro il commissario della cartiera Burgo. Il Tribunale aveva dato dunque ragione agli ambientalisti. Grande era stata la soddisfazione delle associazioni ambientaliste (in primis di Italia Nostra), che da anni si battono contro il commissariamento e quindi contro il provvedimento che dichiarava, aggirando le leggi ordinarie in materia ambientale, lo «stato di emergenza».
Tutto ha inizio, però, il 3 febbraio del 2002, quando la cartiera Burgo è sottoposta a sequestro preventivo perché l’azienda non ha ancora provveduto a costruire un depuratore che «riduca il carico inquinante che continua a essere scaricato direttamente nel fiume Tagliamento». Tuttavia, un mese dopo, la cartiera è dissequestrata in quanto il Consiglio dei ministri dichiara lo «stato di emergenza» su richiesta dell’allora Presidente della Regione, Renzo Tondo.
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Bertossi: una decisione importante
TOLMEZZO. L’assessore regionale alle attività produttive Enrico Bertossi, ha espresso la propria soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso presentato dalla Regione, concedendo la sospensiva della sentenza con cui il Tar del Friuli-Venezia Giulia aveva definito illegittimo l’atto di nomina del commissario straordinario della cartiera Burgo di Tolmezzo.
Secondo Bertossi, «si tratta di una sentenza importante che, mantenendo piena validità a tutte le iniziative poste fin qui in essere dal Commissario, consente la ripresa dell’attività produttiva e, parallelamente, l’avvio di procedure che portino alla rapida soluzione del problema delle acque reflue, con la realizzazione di un adeguato impianto di depurazione».
L’assessore Bertossi ha anche sottolineato l’azione svolta in proposito dal presidente della Regione, Riccardo Illy, che «ha saputo costruire - ha detto - un percorso che conduca alla conclusione della vicenda concertandolo e condividendolo direttamente con le stesse associazioni ambientaliste, Italia Nostra e Wwf, che si erano rivolte al Tar per impugnare l’atto del Commissariamento».
Wwf e Italia Nostra hanno dichiarato che non si opporranno alla sospensiva richiesta dalla Regione al Consiglio di Stato.
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Non ci stupisce che lo Stato faccia il suo ruolo di difensiore del Padronato quello che ci fa incazzare sono i cedimenti delle associazioni ambientaliste che hanno svenduto una fondamentale battaglia. Così gli inquinatori se l'asciugano con poco.
Vedi qui a fianco il patteggiamento.
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La proprietà vuole patteggiare
Il direttore potrebbe pagare un’ammenda di 6 mila euro Saro: ho sempre rispettato i provvedimenti sugli scarichi
TOLMEZZO. Mauro Saro, direttore della cartiera Burgo ha proposto di definire, con il consenso del Pubblico ministero Maria Elena Teatini, di definire con una sanzione pecuniaria di circa 6 mila euro la propria posizione nel processo per gli scarichi inquinanti dello stabilimento, in svolgimento nel Tribunale. «È stata una decisione sofferta - ha commentato Saro - in quanto ritengo di avere sempre rispettato i provvedimenti amministrativi che regolavano gli scarichi della Cartiera».
Saro ha anche ricordato gli investimenti compiuti nel corso degli anni per consentire un miglioramento della situazione e ha detto di avere deciso di propendere per il patteggiamento ritenendo che «la definizione della vicenda penale potesse contribuire a stemperare le tensioni e a favorire un dialogo aperto e costruttivo, finalizzato alla piena ripresa dell' attività dello stabilimento».
La definizione della posizione di Saro avverrà nell’udienza fissata per il prossimo 30 ottobre, in quanto il fascicolo relativo sarà rinviato al presidente del Tribunale che nominerà un altro magistrato che si occuperà del caso, vista l’incompatibilità del giudice Casavecchia.
La richiesta di patteggiamento non è piaciuta alla presidente di Legambiente del Friuli Venezia Giulia Elena Gobbi e al dirigente del circolo carnico Marco Lepre che, in una nota, ne hanno criticato le modalità.
«La proprietà della cartiera ha chiesto di patteggiare la riduzione della pena a una modesta sanzione pecuniaria, di fatto ammettendo le proprie responsabilità in un procedimento che, fin dall’avvio, sta delineando un quadro incredibile di omissioni ed una inqualificabile gestione amministrativa si legge in un comunicato firmato da Gobbi e Lepre . Esce così dal processo il soggetto origine della vicenda, mentre dal dibattimento emergono i particolari di una situazione da tempo annunciata nelle sue gravi ricadute ambientali. Resta di difficile lettura una tale decisione che contraddice quanto fin qui sostenuto, ma che di fatto è il primo atto di Burgo dalla dichiarazione dello stato di emergenza. L’ipotesi di una “concessione” nella ricerca della possibile trasparenza dell’intera vicenda va valutata congiuntamente alla volontà di Burgo, peraltro mai dichiarata, di un reale mantenimento dello stabilimento di Tolmezzo».
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